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E’ legittima l’esclusione per mancata indicazione dell’oggetto della gara sul plico esterno dell’offerta, anche se causata da terzi (nella fattispecie, dal corriere, che aveva avvolto il plico in un involucro di plastica privo di riferimenti all’oggetto), poiché le conseguenze di tale negligenza non possono che ricadere sull’impresa concorrente che ha affidato la consegna dell’offerta ad un terzo, assumendone il rischio.

(Tar Piemonte, sez. II, 29 gennaio 2016, n. 155) «Il primo motivo di ricorso ha carattere assorbente ed è fondato. L’aggiudicataria […] non poteva essere ammessa alla procedura. Il ritardo nella corretta protocollazione dell’offerta è imputabile alla omessa indicazione, da parte della stessa ditta, dell’oggetto della gara sulla busta esterna. Tale adempimento era prescritto a … Continua a leggere

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E’ da ritenersi irrilevante l’apposizione, nelle dichiarazioni ai sensi dell’art. 38 del d.lgs. n. 163/2006 relative a terzi, della precisazione “per quanto a propria conoscenza”, in quanto tale dizione risulta aderente al dato normativo e, pertanto, non può considerarsi alla stregua di una esclusione di responsabilità del dichiarante; inoltre, lo stesso dichiarante non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali non ha potuto produrre le dichiarazioni dei diretti interessati, con la conseguenza che l’eventuale omissione di siffatta indicazione non può costituire causa di esclusione dalla gara, ben potendo invece la stazione appaltante, a fronte di una compiuta identificazione di tali soggetti, procedere essa stessa alle opportune verifiche, anche attraverso il casellario giudiziale e altri archivi pubblici ai quali essa ha accesso, diversamente dal dichiarante.

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 agosto 2014, n. 4430) «Con il motivo rubricato al n. VIII, [l’appellante incidentale], dopo aver ricordato che il Punto 2, lett. a, delle “Norme di Partecipazione”, richiedeva ai partecipanti di attestare l’insussistenza delle cause di esclusione previste dall’art. 38 del d. lgs. n. 163 del 2006, ha sostenuto che … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato evidenzia come solo attraverso l’opposizione di terzo (nella fattispecie, proposta mediante intervento nel giudizio di appello ex artt. 108 e 109, co. 2, c.p.a.) possa sanarsi la contraddizione tra “cosa giudicata” in senso sostanziale – ex art. 2909 cod. civ., che tuttavia, come è noto, definisce e limita l’efficacia dell’accertamento contenuto in sentenza alle “parti” del giudizio – e posizione di colui che tale qualifica di parte non ha potuto incolpevolmente acquisire.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 18 novembre 2013, n. 5451) «Al fine di definire le effettive parti del giudizio di appello, così come risultante dalla disposta riunione dei ricorsi, ed anche al fine di poter conseguentemente vagliare le questioni preliminari da ciascuno proposte, il Collegio ritiene necessario esaminare innanzi tutto l’eccezione relativa alla ammissiblità dei … Continua a leggere

Il Tar Trento, valorizzando il diritto di partecipazione espressamente codificato nella legge provinciale, ritiene che – quando l’Amministrazione provvede a modificare il piano adottato, accogliendo emendamenti od osservazioni che incidono sulla proprietà di terzi – è tenuta a fornire idonea comunicazione ai soggetti proprietari dell’area incisa in maniera diretta dalla modificazione, mediante ripubblicazione del PRG nella parte risultata modificata o a darne quanto meno comunicazione agli interessati, per consentire loro di presentare memorie e osservazioni di merito.

(Tar Trentino Alto Adige, Trento, 25 ottobre 2013, n. 351) «[La società ricorrente] ha impugnato il provvedimento con il quale il Consiglio comunale […] ha approvato in terza adozione la variante al piano regolatore comunale […], contestando principalmente la mancata ripubblicazione della variante a seguito dell’accoglimento da parte del Consiglio comunale di emendamenti presentati in … Continua a leggere

Il Tar Campania ritiene che – una volta che sia stato garantito il contraddittorio, sia pure attraverso lo strumento dell’opposizione di terzo – non sussiste più l’onere di impugnare gli atti consequenziali (per effetto dei quali i terzi avevano assunto la posizione di titolari di un diritto autonomo), ovvero, in alternativa, di integrare il contraddittorio in relazione all’originario giudizio contro l’atto presupposto.

(Tar Campania, Napoli, sez. VII, 14 ottobre 2013, n. 4627) «Il Collegio non ignora che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, richiamato dal commissario ad acta “Il principio secondo cui la tempestiva impugnazione dell’atto presupposto esime dall’onere di impugnare l’atto consequenziale, al quale si estende l’effetto caducante derivante dall’annullamento dell’atto presupposto, non può trovare applicazione nel … Continua a leggere

Per il C.G.A., il termine per impugnare i titoli abilitativi ottenuti dai vicini decorre – salvo peculiari e specifiche situazioni contingenti – solo dal momento in cui lo stato di avanzamento dei lavori riveli in modo certo e univoco le essenziali caratteristiche dell’opera realizzanda: ossia, di norma, dal termine dei lavori (finiture escluse).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 febbraio 2013, n. 247) «[S]i è sostenuto che il termine impugnatorio decorra – in caso di impugnazione di provvedimenti edilizi rilasciati a soggetti terzi – non già dalla data di ultimazione dell’opera, bensì da quella dell’inizio dei lavori, perché esso sarebbe sufficiente a radicare la piena … Continua a leggere

Dato che la pronuncia giurisdizionale non contiene accertamenti relativi alla situazione giuridica dei soggetti estranei al giudicato, questi ultimi non possono agire in sede di ottemperanza e tuttavia – essendo l’atto espunto dalla realtà giuridica – essi possono promuovere ricorso in sede di giurisdizione di legittimità contro gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione elusivi del giudicato, i quali assumono a fondamento un’entità giuridicamente non più esistente.

(Tar Lombardia, Brescia, 3 maggio 2012, n. 739) «Preliminarmente il Collegio deve richiamare i principi elaborati in materia di limiti soggettivi del giudicato amministrativo, tenuto conto del canone generale della sua efficacia “inter partes” ai sensi dell’art. 2909 del c.c. per cui il contenuto della pronuncia non si estende ai soggetti terzi che non hanno … Continua a leggere

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