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Ai fini dell’apprezzamento del possesso del requisito di partecipazione di idoneità professionale ex art. 39 d.lgs. n. 163/2006, non rileva il contenuto della dicitura contenuta nell’oggetto sociale, in quanto oggetto sociale e attività effettivamente esercitata (quest’ultima da comprovare mediante la prescritta dichiarazione verificabile in base alla certificazione camerale) non possono essere considerati come concetti coincidenti, potendo un’attività essere prevista nell’oggetto sociale senza essere attivata poi in concreto.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 26 novembre 2014, n. 11866) «Si attaglia alla presente controversia la condivisibile decisione del Consiglio di Stato (relativa a questione in larga parte sovrapponibile a quella che ne occupa) della Sez. V n. 5729 del 2.12.2013, ove è ben chiarito: – che ai fini dell’apprezzamento del possesso del requisito … Continua a leggere

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Anche in caso di affitto d’azienda si applica il principio di diritto – sancito dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con le sentenze n. 10 e n. 21 del 2012 – secondo cui nei casi di cessione di azienda, fusione e incorporazione societaria, i legali rappresentanti delle società cedenti, incorporate o fuse con altra società, devono essere considerati come rientranti fra i soggetti cessati dalla carica e quindi per essi debba essere resa la dichiarazione ex art. 38, comma 1, lett. c), qualora la vicenda societaria sia avvenuta nell’anno antecedente la pubblicazione del bando di gara.

(Consiglio di Stato, sez. V, 5 novembre 2014, n. 5470) «[C]ome è noto, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con le sentenze n. 10 e n. 21 del 2012, ha sancito il principio di diritto secondo cui nei casi di cessione di azienda, fusione e incorporazione societaria, i legali rappresentanti delle società cedenti, incorporate o … Continua a leggere

E’ da ritenersi irrilevante l’apposizione, nelle dichiarazioni ai sensi dell’art. 38 del d.lgs. n. 163/2006 relative a terzi, della precisazione “per quanto a propria conoscenza”, in quanto tale dizione risulta aderente al dato normativo e, pertanto, non può considerarsi alla stregua di una esclusione di responsabilità del dichiarante; inoltre, lo stesso dichiarante non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali non ha potuto produrre le dichiarazioni dei diretti interessati, con la conseguenza che l’eventuale omissione di siffatta indicazione non può costituire causa di esclusione dalla gara, ben potendo invece la stazione appaltante, a fronte di una compiuta identificazione di tali soggetti, procedere essa stessa alle opportune verifiche, anche attraverso il casellario giudiziale e altri archivi pubblici ai quali essa ha accesso, diversamente dal dichiarante.

(Consiglio di Stato, sez. III, 28 agosto 2014, n. 4430) «Con il motivo rubricato al n. VIII, [l’appellante incidentale], dopo aver ricordato che il Punto 2, lett. a, delle “Norme di Partecipazione”, richiedeva ai partecipanti di attestare l’insussistenza delle cause di esclusione previste dall’art. 38 del d. lgs. n. 163 del 2006, ha sostenuto che … Continua a leggere

Poiché l’affitto di azienda non è contemplato tra le ipotesi per le quali la normativa del Codice dei contratti pubblici stabilisce un espresso onere dichiarativo ex art. 38, co. 1, lett. c) anche con riferimento agli amministratori che hanno operato presso la cedente nell’anno antecedente la data di indizione del bando (né, nel caso di specie, ciò è previsto dagli atti di autoregolamentazione), in mancanza di una “indicazione chiara” è legittimo il soccorso istruttorio.

(Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 24 aprile 2014, n. 1205) «Per quanto riguarda la prima censura, la questione posta all’esame del Collegio può essere riassunta nella necessità o meno di rendere la prescritta dichiarazione di cui all’art. 38 lett. c) del Codice dei contratti relativa agli amministratori della società cedente in affitto un ramo d’azienda. … Continua a leggere

L’omessa indicazione, nell’offerta, delle parti delle prestazioni che saranno eseguite dalle singole imprese partecipanti all’ATI non può che determinare l’esclusione di quest’ultima dalla gara.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 15 dicembre 2012, n. 10525) «[L’]art. 37 del DLgs n. 163/06 – che impone alle imprese riunite di considerare vincolanti gli obblighi di specificazione delle parti delle prestazioni che saranno eseguite da ciascuna di esse e delle quote di partecipazione – è espressione di un principio generale che non … Continua a leggere

Nei concorsi per l’assunzione a pubblici impieghi, non sussiste per i candidati alcun onere di dichiarare i titoli di precedenza o di riserva, a pena di inammissibilità, già nella domanda di partecipazione.

(Tar Valle d’Aosta, 19 settembre 2012, n. 82) «Premesso che la ricorrente, risultata idonea in un concorso pubblico, si duole della mancata valutazione in suo favore dei titoli di precedenza vantati (figlio minore a carico e residenza ultradecennale in regione), perché non dichiarati nella domanda di partecipazione; Rilevato che, nei concorsi per l’assunzione a pubblici … Continua a leggere

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