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impugnazione

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DURC e riparto di giurisdizione: dinanzi al giudice amministrativo non si pone tanto un problema di impugnazione del DURC quanto piuttosto di accertamento incidentale della regolarità di tale documento ai fini del corretto svolgimento della procedura selettiva, con la conseguenza che l’oggetto del giudizio non è il documento contributivo bensì il provvedimento amministrativo di esclusione; al contrario, con il ricorso al giudice ordinario (ex artt. 442 e ss. c.p.c.) la parte propone domanda volta ad accertare l’inesistenza o l’infondatezza della pretesa contributiva rivendicata dell’ente previdenziale.

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 12 ottobre 2023, n. 5564) «In via preliminare, va rilevato come il giudice amministrativo non possa sindacare in via diretta la legittimità del DURC, atteso che il giudizio di accertamento circa la regolarità contributiva rientra nella giurisdizione del giudice ordinario (cfr. Cassazione civile sez. lav., 03/03/2021, n.5825).Al riguardo tuttavia da … Continua a leggere

La notifica del decreto di esproprio a chi, non essendo proprietario effettivo del bene, risulti tale dai registri catastali, non incide sulla validità ed efficacia del provvedimento ablativo, ma impedisce tuttavia il decorso del termine di decadenza per l’opposizione alla stima nei confronti del proprietario effettivo ed abilita quest’ultimo – ove l’omissione o il ritardo della notificazione nei suoi confronti sia ascrivibile ad un difetto di diligenza dell’espropriante nell’accertamento del titolare del bene sottoposto ad espropriazione – a chiedere il risarcimento del danno derivato dalla ritardata riscossione dell’indennità: il proprietario effettivo, dunque, non può né deve impugnare gli atti espropriativi emessi nei confronti del proprietario catastale, atti che restano validi ed efficaci, ma può proporre opposizione alla stima dell’indennità avanti al giudice ordinario e richiedere, se del caso, l’eventuale risarcimento del danno per la sua ritardata liquidazione in ipotesi di colpa dell’espropriante.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 marzo 2015, n. 1139) «Le censure dell’appellante colgono nel segno, seppure per le ragioni che ora si esporranno, ma la loro parziale correttezza, nondimeno, non conduce all’accoglimento delle domande respinte dal primo giudice e qui riproposte. 10. L’appellante, occorre qui osservare, sull’assunto di essere proprietaria effettiva del bene ablato … Continua a leggere

L’impresa partecipante alla gara per l’affidamento di un appalto pubblico non ha l’onere di impugnare il silenzio serbato dalla stazione appaltante sull’informativa ex art. 243 bis d.lgs. n. 163/2006: l’inerzia al riguardo nulla aggiunge all’assetto di interessi previsto nel provvedimento principale e da punto di vista sostanziale ha contenuto meramente confermativo che, non essendo foriero di autonomi effetti lesivi, non è suscettibile di doverosa impugnazione.

(Consiglio di Stato, sez. V, 25 giugno 2014, n. 3203) «Con il secondo motivo di gravame è stato censurato il mancato scrutinio da parte del Giudice di primo grado della eccezione che l’impugnazione del silenzio serbato sulla informativa ex art. 243 bis del d. lgs. n. 163/2006 senza la formulazione di specifiche censure al riguardo … Continua a leggere

In considerazione della ratio dell’art. 243-bis del Codice dei contratti pubblici, nonché delle specifiche previsioni di cui ai suoi commi 3 e 5, la statuizione dell’Amministrazione sull’informativa (ed il diniego tacito di autotutela formatosi sullo stesso preavviso di ricorso) non deve necessariamente essere oggetto di autonoma impugnazione, in quanto si pone esternamente ad un procedimento di gara che si è già esaurito ed è censurabile entro un termine breve di 30 giorni.

