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Cessione di cubatura: per il legittimo trasferimento la giurisprudenza amministrativa richiede non solo l’omogeneità d’area territoriale (le due aree territoriali devono essere accomunate dalla medesima destinazione di piano), ma anche la contiguità territoriale (i fondi, seppur non necessariamente adiacenti, devono essere significativamente vicini), altrimenti risulterebbero stravolte le previsioni di piano sulla densità edificatoria di zona e incrinata l’inderogabilità delle relative prescrizioni.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 31 maggio 2022, n. 4417) «Il Collegio ritiene preliminarmente necessario richiamare i tratti principali dell’istituto della cessione di cubatura, oggetto dell’odierna controversia. 11.1. Tale istituto ha trovato la propria specifica ragion d’essere (e si è sviluppato) dopo l’introduzione: i) di limiti inderogabili di densità edilizia in base all’art. 17 della … Continua a leggere

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Clausola di adesione e accordo-quadro sono fattispecie affini ma distinte; il contratto per adesione costituisce un istituto compatibile con i principi della concorrenza soltanto se l’estensione viene effettuata – salvo limitati e necessari adeguamenti, di minimo valore economico – alle stesse condizioni del contratto di riferimento.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 28 marzo 2022, n. 289) «Ancorché non espressamente previsto né nella disciplina nazionale, né in quella eurounitaria, l’istituto della clausola di adesione è ritenuto dalla pacifica giurisprudenza legittimo, sia pure a ben determinate condizioni di cui si dirà nel prosieguo (cfr., ex plurimis, T.A.R. Lombardia – Milano, Sez. IV, sentenza … Continua a leggere

Daspo: la giurisprudenza sulle ipotesi previste dall’art. 6, comma 1, della legge n. 401/1989 e s.m.i., in cui il questore può adottare il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, nella ricostruzione del Tar Lombardia – Brescia (che, nella fattispecie, ha annullato il daspo nei confronti dei ricorrenti che, avuto accesso ad un autogrill, avevano prelevato beni di varia natura dagli scaffali occultandoli all’interno degli indumenti indossati e degli zaini che avevano al seguito; il Tar, infatti, ha osservato che il reato contestato non rientra tra quelli previsti dalla norma e che le condotte in questione non hanno carattere violento, sub specie di violenza su persone o cose ovvero di incitamento, inneggiamento o induzione alla violenza).

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 10 marzo 2017, n. 354) «L’art. 6, comma 1, della legge n. 401/1989, nella formulazione attualmente in vigore dopo varie modifiche, prevede testualmente (come di recente ribadito da T.A.R. Veneto, sez. I, 26/10/2016, n. 1196) che il questore possa adottare il provvedimento gergalmente denominato “daspo”, ossia divieto di accesso alle … Continua a leggere

La qualità di “vittima del dovere” non consegue automaticamente al riconoscimento della ricorrenza di causa di servizio, ma, al contrario, presenta, rispetto ad essa, caratteristiche speciali: mentre per quest’ultima è necessario e sufficiente provare il nesso causale fra lo svolgimento del servizio (in qualunque forma in concreto realizzatosi) e l’insorgenza dell’infermità, l’attribuzione della qualità di “vittima del dovere” richiede, altresì, una peculiare conformazione del fattore causante l’infermità, rappresentato da uno specifico, concreto e ben individuato episodio.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 26 giugno 2014, n. 1656) «Con ricorso notificato in data 21.09.2012 e depositato in data 09.10.2012, il ricorrente espone: di avere prestato servizio operativo come Vigile del Fuoco dal 04.01.1982 al 25.06.1996; di essere, poi, transitato nei ruoli amministrativi; di essere, quindi, stato dispensato dal servizio per permanente inidoneità fisica … Continua a leggere

La grave situazione economica in cui versa la sanità (e, dunque, le Aziende sanitarie) nella Regione Lazio integra il difetto di uno dei presupposti previsti dall’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., per la condanna dell’Amministrazione al pagamento della penalità di mora (cd. astreinte).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 21 gennaio 2014, n. 749) «Indipendentemente dall’adesione o meno, da parte del Collegio, all’orientamento giurisprudenziale (Cons. St., sez. III, 6 dicembre 2013, n. 5819) che esclude la penalità di mora con riferimento alle sentenze di condanna a somme di denaro, certo è che l’astreinte non è applicabile nel caso … Continua a leggere

