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permesso di costruire

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L’esercizio della facoltà di costruire in aderenza (se consentita anche dallo strumento urbanistico) postula l’inesistenza sul confine di finestre altrui; nel diverso caso di esistenza sul confine di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell’area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui: tale previsione – contenuta nell’art. 9 del d.m. n. 1444/1968 – è tassativa e non ammette deroghe, sicché l’obbligo di rispettare la distanza minima si applica anche per i tratti di parete privi in parte di finestre e finanche nell’ipotesi di due fabbricati funzionalmente collegati ed appartenenti al medesimo proprietario.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 10 novembre 2023, n. 9648) «L’esercizio della facoltà di costruire in aderenza, consentita anche dallo strumento urbanistico, postula l’inesistenza sul confine di finestre altrui.19. Nel diverso caso (come quello per cui è causa, giusta descrizione allegata in atti) di esistenza sul confine tra due mappali di un fabbricato avente il … Continua a leggere

Non è una semplice “pergotenda” la struttura metallica con lastre di plexiglas imbullonate al pergolato di legno regolarmente assentito, con conseguente chiusura dello stesso.

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 18 ottobre 2023, n. 2376) «L’opera realizzata non è una semplice tenda retraibile o “pergotenda”; quest’ultima è un telo amovibile che serve a rendere meglio vivibili gli spazi esterni delle unità abitative (cfr. Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza n. 306 del 2017).Affinché si possa parlare di “pergotenda”, come tale … Continua a leggere

È illegittima l’ordinanza di demolizione di una cd. pergotenda bioclimatica di non rilevanti dimensioni adottata perché il manufatto è stato realizzato senza il preventivo rilascio del permesso di costruire, in quanto si tratta di un’opera che, pur non essendo destinata a soddisfare esigenze precarie, non necessità di titolo abilitativo in considerazione della consistenza, delle caratteristiche costruttive e della sua funzione e, perciò solo, non integra nuova costruzione.

(Tar Campania, Salerno, sez. II, 16 giugno 2022, n. 1710) «[L’] opera in contestazione è così descritta: “sul terrazzo dell’appartamento […], della superficie di mq. 31,95 circa, è stato realizzato un manufatto che lo stesso [proprietario] ha definito come “pergotenda bioclimatica”…tale manufatto è costituito da una struttura di alluminio (pilastri e travi) con copertura in … Continua a leggere

Frazionamento in plurime unità abitative: sono da considerarsi interventi di manutenzione straordinaria – ai sensi della novellata lett. b) dell’art. 3, comma 1, del d.p.r. n. 380/2001 – anche quelli che consistono “nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione di uso” (mentre, in precedenza, il frazionamento in plurime unità abitative, persino senza aumento di superficie, era considerato dalla normativa edilizia quale ristrutturazione pesante, che necessitava del permesso di costruire).

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 13 marzo 2017, n. 1434) «[A] seguito di accertamenti penali e plurimi sopralluoghi effettuati da parte dei vigili urbani si è constatato che la ricorrente […] senza permesso di costruire, ha proceduto all’ampliamento di 25 mq del soppalco pre-esistente e, mediante modifica della parte di ingresso e della scala di … Continua a leggere

Le amministrazioni comunali, al fine di rilasciare il permesso di costruire, non sono tenute a verificare la sussistenza di limiti negoziali al diritto di proprietà: difatti, mentre i limiti legali sono destinati ad investire anche il rapporto pubblicistico, quelli negoziali ne esulano e, quindi, il Comune non è tenuto a ricercarli, a meno che questi ultimi siano o immediatamente conoscibili, o effettivamente e legittimamente conosciuti nonché del tutto incontestati, di guisa che il controllo si traduca in una semplice presa d’atto.

(Tar Valle D’Aosta, 12 aprile 2016, n. 16) «Con il primo motivo, il ricorrente sostiene che il permesso di costruire impugnato sarebbe stato rilasciato a soggetto non legittimato, con violazione dell’art. 1, primo comma, del d.P.R. n. 380 del 2001 e dell’art. 60, primo comma, della legge regionale n. 11 del 1998. In particolare, l’interessato … Continua a leggere

Non sono dovuti oneri concessori per le modifiche della disposizione interna degli ambienti, il rifacimento di pavimenti e controsoffitti, così come per l’adeguamento o la realizzazione di impianti igienico-sanitari privati, idraulici o elettrici, trattandosi di interventi che non comportano la necessità del permesso di costruire (e, anzi, appaiono addirittura rientrare nell’ambito della manutenzione straordinaria di cui art. 3, comma 1, lett. b, del d.P.R. n. 380/2001).

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 7 aprile 2016, n. 1769) «L’art. 16 del D.P.R. n. 380/2001 stabilisce, al primo comma, che il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione, nonché al costo di costruzione. Presupposto per la debenza del costo di costruzione è che l’intervento … Continua a leggere

In materia edilizia, lo sbancamento del terreno, finalizzato ad usi diversi da quelli agricoli, non può ritenersi opera di ordinaria manutenzione e, pertanto, necessita sempre di un previo permesso di costruire: infatti, le attività di scavo di terreno costituiscono attività libere ex art. 6 d.P.R. n. 380/2001 solo ove strettamente connesse all’esercizio dell’attività agricola.

