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dovere di chiarezza e sinteticità degli atti

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Sull’omesso esame delle questioni contenute nelle pagine eccedenti i limiti dimensionali dei ricorsi e degli altri atti difensivi e sulle altre conseguenze della violazione del dovere di sinteticità (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha ritenuto non esaminabile l’atto di appello – di lunghezza complessiva pari a 124 pagine – nella parte eccedente sia i limiti dimensionali posti dal decreto del Presidente del Consiglio di Stato n. 40 del 25 maggio 2015, sia quelli contenuti nel successivo decreto n. 167 del 22 dicembre 2016, più favorevole per l’appellante, condannando inoltre l’appellante al pagamento di una sanzione pari all’ammontare del contributo unificato, ex art. 15 delle norme di attuazione del c.p.a.).

(Consiglio di Stato, sez. V, 12 giugno 2017, n. 2852) «Preliminarmente si deve osservare che le questioni trattate nella parte dell’atto introduttivo del giudizio eccedono i limiti dimensionali del ricorso e non devono essere esaminate dal Collegio. Infatti, il previgente limite, applicabile al caso di specie ratione temporis, fissato dal decreto dal Presidente del Consiglio … Continua a leggere

Il CGA richiama il dovere di chiarezza e sinteticità degli atti e ordina la produzione di una memoria riepilogativa – che contenga l’esposizione chiara, sintetica ed omnicomprensiva di tutte le censure già proposte con l’atto di appello – alla quale fare riferimento per la decisione del giudizio.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ord. 15 settembre 2014, n. 536) «[C]onsiderato che, alla luce della produzione documentale effettuata dall’appellante, risulta indispensabile richiedere chiarimenti sui fatti di causa alle amministrazioni appellate con relazione – corredata da idonea documentazione sistemata in ordine cronologico e munita di apposito indice – da depositare entro il … Continua a leggere

Il Tar Sicilia osserva che solo nella misura in cui le parti offrano al giudice atti defensionali chiari e sintetici è possibile che il giudice renda un celere servizio di giustizia, con la tempestiva pubblicazione del dispositivo e il deposito di una sentenza chiara e sintetica (e possibilmente anche semplificata).

(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 8 luglio 2014, n. 1787) «[R]ileva pregiudizialmente il Collegio che la complessità dei ricorsi anche con riferimento al numero dei motivi e al peculiare intreccio delle posizioni processuali, ha evidentemente impedito la celere definizione della controversia, il che di regola dovrebbe peraltro avvenire con la pubblicazione del dispositivo e la … Continua a leggere

Processo amministrativo: violazione del dovere di sinteticità degli atti e liquidazione delle spese di giudizio (artt. 3, comma 2, e 26, comma 1, c.p.a.).

(Consiglio di Stato, sez. IV, 1° luglio 2014, n. 3296) «Le spese del presente grado di giudizio, liquidate come da dispositivo, seguono la regola della soccombenza (art. 26 c.p.a.) e sono liquidate anche in considerazione del principio di sinteticità degli atti processuali (art. 3 e art. 26 co. 1 c.p.a.). Si deve, infatti, tener conto … Continua a leggere

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