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sanzioni amministrative

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Costituisce una pratica commerciale scorretta l’invio a diversi soggetti, al fine di recuperare presunti crediti, di preavvisi di esecuzione forzata le cui modalità di presentazione, per aspetti grafici e lessicali, risultino idonee a ingenerare nei destinatari il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto: la fattispecie, infatti, rientra nella previsione dell’art. 18, comma 1, lettere da a) a d), del Codice del consumo, considerando, in particolare, sia l’idoneità delle lettere inviate dalla ricorrente ad indurre in errore il consumatore medio in relazione alla concreta portata ed efficacia degli atti di esecuzione indicati e alla reale natura del professionista interessato, sia l’aggressività insita nel richiamo a modalità esecutive riservate all’amministrazione finanziaria pubblica, che sono effettivamente elementi in grado di indurre il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 5 gennaio 2015, n. 41) «La pratica commerciale scorretta contestata alla società ricorrente con i provvedimenti qui impugnati è consistita nell’invio a diversi soggetti, al fine di recuperare presunti crediti, di preavvisi di esecuzione forzata, le modalità di presentazione dei quali, per aspetti grafici e lessicali, risultavano idonee a ingenerare … Continua a leggere

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Il Tar Lazio conferma che la previsione del cumulo giuridico tra sanzioni di cui all’art. 8 della legge n. 689 del 1981 è riferibile alla sola ipotesi di concorso formale, omogeneo od eterogeneo, tra le violazioni contestate, ovvero alle ipotesi in cui violazioni plurime siano commesse con un’unica azione od omissione, e non è, invece, legittimamente invocabile con riferimento alla diversa ipotesi di concorso materiale di illeciti, ovvero di concorso tra violazioni commesse con più azioni od omissioni.

(Tar Lazio, Roma, sez. II, 28 ottobre 2013, n. 9179) «Parte ricorrente […], contesta la scelta dell’Istituto di applicare il c.d. cumulo materiale, per effetto del quale, sebbene per ogni violazione sia stato applicato il minimo edittale, la sanzione pecuniaria complessivamente irrogata, pari a euro 244.000, avrebbe assunto un carattere manifestamente sproporzionato. Anche in questo … Continua a leggere

Le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione di pagamento per la violazione di norme relative alle cave continuano ad appartenere alla giurisdizione del G.O. anche dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2011, poiché il legislatore non ha inteso attribuire alla giurisdizione esclusiva del G.A. la competenza a decidere le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione in materia urbanistica, tutte le volte in cui la controversia non tragga origine, e non abbia a presupposto, altri atti o provvedimenti, costituenti esercizio di attività autoritativa, emanati dall’ente territoriale e qualificabili come rivolti alla disciplina dell’uso del territorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 8 ottobre 2013, n. 757) «Correttamente il Tar ha affermato che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Per una migliore comprensione della questione trattata è opportuno premettere che, in base al combinato disposto di cui agli articoli 1 e 9 della l. reg. 9 dicembre … Continua a leggere

Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 162/2012, i giudizi in materia di sanzioni amministrative irrogate dalla Consob non appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo, ma di quello ordinario.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 8 luglio 2013, n. 6659) «Con sentenza depositata il 27 giugno 2012, pubblicata nella G.U. del 4 luglio 2012, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 133, comma 1, lettera l), 135, comma 1, lettera c), e 134, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 2 luglio 2010, … Continua a leggere

Sulla corretta applicazione dei parametri di commisurazione delle sanzioni irrogate dall’AVCP.

(Tar Lazio, Roma, sez. III, 30 gennaio 2013, n. 1075) Ad avviso della ricorrente «la determinazione impugnata non recherebbe l’esternazione della motivazione sugli elementi presi a riferimento per la quantificazione delle sanzioni ai sensi degli artt. 9 e 10, co. 4, del citato regolamento AVCP 2.3.2010, non essendo stata in particolare posta in evidenza la … Continua a leggere

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