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d.lgs. n. 114/1998

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Il d.l. 4 luglio 2006, n. 223 e i successivi interventi normativi hanno consacrato, quale principio generale dell’ordinamento nazionale, la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio (nella fattispecie, un punto vendita non esclusivo di giornali, quotidiani e periodici) senza contingenti limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla “tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano e dei beni culturali”.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 5 settembre 2014, n. 2312) «In termini generali, circa i vincoli che astringono attualmente gli strumenti di programmazione commerciale, è bene premettere la ricognizione del tema effettuata recentemente da questo stesso Tribunale (T.A.R. Lombardia – Milano, Sez. I, n. 2768/2013). Il decreto legislativo n. 114 del 1998, nell’intento di superare … Continua a leggere

Il soggetto che intende cessare l’attività commerciale non è più tenuto a darne comunicazione preventiva, ma può inoltrarla entro il termine di 30 giorni dalla data di cessazione.

Lo ha chiarito il Ministero dello Sviluppo Economico con l’allegata risoluzione n. 72134 del 29 aprile 2014. Risoluzione MiSE n. 72134 del 29 aprile 2014 Fonte:www.sviluppoeconomico.gov.it

Sul sindacato giurisdizionale della legittimità degli atti di pianificazione urbanistica che dispongono limiti o restrizioni all’apertura di nuovi esercizi commerciali in determinati ambiti territoriali, alla luce dell’evoluzione della normativa comunitaria e nazionale.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 10 ottobre 2013, n. 2271) «Con la prima censura la ricorrente assume che la previsione di un incondizionato divieto di apertura di medie strutture di vendita di superficie superiore a 600 mq. nella zona denominata “ambito urbano consolidato n. 2”, contenuta nel PGT e, prima ancora, nei criteri di urbanistica … Continua a leggere

Sulle limitazioni che possono ancora essere legittimamente imposte al rilascio di nuove autorizzazioni per esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

(Tar Basilicata, sez. I, 8 maggio 2013, n. 235) «[V]a rilevato che l’art. 3, comma 1, lett. d), D.L. n. 223/2006 conv. nella L. n. 248/2006 ha statuito che: “ai sensi delle disposizioni dell’ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci e dei servizi ed al fine di garantire la … Continua a leggere

L’art. 30 d.lgs. n. 114/1998 reca una clausola di salvezza, che mira a salvaguardare gli esercenti attività di commercio ambulante dagli effetti restrittivi derivanti dall’immediata applicazione della disciplina normativa introdotta dal medesimo d.lgs., ma che non può in alcun modo tradursi in una sorta di “salvacondotto”, volto a garantire in perpetuo i detti esercenti contro ogni nuova determinazione assunta dall’amministrazione comunale.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 13 maggio 2013, n. 1050) «Con l’unico motivo di ricorso, variamente articolato, deduce la ricorrente la violazione delle previsioni di cui all’art. 30 d. lgs. n. 114/08 e 5-12 L. R. n. 18/01, in quanto, essendo già titolare di autorizzazione – sia pure sino all’approvazione del nuovo regolamento comunale per … Continua a leggere

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