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provvedimento finale

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L’Amministrazione procedente può annullare in autotutela, senza preventiva riconvocazione della Conferenza di servizi, l’autorizzazione unica ex art. 12 d.lgs. n. 387/2003 originariamente rilasciata, posto che nel vigente ordinamento amministrativo il potere di autotutela spetta ontologicamente alla stessa Autorità che ha emanato il provvedimento da annullare o revocare (oltre che, in determinati casi, a quella gerarchicamente sovraordinata).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 maggio 2014, n. 282) «Con il primo e articolato motivo l’appellante deduce che l’Assessorato non poteva autonomamente intervenire in autotutela rispetto al deliberato della Conferenza ex art. 12 D. L. vo 387/2003 e che, sulla scorta del principio del contrarius actus, solo la Conferenza stessa avrebbe … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato precisa che tra l’atto preannunciato con l’avviso di avvio del procedimento ed il provvedimento finale deve sussistere un rapporto di congruità, non di identità, tra gli elementi essenziali.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 17 maggio 2012, n. 2852) «Il possibile scostamento tra i contenuti dell’avviso di avvio del procedimento e quelli del provvedimento finale non rappresenta un elemento patologico del sistema, ma dimostra al contrario come l’amministrazione, lungi dal porre in essere una condotta solo formalmente osservante della posizione del privato, abbia agito … Continua a leggere

Il contenuto sostanziale del provvedimento conclusivo di diniego si deve inscrivere nello schema delineato dalla comunicazione ex art. 10-bis l. n. 241 del 1990 e s.m.i. ed è altresì necessario che della valutazione delle controdeduzioni del privato, effettuata dall’Amministrazione, resti traccia nella motivazione del provvedimento finale.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 19 aprile 2012, n. 826) «[A]nche se non deve sussistere un rapporto di identità, tra il preavviso di rigetto e la determinazione conclusiva del procedimento, né una corrispondenza puntuale e di dettaglio tra il contenuto dei due atti, ben potendo la pubblica amministrazione ritenere, nel provvedimento finale, di dover meglio … Continua a leggere

La comunicazione dei motivi ostativi di cui all’art. 10-bis l. n. 241 del 1990 e s.m.i. è priva di immediata lesività ed è pertanto impugnabile solo insieme al provvedimento finale, nel termine di decadenza previsto per l’impugnazione di quest’ultimo.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 12 aprile 2012, n. 3359) «[L]a comunicazione dei motivi ostativi di cui all’art. 10 bis, legge n. 241 del 1990 è priva di immediata lesività, attesa la funzione che le è propria di consentire alla parte di partecipare attivamente al procedimento, ed, in ipotesi, di far pervenire l’autorità competente … Continua a leggere

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