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Corte costituzionale

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La natura espropriativa del vincolo viene meno nel caso di realizzazione dell’opera da parte del privato solo se l’opera realizzabile, sia pure con le limitazioni dovute alla conformazione, può comunque essere posta sul mercato scontando il meccanismo usuale della domanda ed offerta per la determinazione del prezzo; tale condizione invece non sussiste nel caso in cui l’opera soddisfi solo interessi pubblici e non sia idonea ad un vantaggio privato (come, nella specie, un attraversamento pedonale ad uso pubblico), in quanto si tratta di opera “fredda”, cioè non idonea a remunerare l’esercizio del jus aedificandi.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 25 ottobre 2023, n. 2462) «Dall’esame degli atti risulta che il Comune intende realizzare un attraversamento pedonale ad uso pubblico nel giardino della ricorrente […].In merito occorre precisare che la natura espropriativa del vincolo viene meno nel caso di realizzazione dell’opera da parte del privato solo se l’opera realizzabile, sia … Continua a leggere

Ricorso contro il diniego di cambio del cognome: il Consiglio di Stato conferma che è illegittimo il diniego della Prefettura motivato sulla base della eccezionalità del cambiamento stesso; infatti, come ritenuto dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, l’assegnazione del cognome deve intendersi funzionale alla migliore costruzione dell’identità del figlio, sicché la p.a. deve evidenziare specifiche ragioni di interesse pubblico ostative all’accoglimento dell’istanza.

(Consiglio di Stato, sez. III, 19 settembre 2023, n. 8422) «1. – Con ricorso di primo grado, proposto dinanzi al TAR Toscana, la ricorrente ha impugnato il decreto della Prefettura di Prato del 22 maggio 2018, con cui è stata respinta la sua istanza diretta ad ottenere il cambio del cognome da “-OMISSIS-” (cognome paterno) … Continua a leggere

Indebito arricchimento contro la P.A: a seguito della sentenza della Corte Cost. 6 luglio 2004, n. 204, anche nella materia dei servizi pubblici le controversie aventi ad oggetto l’azione di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, che attrae a sé anche la domanda sul silenzio.

(Consiglio di Stato, sez. V, 3 febbraio 2015, n. 498) «[I] ricorrenti in primo grado hanno proposto: – una domanda di accertamento delle competenze circa il servizio di trasporto ed assistenza educativa ad personam a favore di studenti con disabilità frequentanti gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado; – una domanda di annullamento delle … Continua a leggere

Legge-provvedimento: la Corte costituzionale ribadisce che il passaggio dall’atto amministrativo alla legge implica un mutamento del regime di tutela giurisdizionale, tutela che dal giudice comune passa alla giustizia costituzionale, ma non determina, in quanto tale, una lesione del diritto a tale tutela.

(Corte costituzionale, 10 ottobre 2014, n. 231) «La disposizione censurata, disponendo la revoca dell’incarico dirigenziale di Segretario generale del Consiglio regionale della Regione Molise «in essere» (nonché la risoluzione del connesso contratto di lavoro a tempo determinato) costituisce – come chiaramente, pur se non esplicitamente, dedotto dal rimettente – una legge-provvedimento, come è reso palese, … Continua a leggere

Tutela del diritto d’autore in rete: le motivazioni dell’ordinanza con cui il Tar Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, co. 1, e degli artt. 14, co. 3, 15, co. 2, e 16, co. 3, del d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32-bis del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici approvato con d.lgs. n. 177/2005, sulla cui base è stata adottata la delibera n. 680/13/CONS del 12 dicembre 2013 recante il “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative”.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, ord. 26 settembre 2014, n. 10020) «Occorre […] prendere le mosse dalla ricostruzione del quadro giuridico di riferimento: a) la competenza dell’AGCom per le garanzie nelle comunicazioni in tema di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazioni elettroniche trova fondamento nella legge 22 aprile 1941, n. 633, recante “Protezione … Continua a leggere

La Corte costituzionale – ribadendo che la legittimità costituzionale delle leggi-provvedimento va valutata in relazione al loro specifico contenuto e che, dalle norme stesse (in base agli ordinari strumenti ermeneutici), devono emergere i criteri che ispirano le scelte con esse realizzate, nonché le relative modalità di attuazione – dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 10, co 5, lett. b) d.l. 2 marzo 2012, n. 16, nella parte in cui riconosce(va) ai concessionari di scommesse ippiche un tetto «non superiore al 5 per cento» allo sconto sui c.d. minimi garantiti.

(Corte costituzionale, 20 novembre 2013, n. 275) «Sono sottoposti all’esame della Corte diciotto atti di rimessione iscritti ai nn. 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101 e 102 del registro ordinanze 2013, con i quali il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha sollevato questione … Continua a leggere

La Corte costituzionale ribadisce che il fenomeno della riviviscenza di norme abrogate, quand’anche si manifesti nell’ambito delle «ipotesi tipiche e molto limitate» (che l’ordinamento costituzionale tollera), può generare «conseguenze imprevedibili», valutabili anche con riguardo all’obbligo del legislatore di assicurare il buon andamento della pubblica amministrazione.

(Corte costituzionale, 16 aprile 2013, n. 70) «La questione di legittimità costituzionale della norma impugnata [articolo 5, comma 2, della legge della Regione Campania 21 maggio 2012, n. 13, recante «Interventi per il sostegno e la promozione della castanicoltura e modifiche alla legge regionale 27 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio … Continua a leggere

Per il Tar Basilicata, le ordinanze contingibili e urgenti non debbono per forza avere sempre il carattere della provvisorietà, dato che il loro connotato essenziale è la necessaria idoneità delle relative misure ad eliminare la situazione di pericolo che costituisce il presupposto della loro adozione, e quindi le misure stesse possono essere provvisorie o definitive a seconda del tipo di rischio che intendono fronteggiare.

(Tar Basilicata, sez. I, 5 dicembre 2012, n. 550) «Il Collegio ritiene, in primo luogo, utile e opportuno ai fini della decisione chiarire che il Sindaco del Comune resistente ha emesso le ordinanze impugnate avendo accertato (per sopralluogo tecnico ASL) che la copertura dei prefabbricati, realizzati in occasione del sisma del 1980 e ancora oggi … Continua a leggere

La mancata nomina almeno di una componente di sesso femminile nella Giunta comunale, pur se, in assoluto, non illegittima (salva l’eventuale previsione statutaria di “quote rigide”, nel caso insussistente), deve però essere motivata mediante l’illustrazione delle ragioni e delle modalità di siffatta scelta.

(Tar Umbria, sez. I, 20 giugno 2012, n. 242) «Nella disamina del quadro normativo di riferimento si possono prendere le mosse dalla previsione dell’art. 6, comma 3, del d.lgs. n. 267 del 2000 (t.u.e.l.), alla cui stregua «gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai … Continua a leggere

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