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art. 30 comma 3 c.p.a.

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Sulle differenze tra l’azione di risarcimento dei danni da provvedimento illegittimo ex art. 30, comma 3, c.p.a. e l’azione di risarcimento dei danni connessi alla mancata esecuzione del giudicato ex art. 112, comma 3, c.p.a.: soltanto alla prima si applica il termine decadenziale di proposizione sancito dall’art. 30, comma 3, c.p.a., che – nel caso di azione non contestuale al ricorso demolitorio – è di 120 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza di annullamento del provvedimento causativo del danno; inoltre la prima azione soggiace a una differente disciplina processuale, sia in termini di proposizione (opportunamente venendo formalizzata come tale già nell’impostazione e nella rubrica dell’atto introduttivo), sia di rito, che è quello ordinario, e non quello celere e preferenziale dell’ottemperanza, trattata con il rito camerale; le due azioni, infine, divergono per il diverso ammontare del contributo unificato (per il Tar, invece, non si ravvisano profili differenziali nei presupposti sostanziali dell’azione ex art. 112, comma 3, c.p.a. rispetto a quella generale di condanna ex art. 30, comma 3, c.p.a.).

(Tar Campania, Napoli, sez. III, 24 ottobre 2016, n. 4866) «Venendo alla domanda risarcitoria spiegata dal ricorrente con il ricorso per ottemperanza all’esame, preliminarmente ritiene il Collegio di dover svolgere le precisazioni che seguono in punto di qualificazione dell’azione e relativo regime. In proposito, malgrado sia stato annullato il provvedimento (d.d. n. 421 del 2004) … Continua a leggere

Sulla preclusione al risarcimento del danno che può derivare – ai sensi degli artt. 1227, co. 2, cod. civ. e 30, co. 3, c.p.a. – dall’omessa utile coltivazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.

(Tar Puglia, Bari, sez. I, 3 ottobre 2013, n. 1353) «Invero, premesso che risultano integrati in astratto gli estremi del fatto illecito di cui all’art. 2043 cod. civ. posto in essere dalla Amministrazione comunale ai danni della [società ricorrente] (in particolare: attività amministrativa illegittima accertata da due sentenze di questo T.A.R. n. 1331/2005 e n. … Continua a leggere

Sulla responsabilità della stazione appaltante per inerzia ingiustificata nella stipulazione del contratto di appalto (protrattasi per un periodo tale da rendere legittimo il rifiuto alla stipula opposto dall’aggiudicataria), in violazione dell’obbligo, derivante da un giudicato, di aggiudicare e stipulare con la parte vittoriosa in giudizio, nonché sul risarcimento dei danni conseguentemente sofferti dalla stessa aggiudicataria.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 22 novembre 2012, n. 695) «Le ricorrenti avanzano altresì domanda risarcitoria per l’illegittima condotta tenuta dal Comune di Caulonia successivamente alla sentenza del Tribunale. Lamentano in sostanza il ritardo nell’esecuzione della sentenza, ovvero nella riaggiudicazione della gara a seguito della decisione, protrattosi per così tanto tempo da indurre le imprese ricorrenti … Continua a leggere

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