(Tar Puglia, Lecce, sez. II, 14 febbraio 2014, n. 459) «In via preliminare, occorre esaminare l’eccezione di inammissibilità del gravame sollevata dal Comune […] per l’omessa impugnazione del diniego tacito di autotutela formatosi sul preavviso di ricorso. In proposito si osserva che, ai sensi dell’art. 243-bis del d.lgs. n. 163/2006, prima di esperire il giudizio, … Continua a leggere

Sul regime di impugnazione del parere della Commissione edilizia comunale, che è generalmente privo di valore provvedimentale ed è immediatamente impugnabile solo quando il sindaco, con la notifica del parere medesimo, lo abbia implicitamente fatto proprio e vi abbia impresso, come autorità competente al rilascio dei titoli edilizi, la configurazione di una definitiva determinazione dell’amministrazione sull’istanza di concessione edilizia.

(Consiglio di Stato, sez. III, 13 settembre 2013, n. 4532) «[E’] meritevole di favorevole considerazione la doglianza con la quale l’appellante ha dedotto l’inammissibilità [del ricorso], erroneamente non rilevata dai primi giudici, stante la natura non provvedimentale dell’atto impugnato […]. Quest’ultimo, infatti, come emerge dalla documentazione in atti, benché avesse formalmente ad oggetto “Determinazione in … Continua a leggere

I proprietari di immobili in zone confinanti o limitrofe con quelle interessate da una costruzione sono sempre legittimati ad impugnare i titoli edilizi che possono pregiudicare la loro posizione (per l’incisione delle condizioni dell’area e, più in generale, per le modifiche all’assetto edilizio, urbanistico ed ambientale della zona), senza che sia necessaria la prova di un danno specifico.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 8 maggio 2013, n. 2488) «[G]li appellanti lamentano l’erroneità della reiezione dell’eccezione di rito, con la quale era stata dedotta la carenza di legittimazione attiva dell’appellato […]. Per il Tar, il ricorrente avrebbe invece adempiuto all’onere di provare la sua legittimazione, depositando il titolo in base al quale sarebbe stato … Continua a leggere

La pubblicazione degli atti e provvedimenti amministrativi nei siti delle P.A., ai sensi dell’art. 32., co. 1 della legge n. 69/2009, ha effetto di pubblicità legale (sostitutiva della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) e, in ragione del suo carattere “istantaneo”, fa decorrere il termine di impugnazione sin dal primo giorno di pubblicazione.

(Tar Toscana, sez. I, 21 marzo 2013, n. 445) «Con decorrenza dal 1 gennaio 2010, [la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale] deve […] considerarsi sostituita dalla pubblicazione nel sito informatico […], secondo quanto previsto dall’art. 32. co. 1 della legge n. 69/2009, in forza del quale “gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi … Continua a leggere

Ai fini del decorso del termine di impugnazione, è sufficiente che la ditta concorrente abbia appreso con certezza l’esito della gara e, quindi, abbia percepito la piena lesività dell’atto di aggiudicazione, altrimenti verrebbe ad essere frustrata proprio la finalità della disciplina in esame, tesa a contenere in termini ragionevoli e limitati le possibili contestazioni rispetto alle procedure di gara.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 29 ottobre 2012, n. 2622) «In data 30 dicembre 2011, con deliberazione n. 1067, la stazione appaltante ha proceduto all’aggiudicazione della gara di appalto per la fornitura quadriennale di protesi ortopediche e di materiale traumatologico occorrenti all’Azienda San Carlo Borromeo di Milano, indetta con D.D.G. 807/10. In data 27 gennaio … Continua a leggere

Il termine d’impugnazione decorre dalla conoscenza della portata dispositiva dell’atto, eventualmente attestata dall’istanza di accesso corredata dagli estremi dell’atto autorizzatorio successivamente gravato.

(Consiglio di Stato, sez. V, 11 novembre 2011, n. 5960) «[M]erita adesione l’orientamento giurisprudenziale che reputa sufficiente, ai fini del decorso del termine d’impugnazione, la conoscenza della portata dispositiva dell’atto, nella specie attestata dall’istanza di accesso corredata dagli estremi dell’atto autorizzatorio successivamente gravato». Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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