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ammissibilità

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Sull’ammissibilità, sui requisiti e sugli effetti della rinuncia al provvedimento ampliativo, quale atto dismissivo della situazione giuridica di vantaggio nata dal provvedimento in capo al rinunciante.

(Consiglio di Stato, sez. III, 26 settembre 2023, n. 8508) «Il provvedimento amministrativo, in ragione della sua imperatività, possiede come è noto la capacità di modificare la sfera giuridica dei suoi destinatari, producendo la nascita, la modifica o l’estinzione delle situazioni giuridiche di cui essi siano titolari.Laddove il provvedimento sia produttivo di un effetto incrementativo … Continua a leggere

Nel caso in cui sussista una “disparità di trattamento” fra concorrenti che discenda da opposte pronunce giurisdizionali a fronte di identici motivi di ricorso, l’Amministrazione può avviare l’autotutela anche in presenza di giudicato.

(Tar Lazio, sez. I, 15 maggio 2023, n. 8262) «Invero, l’amministrazione ha fornito una motivazione assolutamente carente delle ragioni per le quali si asteneva dal procedere al riesame degli elaborati. Difatti, appare evidente, dalla lettura delle pronunce giurisdizionali la peculiarità della posizione dell’odierno ricorrente: questi vedeva il proprio ricorso rigettato in forza di un’interpretazione a … Continua a leggere

Poiché il processo amministrativo tende ormai irreversibilmente a trasformarsi in processo amministrativo telematico (PAT) – afferma il Tar Campania – la notifica a mezzo PEC del ricorso introduttivo deve ritenersi valida ed efficacemente effettuata, anche in mancanza dell’autorizzazione ex art. 52 c.p.a. (atteso che la norma si riferisce a forme “speciali” di notificazione).

(Tar Campania, Napoli, sez. VII, 6 febbraio 2015, n. 923) «[L]a notifica per mezzo di posta elettronica certificata (PEC) deve ritenersi valida ed efficacemente effettuata: ad avviso del Tribunale, la mancata autorizzazione ex art. 52 CPA non può ritenersi ostativa atteso che la predetta norma si relazione a forme “speciali” di notificazione, laddove il processo … Continua a leggere

In attesa che la Corte di Giustizia stabilisca se, nelle procedure di affidamento, il termine per l’impugnazione decorra sempre e comunque dalla comunicazione di mancata aggiudicazione (ovvero, nel caso di vizi non immediatamente percepibili, dal momento in cui l’interessato abbia acquisito effettiva conoscenza di tali vizi attraverso l’accesso documentale), il Tar Liguria sostiene l’ammissibilità della prospettazione di censure “al buio”, purché – a seguito della conoscenza della documentazione – il ricorrente abbia provveduto a dare concretezza, con lo strumento dei motivi aggiunti, alle questioni prospettate in via ipotetica con l’atto introduttivo del giudizio.

(Tar Liguria, sez. II, 6 febbraio 2014, n. 220) «[O]ccorre stabilire se, nelle procedure di affidamento, il termine per l’impugnazione decorra sempre e comunque dalla comunicazione di mancata aggiudicazione ovvero, nel caso di vizi non immediatamente percepibili, dal momento in cui l’interessato abbia acquisito effettiva conoscenza di tali vizi attraverso l’accesso documentale. La questione è … Continua a leggere

Possono sussistere casi in cui, anche in presenza di silenzio significativo di assenso (ovvero di rigetto), il privato ha evidente necessità di ottenere un titolo autorizzativo espresso, sicché è ammissibile l’azione avverso il silenzio.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 15 luglio 2013, n. 1547) «Rimane […] da chiarire se, nei casi come quello in esame, in cui il legislatore assegna all’inerzia dell’amministrazione competente a pronunciarsi entro un preciso termine, il significato di accoglimento tacito, residui in capo al richiedente il diritto ad ottenere comunque un provvedimento espresso e, per … Continua a leggere

