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adunanza plenaria n. 9/2014

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Presupposto per l’applicazione del soccorso istruttorio in caso di omessa sottoscrizione dell’offerta, è – come indicato nella delibera dell’ANAC n. 1 dell’8 gennaio 2015 – la riconducibilità della stessa offerta al concorrente (nel caso di specie, dubbia); a ciò si aggiunga un altro argomento di carattere più generale, rappresentato dalla elusione della natura decadenziale dei termini cui è soggetta la procedura (elusione che rappresenta un limite al soccorso istruttorio, ad avviso dell’Adunanza Plenaria n. 9/2014), atteso che consentire la sottoscrizione dell’offerta economica mediante soccorso istruttorio equivale a superare il termine ultimo di presentazione delle offerte, con compromissione del canone di par condicio e buon andamento, nonché violazione del principio di segretezza dell’offerta.

(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 30 giugno 2015, n. 8743) «Oggetto della controversia è l’esclusione delle ricorrenti dalla procedura di gara per l’affidamento del servizio di controllo di sicurezza presso i varchi staff doganali degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, per mancata sottoscrizione dell’offerta da parte della mandante del la costituenda ATI ricorrente. Con … Continua a leggere

Nelle ipotesi di subappalto cd. necessario, deve essere escluso il concorrente che non abbia allegato alla propria offerta la dichiarazione di subappalto, senza che, in relazione a tale omissione, la stazione appaltante possa esperire il soccorso istruttorio.

(Tar Basilicata, sez. I, 12 novembre 2014, n. 783) «Il primo motivo di impugnazione va accolto, attesocchè, ai sensi degli artt. 108 e 109 del DPR n. 207/2010, come integrato dall’art. 12, commi 2 e 3, D.L. n. 47/2014 conv. nella L. n. 80/2014 (cfr pure gli artt. 1 e 3, comma 1, D.M. 24.4.2014), … Continua a leggere

Applicando la regola iuris che si ricava dalla sentenza dell’Adunanza Plenaria n. 9/2014 (che peraltro costituisce un esempio di cd. overruling rispetto alla precedente interpretazione giurisprudenziale, ma che tuttavia può avere efficacia retroattiva poiché il mutamento giurisprudenziale non diminuisce le possibilità di accesso alla tutela giurisdizionale del ricorrente principale, come del ricorrente incidentale), tutte le censure del ricorso incidentale relative a fasi della procedura di gara successive rispetto alla verifica della regolare partecipazione alla gara, del possesso dei requisiti soggettivi ovvero oggettivi dell’offerta, in quanto non in grado di far venire meno l’interesse ad impugnare del ricorrente principale non meritano un esame prioritario rispetto alle censure contenute nel ricorso principale.

(Consiglio di Stato, sez. V, 2 ottobre 2014, n. 4929) «La prima delle questioni che deve essere affrontata è quella del rapporto tra ricorso principale e ricorso incidentale, giacché il primo Giudice facendo applicazione dei principi sposati dalla sentenza dell’Adunanza Plenaria n. 4/2011, ha esaminato dapprima il ricorso incidentale e, ritenendo fondate due delle doglianze … Continua a leggere

La disciplina contenuta nell’art. 13 del Codice dei contratti pubblici costituisce una sorta di microsistema normativo, collegato alla peculiarità del settore considerato, dal momento che la norma – pur ripetendo i principi dell’art. 24 della legge n. 241 del 1990 sul bilanciamento degli interessi contrapposti alla trasparenza ed alla riservatezza – è più puntuale e restrittiva, definendo esattamente l’ambito di applicazione della esclusione dall’accesso, ancorandola, sul versante della legittimazione soggettiva attiva, al solo concorrente che abbia partecipato alla selezione e, sul piano oggettivo, alla sola esigenza di una difesa in giudizio: ne consegue la necessità di un accurato controllo in ordine alla effettiva utilità della documentazione richiesta, secondo un giudizio prognostico che non può prescindere dalle eventuali preclusioni processuali in cui sia incorso il richiedente, quale, nel caso in esame, l’esclusione della istante dalla gara con provvedimento divenuto definitivo (essendo scaduti i termini per proporre ricorso).

(Consiglio di Stato, sez. V, 17 giugno 2014, n. 3079) «In base al combinato disposto dell’art. 24 della l. n. 241 del 1990 e dell’art. 13 del d. lgs. n. 163 del 2006, nonché in base ai principi affermati dalle Adunanze Plenarie n. 4 del 2011 e n. 9 del 2014 in materia di legittimazione … Continua a leggere

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