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È ammissibile la rinuncia al procedimento amministrativo, al pari della rinuncia al provvedimento ampliativo, come l’autorizzazione o la concessione: nello specifico, infatti, se è ammissibile la rinuncia ad un’autorizzazione già rilasciata, deve, simmetricamente, ritenersi possibile rinunciare anche ad un procedimento intrapreso su istanza di parte per il rilascio di un’autorizzazione richiesta ma ancora non concessa, rientrando nella facoltà dell’istante implicitamente insistere sull’istanza presentata o, con atto espresso, rinunciarvi prima che l’Amministrazione si pronunci sulla stessa.

(Consiglio di Stato, sez. VII, 16 agosto 2023, n. 7767) «Come noto, nel nostro ordinamento manca una disciplina generale della rinuncia in ragione della scelta del legislatore di regolamentarne gli effetti in relazione a singole fattispecie (si pensi alla rinunzia al fondo servente ex art.1070 c.c., alla comunione del muro ex art.882 c.c., alla quota … Continua a leggere

Nel sistema concessorio-autorizzatorio imposto dal nostro ordinamento – che non contrasta con l’ordinamento comunitario – la qualità di concessionario costituisce il presupposto imprescindibile per svolgere l’attività di scommesse e giochi pubblici, sicché la licenza di polizia può essere rilasciata esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti, ai quali la legge riserva la possibilità di svolgere l’attività suddetta.

(Tar Lazio, Roma, sez. I Ter, 28 febbraio 2014, n. 2351) «Il Collegio rileva che, con sentenza della C.G.U.E., Sez. III, 12 settembre 2013 n. C-660/11, è stato affermato, tra l’altro, che: – gli articoli 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, la circostanza che … Continua a leggere

L’art. 45-bis cod. nav. consente ai concessionari di beni demaniali di esercitare il proprio diritto di impresa (anche) coordinando segmenti diversi delle attività svolte – poco importa se in via principale o secondaria – mediante affidamento ad altri soggetti, e senza assumere in proprio alcun compito operativo diretto, sicché è evidente che il legislatore prescinde dall’ampiezza che assume in concreto la sub concessione e, quindi, dai profili psicologici della condotta del concessionario (e dalle intenzioni perseguite o dallo stesso manifestate), rilevando solamente che le attività attribuite al terzo rientrino comunque, in tutto o in parte, nell’oggetto della concessione rilasciata al dante causa.

(Tar Sicilia, Catania, sez. III, 21 novembre 2013, n. 2788) «Il secondo ed il terzo motivo di ricorso si incentrano entrambi su di una dedotta violazione dell’art. 45-bis del Codice della Navigazione, e possono dunque essere esaminati congiuntamente. Occorre premettere, in fatto, che il provvedimento impugnato, richiamate la circolare 142/2003 del Ministero delle Infrastrutture e … Continua a leggere

Sull’obbligo dell’Amministrazione, ai sensi dell’art. 16 del d.lgs. n. 59/2010 (recante le norme attuative della cd. direttiva “Bolkestein”), di instaurare una procedura selettiva tra gli aspiranti alla concessione di occupazione di suolo pubblico.

(Tar Veneto, sez. III, 26 aprile 2013, n. 630) «L’art. 16 del d. lgs. n° 59 del 2010 stabilisce che nelle ipotesi in cui il numero di titoli autorizzatori disponibili per una determinata attività di servizi sia limitato per ragioni correlate alla scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche disponibili, le autorità competenti applicano … Continua a leggere

Il diniego dell’autorizzazione ex art. 88 T.U.L.P.S. per l’esercizio delle scommesse non può essere fondato sul solo presupposto che il richiedente operi per un allibratore straniero privo di concessione rilasciata dallo Stato italiano.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 10 novembre 2012, n. 1091) «Il ricorrente è socio e legale rappresentante [di una società] che svolge attività di trasmissione dati relativi a scommesse su eventi sportivi in favore della Società austriaca GoldBet Sportwetten Gmbh, titolare di apposita licenza rilasciata dal Governo del Tirolo, previa dimostrazione del possesso dei requisiti … Continua a leggere

Si è in presenza di un servizio pubblico locale di rilevanza economica anche quando l’Amministrazione – invece della concessione – pone in essere un contratto di appalto, sempre che l’attività sia rivolta direttamente all’utenza e quest’ultima sia chiamata a pagare un compenso, o tariffa, per la fruizione del servizio.

(Consiglio di Stato, sez. V, 3 maggio 2012, n. 2537) «Va subito precisato che la sentenza della Sezione V, 1° aprile 2011 n. 2012, menzionata nella pronuncia di primo grado, muove dalla nozione comunemente accolta da dottrina e giurisprudenza del servizio pubblico locale (in contrapposizione a quella di appalto di servizi), che è riconosciuta a … Continua a leggere

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