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occupazione di suolo pubblico

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Il gazebo è un’attrezzatura speciale a servizio di attività commerciale e la sua realizzazione è legittimata dal comma 1 dell’art. 3 del d.P.R. n. 380 del 2001 e non è soggetta al rispetto delle distanze di cui al d.m. 1444 del 1968.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 10 gennaio 2023, n. 304) «In primo luogo, la struttura per cui è causa [gazebo o dehors] non va qualificata come costruzione vera e propria in senso giuridico, ma costituisce, come affermato correttamente dal giudice di I grado, un’attrezzatura speciale a servizio di attività commerciale, nel caso concreto del bar … Continua a leggere

Nella concreta individuazione della massima occupabilità delle aree rientranti nella loro circoscrizione (e nella conseguente disciplina di tale occupabilità attraverso l’adozione dei piani di massima occupabilità) i singoli municipi, in virtù della specifica situazione di fatto esistente e per altrettanto specifici e motivati interessi pubblici, possano escludere dalle concessione alcune aree, diverse ed ulteriori da quelle individuate dalla Giunta comunale: mentre, infatti, la scelta in tal senso operata da quest’ultima trova giustificazione nell’interesse pubblico di carattere generale, relativo cioè all’intero territorio urbano, quella operata dai singoli municipi può (e deve) trovare giustificazioni nelle esigenze, anch’esse pubbliche e generali, ma limitate all’ambito territoriale dei municipi stessi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 8 aprile 2014, n. 1646) «Con il primo motivo di gravame, riproponendo la censura già sollevata in primo grado, la società appellante ha dedotto che il Municipio […] non sarebbe stato competente ad adottare il c.d. piano (ad occupabilità) zero” […], in applicazione del quale era stato emanato l’impugnato diniego … Continua a leggere

La misura (temporaneamente) interdittiva sostanziata dalla chiusura dell’esercizio commerciale – ex art. 3, comma 16, legge 15 luglio 2009, n. 94 – viene a colpire soltanto le violazioni consumate dall’occupazione di suolo pubblico “abusiva” (in assenza di titolo o, laddove sia stata rilasciata la concessione, in eccedenza rispetto alla superficie in essa contemplata e per la relativa porzione di suolo), ma non anche quelle che realizzino una “difformità” rispetto alle prescrizioni dettate dalla concessione stessa.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Ter, 24 dicembre 2013, n. 11158) «L’intimata Amministrazione ha irrogato la divisata sanzione in osservanza dell’art. 3, c. 16 della legge n. 94 del 2009 nonché delle ordinanza sindacali n. 258/2012 e 14/2013, secondo cui dalla violazione delle prescrizioni impartire nell’atto di concessione o.s.p. consegue la chiusura dell’esercizio, fino al … Continua a leggere

Sull’obbligo dell’Amministrazione, ai sensi dell’art. 16 del d.lgs. n. 59/2010 (recante le norme attuative della cd. direttiva “Bolkestein”), di instaurare una procedura selettiva tra gli aspiranti alla concessione di occupazione di suolo pubblico.

(Tar Veneto, sez. III, 26 aprile 2013, n. 630) «L’art. 16 del d. lgs. n° 59 del 2010 stabilisce che nelle ipotesi in cui il numero di titoli autorizzatori disponibili per una determinata attività di servizi sia limitato per ragioni correlate alla scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche disponibili, le autorità competenti applicano … Continua a leggere

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