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Richieste di cambio o aggiunta del nome o del cognome: possono astrattamente assumere rilevanza ed essere positivamente delibate le motivazioni sia di carattere oggettivo che soggettivo addotte dalla parte istante; è invece decisivo il parametro della gravità e della serietà che dette ragioni (soggettive od oggettive che siano) assumono nella vicenda identificativa della persona.

(Consiglio di Stato, sez. III, 10 ottobre 2023, n. 8840) «È generalmente condivisa l’idea che l’interesse pubblicistico alla stabilità del contrassegno identificativo coinvolga in pari misura sia il nome sia il cognome, in quanto entrambi finalizzati ad assolvere in modo unitario la funzione identificativa. Da qui il corollario per cui la gestione delle relative istanze … Continua a leggere

White list: soltanto ai fini della stipula di contratti per le attività economiche ritenute maggiormente esposte al rischio di infiltrazione mafiosa previste dall’art. 1, comma 53, della l. n. 190/2012 e s.m.i., le amministrazioni appaltanti sono obbligate a consultare le c.d. “white list” istituite presso ciascuna Prefettura, mentre – al di fuori delle ipotesi espressamente contemplate – la verifica dell’insussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa va attuata, sussistendone i presupposti di legge, mediante gli strumenti delle informative e della comunicazioni antimafia ex d.lgs. n. 159/2011 (Codice Antimafia).

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 23 marzo 2016, n. 1511) «In base all’art. 1, comma 52, della L. n. 190/2012, come modificato dall’art. 29 del D.L. n. 90/2014 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 114/2014), ai fini della stipula di contratti per le attività economiche ritenute maggiormente esposte al rischio di infiltrazione mafiose previste dal … Continua a leggere

Informative antimafia scadute: prima di spedire, affinché possa essere ultrattivamente utilizzata, un’informativa ormai scaduta (per decorso del termine di validità), la Prefettura ha almeno l’obbligo di verificare che le condizioni che ne hanno determinato l’originaria emissione non siano modificate e persistano in toto; così pure l’Amministrazione che richiede l’informativa ha l’obbligo – prima di farne uso per effetti escludenti definitivi – di aprire un’istruttoria sulla questione, con il coinvolgimento del soggetto interessato.

(Consiglio di Stato, sez. III, 17 novembre 2015, n. 5256) «Con i primi due mezzi di gravame – che possono essere trattati congiuntamente in ragione della loro connessione argomentativa – il ‘raggruppamento’ appellante (già ricorrente in primo grado) lamenta violazione, per falsa applicazione, dell’art. 2, comma 1, del DPR n.252 del 1998 (applicabile ‘ratione temporis’), … Continua a leggere

Le Prefetture hanno un obbligo di clare loqui per quel che riguarda il giudizio sul rischio di infiltrazioni criminali reso nelle informative atipiche, in quanto l’ambiguità delle espressioni utilizzate può mettere in difficoltà le stazioni appaltanti e provocare gravi danni alle imprese allontanate senza un’effettiva ragione di interesse pubblico.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 26 settembre 2013, n. 790) «L’emissione da parte delle Prefetture di informative antimafia atipiche ai sensi dell’art. 1-septies del DL 629/1982 costituisce una possibile causa di allontanamento delle imprese dall’esecuzione di lavori pubblici. Come già evidenziato in casi analoghi (v. TAR Brescia Sez. II 19 marzo 2013 n. 272; TAR … Continua a leggere

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