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art. 34 comma 2 c.p.a.

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Orientamenti giurisprudenziali sul giudizio di congruità delle offerte: in particolare, non è possibile fissare una quota rigida di utile al di sotto della quale l’offerta debba considerarsi per definizione incongrua.

(Tar Basilicata, sez. I, 24 ottobre 2022, n. 710) «[P]er quanto riguarda il giudizio di congruità delle offerte nelle gare di appalti pubblici, vanno richiamati i seguenti orientamenti giurisprudenziali, secondo cui: 1) il giudizio di valutazione dell’anomalia dell’offerta costituisce espressione di un potere ampiamente discrezionale, connotato da elementi di tecnicismo frammisti a valutazioni di opportunità … Continua a leggere

Azione atipica di mero accertamento a tutela di posizioni giuridiche di interesse legittimo: per il Tar Emilia Romagna è da ritenersi ammissibile a condizione che essa risulti indispensabile per la soddisfazione concreta della pretesa sostanziale del ricorrente, non possa dirsi elusiva del termine di decadenza per l’impugnazione degli atti autoritativi e non risulti violato il divieto di sindacato su poteri non ancora esercitati.

(Tar Emilia Romagna, Bologna, sez. I, 13 giugno 2022, n. 512) «Come noto nel silenzio del vigente codice del processo amministrativo sussiste un dibattito giurisprudenziale in merito all’ammissibilità di una azione di accertamento atipica a tutela di posizioni sostanziali di interesse legittimo, secondo una tesi risolto in senso negativo (ex multis da ultimo T.A.R. Lombardia … Continua a leggere

Chiamato a giudicare sull’eccezione di pretesa necessità di esclusione di un’offerta economica per inaffidabilità, il Consiglio di Stato ha ritenuto dirimente (in senso preclusivo all’esame della questione) la circostanza che la stessa offerta non era stata ancora sottoposta a verifica di congruità, poiché il giudice – stante l’espresso divieto posto dall’art. 34, comma 2, c.p.a. – non può sostituirsi all’Amministrazione nell’esercizio di poteri da questa ancora non esercitati.

(Consiglio di Stato, sez. III, 13 dicembre 2013, n. 5984) L’appellante ha sostenuto, in primo grado, «all’evidente fine di paralizzare l’azione della ricorrente principale, che [la ricorrente principale] avrebbe dovuto essere esclusa in limine per inaffidabilità della sua offerta economica. Il TAR ha reputato le relative censure “palesemente generiche e non supportate da concreti elementi … Continua a leggere

Il Tar Lombardia valorizza l’art. 34, comma 1, lett. e) c.p.a. e ne inferisce il tendenziale superamento della regola posta dall’art. 26, comma 2, della legge Tar, secondo cui l’accoglimento della censura di incompetenza determina(va) l’annullamento dell’atto impugnato, con assorbimento degli altri motivi di ricorso.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 5 luglio 2013, n. 1761) «Ritiene […] il Collegio che l’accoglimento del ricorso sotto il profilo del vizio di incompetenza in relazione ai provvedimenti di diniego di realizzazione dell’intervento tramite Dia e di rilascio di autorizzazione paesaggistica non comporti l’assorbimento degli altri motivi di ricorso. Sul punto parte della giurisprudenza … Continua a leggere

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