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art. 51 d.lgs. n. 163/2006

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Anche in caso di affitto d’azienda si applica il principio di diritto – sancito dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con le sentenze n. 10 e n. 21 del 2012 – secondo cui nei casi di cessione di azienda, fusione e incorporazione societaria, i legali rappresentanti delle società cedenti, incorporate o fuse con altra società, devono essere considerati come rientranti fra i soggetti cessati dalla carica e quindi per essi debba essere resa la dichiarazione ex art. 38, comma 1, lett. c), qualora la vicenda societaria sia avvenuta nell’anno antecedente la pubblicazione del bando di gara.

(Consiglio di Stato, sez. V, 5 novembre 2014, n. 5470) «[C]ome è noto, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con le sentenze n. 10 e n. 21 del 2012, ha sancito il principio di diritto secondo cui nei casi di cessione di azienda, fusione e incorporazione societaria, i legali rappresentanti delle società cedenti, incorporate o … Continua a leggere

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E’ illegittimo l’affidamento dei lavori alla mandataria nel caso in cui un componente del costituendo RTI verticale – nel caso specifico la mandante – dopo l’aggiudicazione provvisoria, abbia ritenuto di non costituire più tale RTI, salvo che sia provato, dalla componente o dai componenti rimasti, che detto rifiuto di perfezionare la costituzione del raggruppamento temporaneo non è stato dettato da sopraggiunte inidoneità soggettive od oggettive a contrattare (ossia per eludere una eventuale e successiva esclusione dalla gara), ma che, invece, tale evenienza è stata frutto di una mera scelta organizzativa della mandante.

(Tar Veneto, sez. I, 1° luglio 2014, n. 970) «La ricorrente, con la costituenda RTI (verticale) capeggiata dall’attuale ricorrente, con mandante la [società Alfa], è risultata aggiudicataria provvisoria della gara di cui all’oggetto. Successivamente quest’ultima società rappresentava alla stazione appaltante di non essere più interessata ad assumere il lavoro di cui all’appalto in argomento. Contestualmente … Continua a leggere

In caso di trasferimento di azienda, l’ammissione del subentrante è subordinata a due sole condizioni, ossia che – ai sensi e per gli effetti dell’art. 51 del Codice dei contratti pubblici – l’atto di cessione sia comunicato alla stazione appaltante e che questa abbia verificato l’idoneità soggettiva ed oggettiva del cessionario (nella fattispecie, pertanto, è stato escluso che l’Amministrazione, dopo aver positivamente accertato il possesso dei requisiti dell’originaria mandante all’atto della partecipazione alla gara e fino alla prima aggiudicazione, dovesse ulteriormente verificare la permanenza dei requisiti soggettivi di partecipazione in capo alla cedente anche al momento della seconda aggiudicazione, intervenuta a distanza di quasi tre anni dalla prima a causa di una complessa vicenda contenziosa).

(Tar Campania, Napoli, sez. I, 9 aprile 2014, n. 2031) «L’art. 51 del codice dei contratti pubblici afferisce proprio alle vicende modificative soggettive dei partecipanti alla gara nella fase antecedente alla stipulazione del contratto. Dispone la norma che “Qualora i candidati o i concorrenti, singoli, associati o consorziati, cedano, affittino l’azienda o un ramo d’azienda, … Continua a leggere

Profili sostanziali e processuali della fattispecie di cui all’art. 51 d.lgs. n. 163/2006.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 16 maggio 2013, n. 2661) «Giova premettere che l’odierna appellante, intervenuta nel giudizio di primo grado in qualità di cessionaria del ramo d’azienda avente ad oggetto il complesso aziendale relativo al settore metro-ferro-tramviario […], deve ritenersi legittimata a proporre appello alla luce del disposto dell’art. 102, comma 2, cod. proc. … Continua a leggere

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