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L’applicazione della disciplina civilistica delle obbligazioni agli impegni contenuti negli accordi tra amministrazioni dipende dal contenuto degli accordi e delle singole clausole contenute negli stessi.

(Consiglio di Stato, sez. III, 24 giugno 2014, n. 3194) «[I]l comma 2 del già citato art. 15 della legge n. 241 del 1990 prevede, in generale, che anche agli accordi fra amministrazioni si applichino, se compatibili con la natura degli stessi, le disposizioni dettate dall’articolo 11, commi 2 e 3 per gli accordi che, … Continua a leggere

La controversia concernente la procedura di affidamento della sub-concessione di un’area del demanio aeroportuale per l’esercizio di un punto vendita è soggetta alla giurisdizione del G.A., ma a tale procedura non si applicano specificamente le norme del Codice dei Contratti Pubblici (salvo il loro eventuale e non doveroso recepimento nella “lex specialis” regolativa della procedura selettiva, come predisposta dalla società concessionaria dei servizi aeroportuali).

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 29 maggio 2014, n. 5808) «La presente controversia attiene alla procedura di selezione […] indetta [dalla concessionaria aeroportuale] e volta all’affidamento della “subconcessione” di un’area […] per l’esercizio di un punto vendita […] a fronte della corresponsione […] da parte dell’affidatario, di un compenso costituito da royalties annue sul … Continua a leggere

Anche agli accordi tra amministrazioni si applicano i principi civilistici sulle obbligazioni ed i contratti, ivi incluso, quindi, l’art. 1372 c.c., con conseguente vincolatività delle reciproche obbligazioni contratte, rispetto alle quali ciascuna parte non inadempiente ha diritto a pretendere l’esecuzione.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 29 maggio 2012, n. 3202) «Agli accordi tra pubbliche amministrazioni (detti anche accordi di tipo orizzontale, in ragione della posizione di equiordinazione in cui versano le parti) si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dall’art. 11, commi 2 e 3, della legge n. 241 del 7 agosto 1990, e … Continua a leggere

La verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per l’aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni (d.u.r.c.) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono sindacarne il contenuto.

(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 4 maggio 2012, n. 8) «1. Per la soluzione della questione di diritto rimessa all’esame dell’adunanza plenaria, in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 38, comma 1, lett. i), d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture, d’ora innanzi “codice appalti” o … Continua a leggere

Non esiste alcun profilo astrattamente ostativo alla proponibilità dell’azione ex art. 31 c.p.a. rispetto al procedimento per l’emanazione di atti generali, pianificatori e normativi, ferma restando la necessità di verificare, in concreto, la sussistenza della legittimazione attiva in capo al ricorrente.

(Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana, 19 aprile 2012, n. 396) «In primo luogo, è lo stesso dato normativo a smentire che l’art. 2 (il cui comma 8, anche nel testo vigente all’epoca della vicenda in esame, consente il ricorso all’azione ex art. 31 c.p.a., già art. 21-bis legge 6 dicembre 1971, n. … Continua a leggere

L’esecuzione degli accordi ex art. 11 l. n. 241/1990 è sottoposta alle comuni regole civilistiche in tema di adempimento, nonché di obblighi di buona fede delle parti del contratto (art. 1375 c.c.).

(Consiglio di Stato, sez. IV, 24 aprile 2012, n. 2433) «[S]ebbene anche nell’ambito di rapporti inquadrabili tra gli accordi ex art. 11 della legge nr. 241 del 1990 siano presenti interessi di matrice pubblicistica, questo non esclude che l’esecuzione di detti accordi sia sottoposta alle comuni regole civilistiche in tema di adempimento, nonché di obblighi … Continua a leggere

L’inapplicabilità alla materia edilizia delle disposizioni che obbligano l’Amministrazione a comunicare agli interessati l’avvio del procedimento, non esclude la necessità del contraddittorio.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 20 marzo 2012, n. 2679) «[O]ramai è consolidato l’indirizzo giurisprudenziale che esclude per le pratiche edilizie l’applicabilità della normativa generale sul procedimento amministrativo dettata dalla legge n. 241/1990, in virtù delle discipline speciali vigenti nel settore e del principio di non necessità della comunicazione di avvio dei procedimenti aperti … Continua a leggere

Anche in tema di contratti pubblici, se, nel momento in cui entra in vigore la norma astrattamente applicabile al regolamento contrattuale, continuano a prodursi le conseguenze giuridiche collegate al contratto stipulato antecedentemente, la norma sopravvenuta diventa applicabile al rapporto.

(Tar Sardegna, 26 settembre 2011, n. 954) «[L]’elemento centrale della controversia è rappresentato dalla circostanza dell’inserimento nel regolamento contrattuale della clausola con la quale le parti hanno escluso la revisione dei prezzi contrattuali. Inserimento avvenuto con l’atto aggiuntivo sottoscritto dalla CASTALIA il 30 settembre 1993. Si tratta di stabilire se la validità di tale clausola … Continua a leggere

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