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Poiché la dichiarazione di assenza di condanne rilevanti ai sensi della lettera c) dell’art. 38 del Codice dei contratti pubblici e la conseguente omessa indicazione di una sentenza di condanna riportata da uno dei soggetti indicati dalla norma integrano gli estremi del falso in gara, ne discende la non sanabilità della stessa dichiarazione ed è pertanto da escludere la possibilità di fare ricorso al soccorso istruttorio, anche ai sensi del comma 2-bis del citato art. 38, come introdotto dalla legge di conversione del d.l. n. 90/2014: la ratio di quest’ultima disposizione, infatti, è rappresentata dalla volontà di trasfondere in principio normativo l’orientamento giurisprudenziale ampiamente diffusosi negli ultimi anni e fondato su di un’interpretazione sostanzialistica della norma, arrivando a ritenere preclusa la possibilità, per la stazione appaltante, di escludere l’operatore economico che abbia omesso una dichiarazione ex art. 38 d.lgs. n. 163/06 laddove, in concreto, non vi fosse alcunché da dichiarare.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 6 febbraio 2015, n. 201) «Stabilito […] che la pubblicazione rilevante ai fini dell’individuazione della disciplina applicabile alla fattispecie, in quanto vigente a tale momento, è esclusivamente quella nella GURI, la gara in questione avrebbe dovuto, dunque, essere assoggettata agli effetti dell’entrata in vigore del nuovo testo dell’art. 38 del … Continua a leggere

In assenza di criteri prefissati dalla lex specialis, il principio di rotazione di cui all’art. 125 d.lgs. n. 163/06 non può essere invocato per escludere dal cottimo fiduciario i concorrenti che inoltrino una domanda per esservi invitati (nel caso di specie, il Tar Lombardia ha rilevato che la stazione appaltante aveva escluso dalla procedura la ricorrente, in quanto affidataria del servizio in passato, avendovi invece ammesso l’impresa che lo gestiva al momento dell’indizione della procedura selettiva in esame, con conseguente irragionevolezza intrinseca di un tale modus operandi).

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 16 gennaio 2015, n. 179) «Il ricorso è fondato, essendosi la stazione appaltante illegittimamente determinata a non invitare la ricorrente, pur a fronte di una sua formale istanza, ed in assenza di ulteriori disposizioni contenute nella lex specialis, disciplinanti la partecipazione al cottimo fiduciario impugnato nel presente giudizio. I) Secondo … Continua a leggere

La sospensione ex art. 295 c.p.c. è inapplicabile al giudizio di ottemperanza.

(Consiglio di Stato, sez. V, 10 settembre 2012, n. 4767) «L’appellante deduce […] una violazione dell’art. 295 c.p.c. per l’omessa sospensione del giudizio di ottemperanza. […] Il Giudice di prime cure ha fatto però rettamente notare la mancanza dei presupposti per l’invocata sospensione, non esistendo tra i due procedimenti un nesso di pregiudizialità necessaria, in … Continua a leggere

Il Tar Lazio sottolinea che il divieto di avvalimento parziale non si estende agli appalti diversi da quelli di lavoro.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 29 marzo 2012, n. 3006) «Considerato che nel provvedimento impugnato la stazione appaltante fa chiaramente proprie le risultanze del parere reso dall’Avvocatura generale e ne argomenta le ragioni richiamando la recente sentenza della VI Sezione del Consiglio di Stato n. 3565 del 13 giugno 2011; Considerato che la sentenza … Continua a leggere

Per le opere comportanti un aumento di volumetria, l’autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata ex post dall’Autorità preposta alla tutela del vincolo.

(Tar Sardegna, sez. II, 7 marzo 2012, n. 249) «[P]er le opere comportanti un aumento di volumetria l’autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata ex post dall’Autorità preposta alla tutela del vincolo (v., tra le altre, Cons. Stato, Sez. IV, 8 ottobre 2007 n. 5203), non rientrando tale ipotesi tra le fattispecie marginali – i c.d. … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato ribadisce le condizioni di ammissibilità del ricorso cumulativo nel processo amministrativo e ne spiega diffusamente la ratio.

(Consiglio di Stato, sez. V, 14 dicembre 2011, n. 6537) «11. Il ricorso cumulativo è quello con il quale vengono impugnati più provvedimenti amministrativi; al riguardo giova rilevare che nel processo amministrativo vale la regola, discendente da una antica tradizione, secondo cui il ricorso deve essere diretto contro un solo provvedimento a meno che tra … Continua a leggere

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