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ordine di demolizione

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È illegittima la demolizione di opere abusive ordinata in pendenza del termine o qualora sia già stata presentata istanza di condono edilizio (il Consiglio di Stato ha ribadito tale principio nonostante, nella fattispecie, le opere accertate avessero ad oggetto una diversa copertura presumibilmente sostitutiva di quella oggetto della originaria domanda, poiché, trattandosi di difformità sul medesimo immobile, occorreva comunque definire preliminarmente il procedimento di condono, anche attraverso l’eventuale verifica della non condonabilità a cagione della realizzazione di lavori ulteriori).

(Consiglio di Stato, sez. VI, 30 novembre 2023, n. 10341) «In linea di fatto, è pacifico che l’odierna parte appellante ha presentato a suo tempo domanda di condono ex legge 724/1994 per opere realizzate sullo stesso bene (istanza di cui al prot. comunale n. 4039 in data 21.2.1995). Con l’ordinanza impugnata in prime cure il … Continua a leggere

È illegittimo, per difetto di presupposto nonché per difetto di istruttoria e di motivazione (con conseguente necessità di una più compiuta riedizione del potere), l’ordine di demolizione adottato a fronte di un’incertezza che appare imputabile a disattenzioni e negligenze di entrambe le parti del “rapporto amministrativo” (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha rilevato che, rispetto alla presunzione inerente l’unicità del progetto di trasformazione, l’attività concretatasi nei provvedimenti impugnati afferma e non spiega sia il presupposto della diversità progettuale sia gli elementi attestanti le presunte difformità, peraltro a fronte della produzione in giudizio, da parte del privato, di una rilevante documentazione da cui emerge una sostanziale sovrapposizione fra quanto assentito e quanto realizzato).

(Consiglio di Stato, sez. VI, 14 novembre 2023, n. 9749) «Dall’esame degli atti risultano fondati i rilievi dedotti in termini di difetto di istruttoria e di motivazione in ordine ad alcuni dei presupposti fondanti la disposta demolizione, che risultano quindi carenti nella rispettiva individuazione.3.1 Infatti, se per un verso successivamente alla licenza edilizia del 1961 … Continua a leggere

Per poter ordinare la demolizione l’Amministrazione deve avere la certezza in ordine alla natura dell’opera, al titolo necessario per realizzarla e, dunque, alla possibilità di qualificarla come “abusiva” tout court (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha annullato l’ordine di demolizione di una pedana in legno di rilevanti dimensioni realizzata sulla scogliera, in considerazione della carenza di detti accertamenti e qualificazioni, anche in ordine alla natura – precaria o meno – del manufatto, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti che il Comune potrà adottare all’esito di compiuta istruttoria).

(Consiglio di Stato, sez. VII, 18 ottobre 2023, n. 9055) «[I]l Comune, per poter ordinare la demolizione della pedana in quanto realizzata in assenza di permesso di costruire, avrebbe dovuto effettuare, oltre a tutti gli accertamenti documentali di cui si è detto, anche una corretta qualificazione dell’opera: accertamenti e qualificazioni che sono del tutto mancati.Sicchè … Continua a leggere

Sanzioni e scansione procedimentale ex art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 in caso di inottemperanza alla demolizione.

(Consiglio di Stato, sez. II, 13 febbraio 2023, n. 1488) «L’art. 31 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, riconduce alla medesima condotta dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire un abuso edilizio due distinte sanzioni, rispettivamente di natura ablatoria (l’acquisizione del bene al patrimonio del Comune) e pecuniaria (la corresponsione di una somma di danaro ricompresa nella … Continua a leggere

Non può essere disposto l’annullamento in autotutela del titolo edilizio in relazione alle opere scindibili e indipendenti, che avrebbero potuto formare oggetto, senza alcuna rielaborazione dei documenti progettuali presentati, di distinti titoli abilitativi.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 14 febbraio 2022, n. 1056) «L’appello, è invece fondato nella parte in cui i ricorrenti hanno censurato il fatto che l’annullamento in autotutela, e il conseguente ordine di demolizione, abbiano riguardato il complesso degli interventi eseguiti e non siano stato limitati alle sole opere in relazione alle quali erano state … Continua a leggere

L’attività di rilevamento fattuale degli abusi edilizi postula il contraddittorio con l’amministrato e consente a quest’ultimo – avvisato di fatto dell’avvio dell’iter procedimentale (nel caso di specie, al momento del sopralluogo congiunto dei tecnici comunali e dei vigili urbani) – di utilizzare tutte le altre facoltà di accesso infraprocedimentale, di impulso istruttorio, di dialettica per iscritto, utili a tutelare la propria posizione di interesse legittimo (e tutto ciò nonostante, per giurisprudenza costante, l’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisca manifestazione di attività amministrativa doverosa, sicché non è necessario l’invio della comunicazione di avvio del procedimento per l’adozione dei relativi provvedimenti).

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. II, 23 febbraio 2015, n. 316) «Va, intanto, ribadito che, per giurisprudenza costante, seguita da questo Tribunale, l’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce manifestazione di attività amministrativa doverosa, con la conseguenza che i relativi provvedimenti, quali l’ordinanza di demolizione, sono atti vincolati per la cui adozione non è necessario … Continua a leggere

L’ordinanza di demolizione non perde efficacia a seguito della mera presentazione di una domanda di condono (o di sanatoria), poiché nessuna disposizione contenuta nelle varie leggi sul condono edilizio prevede ciò, mentre l’art. 38 l. n. 47 del 1985 si limita a disporre per questo caso la sospensione dei procedimenti sanzionatori amministrativi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 28 luglio 2014, n. 3990) «[R]ileva il Collegio che, diversamente da quanto sostiene il Comune appellato, sulla base delle disposizioni rilevanti ratione temporis, la presentazione di un’istanza di condono non è impedita dall’acquisizione al patrimonio comunale dell’area di sedime su cui è stato realizzato l’abuso, potendo l’accoglimento dell’istanza determinare, ai … Continua a leggere

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