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In materia di procedimento disciplinare il sindacato giurisdizionale è sì “debole” ma non per questo nullo, sicché tale sindacato deve potersi pur sempre estendere alla verifica della legittimità del procedimento e della sanzione disciplinare.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 5 maggio 2023, n. 4554) «[P]ur dovendosi ribadire il consolidato orientamento della giurisprudenza del Consiglio di Stato sui margini di discrezionalità insiti nell’apprezzamento dei fatti rilevanti sul versante disciplinare, della loro gravità e del rigore della risposta sanzionatoria che debba scaturirvi (cfr., tra le più recenti, Cons. Stato, sez. III, … Continua a leggere

Sull’adeguatezza delle misure di self-cleaning e, in particolare, sulla riforma dell’assetto societario e sulle modifiche del modello di organizzazione ex d.lgs. n. 231/2001.

(Consiglio di Stato, sez. V, 18 ottobre 2022, n. 8864) «Nonostante l’art. 80, comma 5, lett. c), del d.lgs. n. 50 del 2016, preveda l’esclusione dalla partecipazione alla procedura di appalto dell’operatore economico in relazione al quale la stazione appaltante sia in grado di dimostrare, con mezzi adeguati, che esso si è reso colpevole di … Continua a leggere

La rinuncia all’assunzione non comporta la cancellazione dalla graduatoria di merito se ciò non è previsto espressamente dalla legge o dal bando di concorso.

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 12 aprile 2022, n. 125) «Ai sensi dell’art. 91 del d.lgs. n. 267/2000, “per gli enti locali le graduatorie concorsuali rimangono efficaci per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione” e coloro che vi sono iscritti possono essere chiamati a ricoprire i posti che potrebbero rendersi disponibili entro … Continua a leggere

Termine di durata dei procedimenti sanzionatori di cui alla l. n. 689/1981: poiché il legislatore non è ancora intervenuto a colmare il vuoto normativo stigmatizzato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 151 del 12 luglio 2021, la questione deve essere risolta tenendo presenti le coordinate ermeneutiche dettate dalla Consulta, dunque avendo riguardo ai princìpi generali di economicità, di efficacia, di buon andamento ed imparzialità, che devono presidiare tutta l’attività amministrativa (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha confermato l’illegittimità dell’operato dell’Amministrazione, non avendo la stessa addotto alcuna valida ragione giustificatrice del lungo tempo – ben 26 mesi – impiegato per irrogare la sanzione).

(Consiglio di Stato, sez. VII, 14 febbraio 2022, n. 1081) «La questione controversa è se possa ritenersi applicabile al caso di specie il termine generale di conclusione del procedimento di cui alla L. 241/90 ovvero se debba applicarsi tout court il termine di prescrizione quinquennale di cui all’art. 28 L. 689/81. Sul tema si registra, … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato osserva che l’attestazione SOA non è cedibile e che – in caso di cessione di ramo d’azienda, ai sensi dell’art. 76, co. 11, d.P.R. n. 207/2010 – sia la cedente sia la cessionaria che intendano avvalersi dell’attestazione di qualificazione devono richiedere alla SOA una nuova attestazione, che avrà però efficacia solo dopo il suo rilascio (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha perciò respinto l’appello, confermando l’illegittimità dell’aggiudicazione, atteso che, a seguito della cessione del ramo d’azienda effettuata dalla società ausiliaria, la società aggiudicataria era risultata temporaneamente priva della prescritta qualificazione, requisito necessario per l’aggiudicazione).

(Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2015, n. 70) «Ritiene la Sezione che l’appello sia infondato e vada respinto: va infatti condivisa la ragione posta a base della ordinanza resa dalla sezione nella fase cautelare ex art. 98 c.p.a., là dove, ai fini della reiezione dell’istanza di sospensiva ex art. 98 cit., è stato … Continua a leggere

L’ordinanza di demolizione non perde efficacia a seguito della mera presentazione di una domanda di condono (o di sanatoria), poiché nessuna disposizione contenuta nelle varie leggi sul condono edilizio prevede ciò, mentre l’art. 38 l. n. 47 del 1985 si limita a disporre per questo caso la sospensione dei procedimenti sanzionatori amministrativi.

(Consiglio di Stato, sez. V, 28 luglio 2014, n. 3990) «[R]ileva il Collegio che, diversamente da quanto sostiene il Comune appellato, sulla base delle disposizioni rilevanti ratione temporis, la presentazione di un’istanza di condono non è impedita dall’acquisizione al patrimonio comunale dell’area di sedime su cui è stato realizzato l’abuso, potendo l’accoglimento dell’istanza determinare, ai … Continua a leggere

Il privato, che, nel vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765 (cd. legge Ponte), abbia ceduto gratuitamente al Comune un suolo quale condizione del rilascio (in seguito regolarmente avvenuto) della licenza edilizia, non può pretendere la restituzione dell’area ove la P.A. non ne abbia fatto l’uso che era stato originariamente previsto.

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 24 maggio 2013, n. 829) «Il Collegio non condivide la prospettazione di parte ricorrente secondo la quale l’atto unilaterale del 1985 non si inserirebbe in alcuno schema procedimentale tipico previsto dalla legge che contempli la cessione dei suoli; si ritiene, infatti, aderendo all’orientamento della giurisprudenza prevalente, che la disciplina di … Continua a leggere

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