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È illegittima la sospensione del porto d’armi qualora la presunta compromissione dell’affidabilità del titolare non sia stata vagliata in concreto, alla luce di un complessivo giudizio espresso mediante una valutazione sintetica in ordine al possesso del requisito dell’affidabilità desunto dalla condotta globalmente considerata.

(Tar Valle d’Aosta, 18 maggio 2020, n. 10) «Il provvedimento impugnato ha motivato la sospensione della licenza di porto di fucile evidenziando che i procedimenti penali a carico del ricorrente, nella loro contestualità, compromettono l’indice di affidabilità dello stesso e quindi non escludono la possibilità di un abuso del titolo posseduto. A supporto di tali … Continua a leggere

E’ illegittima la sospensione della licenza di un esercizio disposta, ai sensi dell’art. 100 TULPS, per un singolo episodio non caratterizzato da particolare grave violenza o allarme sociale.

(Consiglio di Stato, sez. III, 4 maggio 2016, n. 1752) «La formulazione letterale e la ratio dell’art. 100 TULSP lasciano ritenere che un singolo episodio, non caratterizzato da particolare grave violenza o allarme sociale, non sia sufficiente a rappresentare il legittimo presupposto della sospensione dell’esercizio, sotto alcuna delle ipotesi considerate dalla norma. La misura cautelare … Continua a leggere

I poteri previsti dall’art. 100 t.u.l.p.s., in tema di revoca e sospensione delle licenze per motivi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza, non rientrano tra i compiti di polizia amministrativa trasferiti in forza del d.p.r. n. 616 del 1977, venendo in considerazione, al riguardo, funzioni relative ad ambiti riservati allo Stato, siccome attinenti alla salvaguardia dell’ordine e sicurezza pubblica (nella fattispecie, il Tar ha quindi annullato per incompetenza l’ordinanza adottata dal Responsabile dell’Area di Vigilanza del Comando di Polizia Municipale, recante la sospensione dell’efficacia dell’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande e la conseguente chiusura del bar del ricorrente, ritenendo il provvedimento impugnato viziato anche per eccesso di potere, in quanto fondato su un’asserita circostanza – la sottoposizione del ricorrente alla misura cautelare degli arresti domiciliari – di per sé inidonea a far venir meno i requisiti di ordine morale richiesti per l’esercizio delle attività commerciali ex art. 71, d.lgs. n. 59/2010).

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 6 maggio 2015, n. 439) «La gravata ordinanza, adottata dal responsabile dell’area di vigilanza del comando di Polizia Municipale, richiamato il t.u.l.p.s., motiva la disposta sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande per essere stata “appresa notizia, in data 14.03.2014, a mezzo stampa, che [l’odierno ricorrente] risulta essere agli arresti … Continua a leggere

L’ordinanza di demolizione non perde efficacia a seguito della mera presentazione di una domanda di condono (o di sanatoria), poiché nessuna disposizione contenuta nelle varie leggi sul condono edilizio prevede ciò, mentre l’art. 38 l. n. 47 del 1985 si limita a disporre per questo caso la sospensione dei procedimenti sanzionatori amministrativi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 28 luglio 2014, n. 3990) «[R]ileva il Collegio che, diversamente da quanto sostiene il Comune appellato, sulla base delle disposizioni rilevanti ratione temporis, la presentazione di un’istanza di condono non è impedita dall’acquisizione al patrimonio comunale dell’area di sedime su cui è stato realizzato l’abuso, potendo l’accoglimento dell’istanza determinare, ai … Continua a leggere

La sospensione ex art. 295 c.p.c. è inapplicabile al giudizio di ottemperanza.

(Consiglio di Stato, sez. V, 10 settembre 2012, n. 4767) «L’appellante deduce […] una violazione dell’art. 295 c.p.c. per l’omessa sospensione del giudizio di ottemperanza. […] Il Giudice di prime cure ha fatto però rettamente notare la mancanza dei presupposti per l’invocata sospensione, non esistendo tra i due procedimenti un nesso di pregiudizialità necessaria, in … Continua a leggere

L’art. 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza consente la sospensione della licenza di un esercizio pubblico anche nelle ipotesi in cui quest’ultimo, comunque, costituisca un pericolo per la moralità pubblica ed il buon costume.

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 4 giugno 2012, n. 248) «[C]ome è noto, è precluso al giudice amministrativo sindacare le scelte di merito effettuate dall’Amministrazione, per cui la sostituzione da parte del giudice amministrativo della propria valutazione a quella riservata alla discrezionalità dell’amministrazione costituisce, in via generale, una ipotesi di sconfinamento vietato nelle ipotesi di … Continua a leggere

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