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legittimazione

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Poiché il requisito della vicinitas non è sufficiente, per dimostrare l’interesse ad agire il ricorrente deve fornire la prova del concreto pregiudizio (sia esso di carattere patrimoniale o di deterioramento delle condizioni di vita o di peggioramento dei caratteri urbanistici che connotano l’area) che subirebbe a causa dell’intervento edificatorio.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 3 febbraio 2022, n. 756) «1. Con ricorso proposto dinanzi al TAR per la Emilia Romagna, sede staccata di Parma, gli odierni appellanti agivano per l’annullamento delle ordinanze del Comune […] che ordinavano ai loro confinanti […] il ripristino di opere realizzate presso un immobile sito nel Comune […] nel … Continua a leggere

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L’aggiudicataria della gara dei cui atti si chiede l’ostensione non è automaticamente legittimata all’accesso, se non spiega, in concreto, quali siano le specifiche ed apprezzabili ragioni di tale richiesta (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto legittimo il diniego, evidenziando, in particolare, le seguenti circostanze: – il lunghissimo lasso di tempo, quasi decennale, intercorso tra la richiesta e la data degli atti oggetto di ostensione, anche in considerazione dell’ampio superamento del termine quadriennale entro il quale l’ente aggiudicatore è obbligato a conservare le informazioni sugli appalti aggiudicati, ex art. 229 d.lgs. n. 163/2006; – la quantità degli atti richiesti, sorprendentemente numerosa e certamente di difficile reperimento e riproduzione da parte dell’ente intimato; – la circostanza che tali atti, anche secondo un principio di ragionevolezza, non superato dalle allegazioni di parte ricorrente, erano stati già in passato consegnati alla società istante, per la semplice quanto dirimente ragione che, almeno nella maggior e più importante parte, erano stati usati per l’elaborazione dell’offerta; – la lunga serie di azioni giudiziarie proposte dalla ricorrente, debitrice dell’ente aggiudicatore).

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 3 marzo 2015, n. 349) «L’art. 22 cit. definisce il “diritto di accesso”, quale “diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi”; “interessati” sono “tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente … Continua a leggere

La posizione del concorrente di un appalto pubblico, il quale decida di ritirarsi dalla competizione, è del tutto assimilabile – anche per quel che riguarda l’interesse all’annullamento del provvedimento di aggiudicazione e, dunque, la legittimazione a proporre ricorso – a quella di chi non ha mai partecipato alla gara o ne è stato escluso legittimamente, atteso che quel partecipante ha volontariamente e consapevolmente deciso di disinteressarsi degli ulteriori sviluppi della gara, per ragioni solitamente legate alla convenienza economica dell’offerta a suo tempo presentata.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 23 luglio 2014, n. 1956) «Viene in decisione il ricorso promosso [dalla società Alfa], la quale ha impugnato gli atti con i quali l’Azienda ha aggiudicato in via definitiva al [R.T.I. Beta] la procedura aperta relativa all’”Affidamento del contratto per sei anni per la realizzazione, gestione e manutenzione del nuovo … Continua a leggere

La disciplina contenuta nell’art. 13 del Codice dei contratti pubblici costituisce una sorta di microsistema normativo, collegato alla peculiarità del settore considerato, dal momento che la norma – pur ripetendo i principi dell’art. 24 della legge n. 241 del 1990 sul bilanciamento degli interessi contrapposti alla trasparenza ed alla riservatezza – è più puntuale e restrittiva, definendo esattamente l’ambito di applicazione della esclusione dall’accesso, ancorandola, sul versante della legittimazione soggettiva attiva, al solo concorrente che abbia partecipato alla selezione e, sul piano oggettivo, alla sola esigenza di una difesa in giudizio: ne consegue la necessità di un accurato controllo in ordine alla effettiva utilità della documentazione richiesta, secondo un giudizio prognostico che non può prescindere dalle eventuali preclusioni processuali in cui sia incorso il richiedente, quale, nel caso in esame, l’esclusione della istante dalla gara con provvedimento divenuto definitivo (essendo scaduti i termini per proporre ricorso).

(Consiglio di Stato, sez. V, 17 giugno 2014, n. 3079) «In base al combinato disposto dell’art. 24 della l. n. 241 del 1990 e dell’art. 13 del d. lgs. n. 163 del 2006, nonché in base ai principi affermati dalle Adunanze Plenarie n. 4 del 2011 e n. 9 del 2014 in materia di legittimazione … Continua a leggere

La mancata presentazione della domanda di partecipazione al concorso (secondo la più logica interpretazione della clausola, in attesa dell’eventuale esclusione) importa acquiescenza del ricorrente alla clausola (ritenuta) escludente e rende inammissibile la successiva impugnazione della stessa, a termine decadenziale scaduto, in conseguenza della intervenuta nomina della controinteressata, per difetto di una situazione giuridica soggettiva legittimante in capo al ricorrente.

