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pubblico impiego

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Risarcimento danni da mobbing e da demansionamento nel pubblico impiego: il Consiglio di Stato conferma, in particolare, che per configurarsi una condotta di mobbing è necessario un disegno persecutorio tale da rendere tutti gli atti dell’Amministrazione, compiuti in esecuzione di tale sovrastante disegno, non funzionali all’interesse generale a cui sono normalmente diretti, e che – qualora non sia possibile desumere elementi di prova dalla illegittimità dei provvedimenti (non essendo stati, tali provvedimenti, impugnati) e qualora non siano state provate condotte personali dei superiori del dipendente tali da manifestare il connotato della vessatorietà, delle minacce, della violenza e delle ingiurie – non si può addebitare all’Amministrazione un disegno persecutorio e, di conseguenza, la domanda di risarcimento danni non può essere accolta.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 4 novembre 2014, n. 5419) «E’ oggetto di controversia il reclamato risarcimento danni da preteso “mobbing” e da asserito “demansionamento”, in virtù di affermate plurime azioni vessatorie e discriminatorie [delle Amministrazioni appellate], che si sarebbero snodate nel largo arco temporale dal 1982 al 2007 a danno dell’appellante […]. Al riguardo, … Continua a leggere

La disciplina sul rapporto di impiego del personale del comparto sanitario rimette all’esclusiva valutazione del datore di lavoro l’accertamento della sussistenza delle condizioni che integrano la violazione del divieto di svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo e non prevede l’intervento in funzione consultiva obbligatoria di enti diversi dall’Amministrazione con la quale è costituito il rapporto di impiego.

(Consiglio di Stato, sez. III, 24 dicembre 2013, n. 6225) «[I]l primo giudice ha correttamente escluso l’obbligo della A.U.S.L. di acquisire il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica in ordine alla sussistenza degli estremi per l’adozione della determinazione risolutiva del rapporto di lavoro. La disciplina sul rapporto di impiego del personale del comparto sanitario (art. … Continua a leggere

Nel pubblico impiego, il diritto alla retribuzione corrispondente alle mansioni superiori effettivamente svolte è stato introdotto, con carattere di generalità, dall’art. 15 d.lgs. n. 387/1998, a decorrere dalla sua entrata in vigore (22 novembre 1998), con norma avente natura innovativa e non ricognitiva o retroattiva. Sicché – prima del 22 novembre 1998 – quando non vi fosse una specifica normativa speciale che disponesse altrimenti, lo svolgimento da parte del pubblico dipendente di mansioni superiori rispetto a quelle dovute sulla base del provvedimento di nomina o di inquadramento costituiva circostanza irrilevante, oltre che ai fini della progressione in carriera, anche ai fini economici.

(Consiglio di Stato, sez. V, 17 ottobre 2013, n. 5047) «Il gravame richiama l’art 56 del decreto legislativo n. 29 del 1993, nel testo sostituito dal citato art 25 del decreto legislativo n. 80 del 1998 nonché dalle modifiche apportate dai pure citati art. 15 del decreto legislativo n. 387 del 1998 e art. 52 … Continua a leggere

Sulle inderogabili regole del procedimento disciplinare previste dagli artt. 107 ss. del D.P.R. n. 3 del 1957.

(Tar Campania, Napoli, sez. V, 27 giugno 2012, n. 3074) «Le censure seconda, terza e quarta, inerendo tutte alla violazione delle regole relative al procedimento disciplinare sancite dagli artt. 107, 110 (seconda censura), 111, 112 (terza censura) e 120 (quarta censura) prescritte dal D.L. vo 10 gennaio 1997, n. 3 possono trattarsi congiuntamente e sono … Continua a leggere

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