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Corte di Cassazione

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È tardivo l’invio di una pec alcuni secondi dopo rispetto allo scoccare del termine indicato ed è altresì irrilevante se, nello specifico, il termine è fissato alle “12”, alle “12:00”, oppure ancora alle “12:00:00”: infatti, i secondi successivi al sessantesimo (ossia allo scoccare del termine indicato) appartengono senz’altro a una finestra temporale successiva al decorso del termine e caratterizzano pertanto il segmento della tardività.

(Tar Lazio, Roma, sez. V Ter, 20 ottobre 2023, n. 15508) «Si tratta di stabilire, pertanto, se l’invio di una pec alcuni secondi dopo rispetto allo scoccare delle ore 12:00 sia da considerarsi comunque tempestivo.2.2. In proposito, la tesi del ricorrente può essere sintetizzata nei seguenti passaggi logico-giuridici: (i) l’avviso pubblico, nel prevedere che il … Continua a leggere

Eccezione di difetto di giurisdizione e abuso del processo: conformemente al più recente indirizzo del Consiglio di Stato e all’esegesi della Corte di Cassazione, è inammissibile l’eccezione di difetto di giurisdizione sollevata in appello dalla stessa parte che ha adìto la medesima giurisdizione con l’atto introduttivo di primo grado, salvo che sia frutto di un ragionevole ripensamento imposto da un sopravvenuto orientamento di legittimità e, al contempo, da inattese decisioni, su altre analoghe controversie, che siano concretamente suscettibili di caducazione a causa della loro non conformità ai criteri di riparto della giurisdizione affermati dalle Sezioni Unite; tale regola processuale trova fondamento nel divieto dell’abuso del diritto, quale è da ritenersi, a guisa di figura paradigmatica, il venire contra factum proprium dettato da ragioni meramente opportunistiche, in quanto vige nel nostro sistema un generale divieto di abuso di ogni posizione soggettiva (divieto che, ai sensi dell’art. 2 Cost. e dell’art. 1175 c.c., permea le condotte sostanziali al pari dei comportamenti processuali di esercizio del diritto), in cui si inserisce anche l’abuso del processo (nella fattispecie, pertanto, il relativo motivo di appello è stato ritenuto inammissibile).

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 marzo 2015, n. 1605) «Con il primo motivo di appello (pagine 5 – 11 del gravame), si contesta sotto plurimi profili la giurisdizione del giudice amministrativo a conoscere della presente controversia. 5.1.1. Tale motivo è inammissibile. 5.1.2. Il Collegio aderisce al più recente indirizzo esegetico elaborato dal Consiglio di … Continua a leggere

Le Sezioni Unite perimetrano i confini dell’eccesso di potere giurisdizionale ai danni del legislatore e dell’eccesso di potere del giudice amministrativo in relazione alla sfera di merito riservata all’amministrazione.

(Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, 23 dicembre 2014, n. 27341) Con la sentenza n. 27341/2014, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione – in linea con la propria giurisprudenza più recente – hanno affermato, tra l’altro: – che l’eccesso di potere giurisdizionale ai danni del legislatore non è configurabile qualora «il Giudice speciale od … Continua a leggere

Sussiste la giurisdizione della Corte dei conti sulle controversie instaurate dal concessionario della riscossione dei tributi contro l’Amministrazione finanziaria per ottenere lo sgravio provvisorio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 gennaio 2014, n. 26) «[D]opo la l. n. 205 del 2000 sussiste la giurisdizione della Corte dei conti su controversie del concessionario della riscossione dirette a ottenere lo sgravio provvisorio. A questo riguardo, la Sezione non intende discostarsi dal consolidato orientamento giurisprudenziale delle sezioni unite della … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato disattende l’eccezione di tardività del mezzo di primo grado (che, nella fattispecie, sarebbe derivata dall’omessa tempestiva proposizione dell’azione di accertamento circa la insussistenza dei presupposti per la eseguibilità dell’intervento oggetto di D.I.A., secondo la ricostruzione dell’istituto effettuata – successivamente all’introduzione del giudizio de quo – da parte della giurisprudenza amministrativa), traslando al giudizio innanzi al Consiglio di Stato il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, che esclude la portata retroattiva del cd. overruling qualora ricorrano cumulativamente i seguenti presupposti: a) si verta in materia di mutamento della giurisprudenza su di una regola del processo; b) tale mutamento sia stato imprevedibile in ragione del carattere lungamente consolidato nel tempo del pregresso indirizzo, tale, cioè, da indurre la parte a un ragionevole affidamento su di esso; c) il suddetto “overruling” comporti un effetto preclusivo del diritto di azione o di difesa della parte.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 5822) «[L]a prima doglianza da scrutinare propone l’eccezione di tardività del mezzo di primo grado che – già prospettata dal Comune […] (che del pari l’ha sollevata nuovamente nel corso del giudizio di appello) – è stata disattesa dal Tar. […] 2.2. Appare evidente al Collegio … Continua a leggere

Sulle ragioni che determinano l’inammissibilità dell’integrazione postuma della motivazione, sia in generale che, in particolare, per la materia pensionistica.

(Corte dei conti, sez. giurisdizionale per la Regione Siciliana, 19 giugno 2012, n. 2033) «Nel merito del caso in questione, la ricorrente rivendica l’annullamento dell’atto dell’amministrazione eccependo l’eccesso di potere per difetto di motivazione. Con l’avvento dell’art.3 della legge 241/1990 e della legge regionale Sicilia 10/1991, tale vizio si è trasformato da eccesso di potere … Continua a leggere

Resta confermato che, anche dopo l’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la domanda di risarcimento del danno causato dall’inosservanza da parte della P.A., nella sistemazione e manutenzione di aree o beni pubblici, delle regole tecniche ovvero dei comuni canoni di diligenza e prudenza.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 3 aprile 2012, n. 348) «Recentemente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno ribadito che, in tema di riparto della giurisdizione, l’attrazione (ovvero concentrazione) della tutela risarcitoria dinanzi al giudice amministrativo può verificarsi soltanto qualora il danno patito dal soggetto sia conseguenza immediata e diretta della dedotta illegittimità del … Continua a leggere

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