Sulla scia dell’Adunanza Plenaria n. 2/2013, il Consiglio di Stato chiarisce gli effetti processuali che si verificano nelle ipotesi di congiunta devoluzione al medesimo giudice di una impugnazione in ottemperanza e di un ricorso di legittimità.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 25 giugno 2013, n. 3439) «La questione prospettata in forma di eccezione dall’intimata Amministrazione è stata funditus presa in esame dalla recente decisione dell’Adunanza Plenaria n. 2/2013: ivi è stato chiarito che, nella ipotesi di congiunta devoluzione al medesimo giudice di una impugnazione in ottemperanza e di un ricorso di … Continua a leggere

Per il Tar Lazio, il ricorso avverso il silenzio deve essere ammesso qualora l’inerzia nell’adozione di un atto regolamentare o amministrativo produca effetti lesivi non su di una pluralità indifferenziata di destinatari ma nella sfera giuridica di singoli amministrati specificamente individuati, giacché in questo caso esso ha gli stessi effetti di un atto di natura provvedimentale.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 11 giugno 2013, n. 5861) «[L]a ricorrente lamenta la violazione del termine di conclusione del procedimento e dell’art. 27 della L.R. n. 29 del 1997, il quale prevede l’obbligatoria adozione del regolamento e i poteri sostitutivi della regione in caso di inerzia da parte dell’ente gestore. Evidenzia inoltre la … Continua a leggere

Sulla definitività del provvedimento impugnato quale presupposto di ammissibilità del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

(Consiglio di Stato, sez. I, parere 31 maggio 2013, n. 2593) «L’articolo 8, comma 1, del decreto del presidente della repubblica 24 novembre 1971 n. 1199 sui ricorsi amministrativi dispone che il ricorso straordinario al presidente della repubblica è ammesso contro gli atti amministrativi definitivi; e tali sono i provvedimenti contro i quali non è … Continua a leggere

Nei confronti di una convenzione, in quanto accordo sostitutivo di provvedimento, è ammissibile l’azione di annullamento di cui all’art. 29 c.p.a., da parte di un terzo che si ritenga leso dal suo contenuto, qualora, come accade nella fattispecie, la carenza delle determinazioni preliminari di cui al comma 4bis dell’art. 11 l. n. 241/1990 (e quindi l’assenza di provvedimenti amministrativi impugnabili) porti a configurare l’impugnazione diretta dell’accordo come l’unico strumento per contestarne i (soli) contenuti provvedimentali.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 14 marzo 2013, n. 225) Il ricorrente «[h]a chiesto in questa sede l’annullamento della convenzione stipulata il 27 maggio 2011 tra Regione […], Provincia […], Comune […], Ministero […] e la Fondazione […], diretta ad “assicurare la prosecuzione dell’attività culturale e didattica già svolta [dalla Scuola], a tal fine collaborando, … Continua a leggere

Per il Tar Abruzzo, il meccanismo dilatorio previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996 – che si basa sulla notifica del titolo in forma esecutiva – è ormai inapplicabile al giudizio di ottemperanza, poiché, per quest’ultimo, la necessità dell’apposizione della formula esecutiva è esclusa dall’art. 115, comma 3 c.p.a.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 11 ottobre 2012, n. 658) «Deve, innanzi tutto, essere esaminata l’eccezione pregiudiziale con cui l’Avvocatura Distrettuale dello Stato ha dedotto l’inammissibilità del ricorso perché proposto prima del termine dilatorio previsto dall’art. 14 D.L. n. 669/96, secondo cui “le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure … Continua a leggere

Sulle differenze tra l’azione di accertamento e la c.d. azione di condanna atipica e sulle condizioni di ammissibilità di quest’ultima.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 4 settembre 2012, n. 2220) «Il Collegio deve preliminarmente svolgere talune considerazioni in ordine alla corretta qualificazione dell’azione proposta, in applicazione di quanto disposto dall’art. 32 c.p.a., che conferisce al giudice il potere di qualificare la domanda, al di là del nomen iuris utilizzato dalle parti, attribuendo rilievo al contenuto … Continua a leggere

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