Per il Tar Lazio, il ricorso avverso il silenzio deve essere ammesso qualora l’inerzia nell’adozione di un atto regolamentare o amministrativo produca effetti lesivi non su di una pluralità indifferenziata di destinatari ma nella sfera giuridica di singoli amministrati specificamente individuati, giacché in questo caso esso ha gli stessi effetti di un atto di natura provvedimentale.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 11 giugno 2013, n. 5861) «[L]a ricorrente lamenta la violazione del termine di conclusione del procedimento e dell’art. 27 della L.R. n. 29 del 1997, il quale prevede l’obbligatoria adozione del regolamento e i poteri sostitutivi della regione in caso di inerzia da parte dell’ente gestore. Evidenzia inoltre la … Continua a leggere

Sulla definitività del provvedimento impugnato quale presupposto di ammissibilità del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

(Consiglio di Stato, sez. I, parere 31 maggio 2013, n. 2593) «L’articolo 8, comma 1, del decreto del presidente della repubblica 24 novembre 1971 n. 1199 sui ricorsi amministrativi dispone che il ricorso straordinario al presidente della repubblica è ammesso contro gli atti amministrativi definitivi; e tali sono i provvedimenti contro i quali non è … Continua a leggere

Sui presupposti per l’avvio dell’iter di variante cd. “semplificata” ex art. 5 d.P.R. 20 ottobre 1998 n. 447 e, in particolare, sulla corretta valutazione dell’indisponibilità o dell’insufficienza di aree destinate all’insediamento di impianti produttivi.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 21 febbraio 2013, n. 398) «Il ricorso originario avverso il provvedimento del Comune del 27 maggio 2011, con cui è stato disposto il rigetto della domanda, avverso il provvedimento dell’Asl del 21 febbraio 2011 e avverso le note della Provincia dell’11 maggio 2011 e del 19 maggio 2011, deve essere … Continua a leggere

Sui presupposti di impugnabilità e sui limiti di sindacabilità giurisdizionale del provvedimento di rigetto di un’istanza di autotutela.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 18 dicembre 2012, n. 2654) «La questione attiene al rigetto della domanda avanzata dal ricorrente volta all’annullamento in autotutela del provvedimento con cui il Comune di Sciacca ha rinnovato l’autorizzazione ed il precedente cambio di destinazione d’uso dell’immobile pervenuto in proprietà alla società controinteressata.Così delimitato il thema decidendum , occorre … Continua a leggere

Sui presupposti per la risarcibilità del ritardo della P.A. nella conclusione del procedimento.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 14 maggio 2012, n. 450) «[L]a violazione dell’obbligo di concludere con un provvedimento espresso il procedimento amministrativo avviato ad istanza di parte, (dunque di una posizione di interesse legittimo pretensivo), trova espressa tutela, anche risarcitoria. Alla luce del dettato normativo di cui alla legge 69/2009, che ha modificato la disciplina … Continua a leggere

Anche l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio di un titolo edilizio deve rispondere ai requisiti di legittimità codificati nell’art. 21-nonies l. n. 241/1990 e s.m.i.

(Consiglio di Stato, sez. III, 9 maggio 2012, n. 2683) «[C]om’è noto, anche l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio di un titolo edilizio deve rispondere ai requisiti di legittimità codificati nell’art. 21 nonies della legge 7 agosto 1990 n. 241 ss.mm.ii., consistenti nell’illegittimità originaria del titolo e nell’interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato ribadisce quali sono i presupposti imprescindibili per la configurabilità dell’esercizio delle mansioni superiori e della rilevanza dello stesso ai fini retributivi.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 22 dicembre 2011, n. 6792) «Il riconoscimento della retribuzione correlata all’esercizio di mansioni di qualifica superiori, è oggettivamente precluso ove le mansioni esercitate (in assenza di alcun ordine di servizio, o in presenza di questo) risultino corrispondenti a quelle proprie della qualifica formale posseduta ed al mansionario; tale corrispondenza ha … Continua a leggere

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