(Tar Sicilia, Catania, sez. II, 12 luglio 2013, n. 2073) «Osserva il Collegio – ai fini della delibazione della eccezione di inammissibilità per mancata presentazione dell’istanza di partecipazione al concorso per cui è causa – che la giurisprudenza amministrativa appare pacificamente orientata, almeno a far data dalla nota decisione dell’Adunanza Plenaria n. 1/2003, nel senso … Continua a leggere

La Corte di giustizia blocca l’effetto paralizzante del ricorso incidentale sul ricorso principale teorizzato dall’Adunanza Plenaria n. 4/2011.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. X, causa C-100/12, 4 luglio 2013, Fastweb SpA contro Azienda Sanitaria Locale di Alessandria) «13 In esito alla verificazione dell’idoneità delle offerte presentate dalle due società rispetto al piano di fabbisogni, disposta dal giudice del rinvio, è stato constatato che nessuna delle due offerte risultava conforme all’insieme delle specifiche … Continua a leggere

Profili sostanziali e processuali della fattispecie di cui all’art. 51 d.lgs. n. 163/2006.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 16 maggio 2013, n. 2661) «Giova premettere che l’odierna appellante, intervenuta nel giudizio di primo grado in qualità di cessionaria del ramo d’azienda avente ad oggetto il complesso aziendale relativo al settore metro-ferro-tramviario […], deve ritenersi legittimata a proporre appello alla luce del disposto dell’art. 102, comma 2, cod. proc. … Continua a leggere

I proprietari di immobili in zone confinanti o limitrofe con quelle interessate da una costruzione sono sempre legittimati ad impugnare i titoli edilizi che possono pregiudicare la loro posizione (per l’incisione delle condizioni dell’area e, più in generale, per le modifiche all’assetto edilizio, urbanistico ed ambientale della zona), senza che sia necessaria la prova di un danno specifico.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 8 maggio 2013, n. 2488) «[G]li appellanti lamentano l’erroneità della reiezione dell’eccezione di rito, con la quale era stata dedotta la carenza di legittimazione attiva dell’appellato […]. Per il Tar, il ricorrente avrebbe invece adempiuto all’onere di provare la sua legittimazione, depositando il titolo in base al quale sarebbe stato … Continua a leggere

Anche a seguito della riforma del comma 1 dell’art. 108 c.p.a. (ad opera del d.lgs. n. 195/2011), gli aventi causa ed i creditori di una delle parti sono legittimati a proporre opposizione revocatoria alla sentenza unicamente nelle forme del comma 2 del detto articolo, fornendo quindi prova che la sentenza sia stata effetto di dolo o collusione a loro danno, senza potersi valere della diversa disciplina dell’opposizione ordinaria.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 11 settembre 2012, n. 4829) «L’art. 108 del codice del processo amministrativo (D.Lgs. 2 luglio 2010 , n. 104 “Attuazione dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo”), nella sua formulazione originaria, recitava: “1. Un terzo, titolare di una … Continua a leggere

La class action nei confronti della Pubblica Amministrazione non sfugge ai comuni principi in materia di domanda giudiziale, e, dunque, alla regola che questa debba essere sufficientemente determinata nel suo petitum, in relazione al contenuto dell’azione ed alla sua finalità.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 3 settembre 2012, n. 7483) «[I]l d. lgs. 20 dicembre 2009, n. 198, introducendo una fattispecie processuale identificata come class action, all’art. 1 prevede, per quanto qui di rilievo, che, “al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio”, i titolari di interessi … Continua a leggere

La vicinitas è criterio idoneo a legittimare l’impugnazione di singoli titoli edilizi, ma non può ritenersi sufficiente nel caso in cui oggetto di contestazione giudiziale sia la disciplina urbanistica, contenuta in uno strumento attuativo, di aree estranee a quelle di proprietà dei ricorrenti.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 15 novembre 2011, n. 6016) «E’ acquisizione pacifica che la legittimazione ad agendum può essere riconosciuta solo allorchè venga comprovata la sussistenza di una posizione legittimante rappresentata , in particolare da un interesse peculiare e qualificato su cui fondare il titolo di legittimazione a domandare ed (eventualmente ) ottenere dal … Continua a leggere

I principi enucleati dall’Adunanza Plenaria n. 4/2011 sulla legittimazione al ricorso in materia di contratti pubblici al confronto con i principi e le norme dell’ordinamento comunitario.

(Consiglio di Stato, sez. III, 19 luglio 2011, n. 4361) Un’azienda sanitaria della Sardegna bandiva una gara per l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare, per la durata di un triennio, con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La gara veniva aggiudicata all’odierna appellante, ma la seconda classificata impugnava l’aggiudicazione dinanzi al Tar Sardegna deducendo un … Continua a leggere

Il diritto di accesso del promissario acquirente alla pratica edilizia dell’immobile promesso in vendita.

(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 8 luglio 2011, n. 1857) La società ricorrente chiedeva all’Amministrazione comunale di poter accedere, ai sensi dell’art 25 l. n. 241/1990, alla documentazione della pratica edilizia per ottenere copia dei titoli edilizi rilasciati per l’edificazione su di un determinato terreno. In particolare, per la compravendita di tale terreno erano già … Continua a leggere

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