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Codice Antimafia

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Informazione antimafia interdittiva e contraddittorio procedimentale: ai sensi dell’art. 92, comma 2-bis, del d.lgs. n. 159/2011 occorre che l’Amministrazione, ravvisati i presupposti per l’adozione dell’informazione antimafia interdittiva ovvero per procedere all’applicazione delle misure di cui all’articolo 94 bis, dia tempestiva comunicazione al soggetto interessato, con l’indicazione degli elementi sintomatici dei tentativi di infiltrazione mafiosa; il Prefetto può sottrarsi al necessario contraddittorio procedimentale soltanto se ricorra un’ipotesi di motivata urgenza (“particolari esigenze di celerità del procedimento”) o di istruttoria interamente basata su elementi non rivelabili, posto che l’instaurazione del contraddittorio è la regola e non più l’eccezione.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 6 novembre 2023, n. 815) «È noto che, anteriormente alla riforma al codice antimafia, la giurisprudenza ha costantemente ritenuto che il principio del contraddittorio va “ragionevolmente bilanciato, anche attraverso il suo ridimensionamento, onde dare ingresso ad interessi antagonistici di pari rango dettati dalla necessità di arginare il fenomeno mafioso che, per … Continua a leggere

Interdittiva antimafia e controllo giudiziario ex art. 34-bis del d.lgs. n. 159/2011: è illegittimo il provvedimento prefettizio che, nel ribadire la misura interdittiva dopo l’esito positivo del controllo, si basi su una lettura dei contatti tra l’impresa e la criminalità organizzata meramente reiterativa di quella già posta a fondamento della precedente informazione antimafia, senza corredarla di elementi nuovi ovvero senza porre in evidenza i profili per i quali quelli già precedentemente valutati dal Tribunale della prevenzione siano espressivi di un “quid pluris”, in termini di condizionamento mafioso, non adeguatamente colti in sede di controllo giudiziario e tali da collocare il pericolo di contagio mafioso dell’impresa ad un livello di intensità superiore a quello della mera “occasionalità”.

(Consiglio di Stato, sez. III, 7 febbraio 2023, n. 1275) «Il tema principale della controversia, sulla base del concreto dipanarsi della vicenda procedimentale, attiene alle modalità di esercizio del potere interdittivo nella peculiare ipotesi in cui l’impresa destinataria di informazione antimafia interdittiva, avendo impugnato il relativo provvedimento, abbia fatto richiesta al Tribunale competente per le … Continua a leggere

Interdittive antimafia: l’art. 67, comma 4, del Codice antimafia (d.lgs. n. 159/2011) stabilisce un limite temporale di cinque anni, oltre il quale non sono più efficaci i divieti e le decadenze previsti dal primo e dal secondo comma dello stesso art. 67; tale limite temporale, per effetto del rinvio al comma 4 contenuto nel comma 8, trova applicazione anche ai divieti scaturenti dalle condanne indicate nello stesso comma 8.

(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 28 agosto 2017, n. 1777) «La comunicazione antimafia interdittiva impugnata si fonda su una condanna emessa a carico del sig. -OMISSIS-, socio accomandatario della società ricorrente, il 5.11.2007 dalla Corte d’Appello di Firenze, divenuta irrevocabile in data 1.1.2008, per associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti (art. 74 del d.P.R. … Continua a leggere

White list: soltanto ai fini della stipula di contratti per le attività economiche ritenute maggiormente esposte al rischio di infiltrazione mafiosa previste dall’art. 1, comma 53, della l. n. 190/2012 e s.m.i., le amministrazioni appaltanti sono obbligate a consultare le c.d. “white list” istituite presso ciascuna Prefettura, mentre – al di fuori delle ipotesi espressamente contemplate – la verifica dell’insussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa va attuata, sussistendone i presupposti di legge, mediante gli strumenti delle informative e della comunicazioni antimafia ex d.lgs. n. 159/2011 (Codice Antimafia).

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 23 marzo 2016, n. 1511) «In base all’art. 1, comma 52, della L. n. 190/2012, come modificato dall’art. 29 del D.L. n. 90/2014 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 114/2014), ai fini della stipula di contratti per le attività economiche ritenute maggiormente esposte al rischio di infiltrazione mafiose previste dal … Continua a leggere

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