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 10 febbraio 2016, n. 752) «In parte fondato è […] il primo motivo di ricorso, con il quale la ricorrente, rubricando violazione e falsa applicazione degli art. 3,10, 22, 37 del D.P.R. n. 380/2001 ed eccesso di potere in varie figure sintomatiche, si duole che per gli interventi posti in … Continua a leggere

E’ illegittima la pronuncia della decadenza dal titolo edilizio per decorso del termine triennale per l’ultimazione dei lavori nell’ipotesi di sopravvenienza di fatti impeditivi non imputabili a comportamento inerziale del concessionario, ma a fatti o atti dell’Amministrazione comunale che lo ha rilasciato (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che i lavori assentiti e regolarmente avviati fossero stati ostacolati dalla reiterata emissione, da parte del Comune, di provvedimenti interdittivi di sospensione, sì da rendere evidente la non esigibilità della presentazione di alcuna istanza di proroga da parte della società interessata).

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 31 luglio 2015, n. 365) «Il Collegio – che dà per nota la vicenda fattuale/amministrativa all’origine del presente giudizio, per la cui ricostruzione rinvia, occorrendo, alla lettura degli atti delle parti e della documentazione dimessa dalle medesime – ritiene, invero, condivisibili le deduzioni svolte da parte ricorrente con il … Continua a leggere

L’annullamento d’ufficio del permesso di costruire richiede un’espressa motivazione in ordine all’interesse pubblico concreto ed attuale al ripristino dello status quo ante, non essendo sufficiente l’intento di operare un mero astratto ripristino della legalità violata (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che il dedotto interesse pubblico diverso dal mero ripristino della legalità si presentasse, in sostanza, generico e legato a profili meramente economici).

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 4 settembre 2015, n. 4286) «Il ricorso si palesa fondato. La situazione di affidamento ingenerata in capo al privato avrebbe richiesto una stringente motivazione di interesse pubblico per l’adozione del provvedimento di autotutela e una valutazione di prevalenza dello stesso in sede di bilanciamento con gli interessi del ricorrente, anche … Continua a leggere

Non osta alla possibilità di qualificare un’opera quale intervento di ristrutturazione edilizia il fatto che la stessa determini un aumento di volumetria, come si evince dall’art. 10, co. 1, lett. c), del d.P.R. n. 380/2001, che assoggetta a permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino a modifiche del volume, così ammettendo che i medesimi interventi possano fra l’altro determinare aumenti di volumetria (nella fattispecie, il Tar ha perciò statuito che l’intervento in esame – pur avendo determinato un aumento della superficie lorda di pavimento e, quindi, della volumetria complessiva – può essere ascritto alla categoria della ristrutturazione edilizia, in quanto diretto alla trasformazione di un locale interrato da deposito a locale con permanenza di persone, in linea con la definizione contenuta nell’art. 3, co. 1, lett. d, del d.P.R. n. 380/2001, il quale dispone che sono interventi di ristrutturazione edilizia quelli “rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”).

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 21 gennaio 2015, n. 246) «Con il quarto motivo il ricorrente sostiene che il Comune […] avrebbe errato nella qualificazione dell’abuso oggetto dell’istanza di condono, avendolo qualificato quale intervento di nuova costruzione da ascrivere alla tipologia 1, di cui alla tabella allegata al decreto-legge n. 269 del 2003, in luogo … Continua a leggere

L’effetto conformativo che discende dalla sentenza di annullamento del titolo edilizio non comporta affatto per il Comune l’obbligo, sempre e comunque, di disporre la demolizione di quanto realizzato sulla base del titolo annullato.

(Tar Veneto, sez. II, 18 dicembre 2014, n. 1533) «Con il ricorso in oggetto e per i motivi in esso dedotti, così come riassunti in fatto, gli odierni istanti hanno chiesto l’annullamento del provvedimento con il quale il Comune […] ha disposto l’irrogazione della sanzione pecuniaria, in alternativa all’ordine di demolizione, ai sensi dell’art. 38 … Continua a leggere

Il termine di durata del permesso di costruire è prorogabile solamente nei casi in cui possa ritenersi sopravvenuto un “factum principis” ovvero l’insorgenza di una causa di forza maggiore.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 23 febbraio 2012, n. 974) «Il secondo comma dell’art. 15 del t.u. 6 giugno 2001 n. 380 prevede che: ”Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non può superare i … Continua a leggere

Se esistono le opere di urbanizzazione primaria, il rilascio del permesso di costruire non può ritenersi illegittimo.

(Tar Veneto, sez. II, 14 febbraio 2012, n. 234) «5.1. Occorre, innanzitutto, evidenziare che la giurisprudenza si è occupata soprattutto delle ipotesi in cui le norme di attuazione richiedevano la previa predisposizione di un piano di lottizzazione per il rilascio del titolo edilizio, ritenendo che il permesso di costruire rilasciato in assenza di tale adempimento … Continua a leggere

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