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annullamento d’ufficio

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Con l’art. 6, co. 1, lett. d), n. 1), l. n. 124/2015 (cd. legge Madia), il legislatore ha inteso dare certezza e stabilità ai rapporti che hanno titolo in atti amministrativi, individuando nel termine massimo di diciotto mesi il limite per l’annullamento d’ufficio (in particolare, il Tar ha sottolineato la natura interpretativa della disposizione e – trattandosi, nella fattispecie, di provvedimenti per i quali, alla data di entrata in vigore della novella, il “termine ragionevole” per l’annullamento era ancora in corso – ha escluso che il termine di diciotto mesi potesse nuovamente decorrere da detta data).

(Tar Puglia, Bari, sez. III, 14 gennaio 2016, n. 47) «E’ fondato il primo motivo di ricorso con il quale le ricorrenti sostengono che il provvedimento gravato d’ufficio sarebbe stato adottato quando era ormai decorso il termine di 18 mesi dalla formazione del titolo edilizio, entro il quale è consentito l’esercizio del potere di annullamento, … Continua a leggere

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E’ illegittimo l’operato dell’Amministrazione comunale che – anziché procedere all’annullamento d’ufficio della d.i.a. ritenuta illegittima – provvede direttamente, senza alcuna motivazione ulteriore rispetto alla ritenuta illegittimità delle opere eseguite, ad ordinare la sospensione dei lavori e la rimozione degli interventi realizzati: in tal modo, infatti, vengono violate le garanzie previste dall’art. 19 l. n. 241/1990 che, in presenza di una d.i.a. illegittima, consente certamente all’Amministrazione di intervenire anche oltre il termine perentorio di cui all’art. 23, co. 6, d.P.r. n. 380/2001, ma solo alle condizioni (e seguendo il procedimento) cui la legge subordina il potere di annullamento d’ufficio dei provvedimenti amministrativi.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 22 settembre 2014, n. 4780) «[R]isulta, nel caso di specie, dirimente la circostanza (non contestata) secondo cui il provvedimento di demolizione impugnato ha ad oggetto lavori regolarmente assentiti in base alla d.i.a. del 19 giugno 2008, n. 41741. Risulta, in particolare, che l’Amministrazione comunale non solo ha lasciato che la … Continua a leggere

L’annullamento di una gara pubblica, specie se già culminata nell’aggiudicazione definitiva, implica la frustrazione dell’affidamento ingenerato in capo ai partecipanti e, in particolare, all’aggiudicatario, derivandone la necessità, ai sensi dell’art. 21-nonies della legge 241/1990, di una concreta e motivata ragione di interesse pubblico tale da giustificare comparativamente l’incisione delle posizioni in rilievo.

(Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 25 novembre 2013, n. 614) «E’, invero, fondata e riveste carattere assorbente rispetto alle ulteriori dedotte la censura, contenuta nel terzo motivo di gravame, con cui parte ricorrente denuncia la mancata enunciazione dell’interesse pubblico perseguito dall’Amministrazione mediante l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva della gara di che trattasi in grado di giustificare … Continua a leggere

Sulla “ragionevolezza” del termine entro cui l’Amministrazione può esercitare il potere di autotutela.

(Tar Lazio, Latina, sez. I, 24 maggio 2013, n. 492) «[C]ome ricordato anche dalla dottrina, l’art. 21-nonies della l. n. 241/1990, introdotto con la l. n. 15/2005, nell’esprimere in relazione al potere di annullamento d’ufficio il principio secondo cui tale potere deve essere esercitato entro un termine ragionevole, a presidio dell’affidamento legittimo consolidatosi con il … Continua a leggere

Sui presupposti di legittimità dell’annullamento in autotutela in materia edilizia.

(Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 5 aprile 2013, n. 340) «I primi due motivi del ricorso principale, come si è detto riproposti nel ricorso per motivi aggiunti per dedurre il vizio di illegittimità derivata dei provvedimenti in tal sede contestati, vanno esaminati congiuntamente in quanto connessi, dato che rappresentano due profili di violazione di una … Continua a leggere

Anche l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio di un titolo edilizio deve rispondere ai requisiti di legittimità codificati nell’art. 21-nonies l. n. 241/1990 e s.m.i.

(Consiglio di Stato, sez. III, 9 maggio 2012, n. 2683) «[C]om’è noto, anche l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio di un titolo edilizio deve rispondere ai requisiti di legittimità codificati nell’art. 21 nonies della legge 7 agosto 1990 n. 241 ss.mm.ii., consistenti nell’illegittimità originaria del titolo e nell’interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione … Continua a leggere

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