Appalti pubblici, Contratti pubblici

Ad ogni affidamento segue un diverso contratto tra le parti, che può aver punti di continuità o di cesura rispetto al precedente affidamento, a seconda delle esigenze dell’amministrazione che indice la gara ad evidenza pubblica.

(Tar Puglia, Bari, sez. II, 10 marzo 2022, n. 366)

«Va inoltre premessa una considerazione di base che è a fondamento della stessa logica aziendale di organizzazione del lavoro, che vede determinati servizi, anziché “internalizzati” e gestiti con propri dipendenti (c.d. insourcing), “esternalizzati” a soggetti gestori terzi (c.d. outsourcing) e che è relativa all’esigenza dell’amministrazione, con riferimento a servizi non essenziali (cioè non “core business”), qual è tipicamente il servizio di portierato per un’amministrazione qual è l’Università, di poterli nel tempo variare, diminuendo o incrementandosi le necessità oggettive richieste.
Pertanto, è fisiologico, al rinnovo di ogni appalto, la rimodulazione dell’importo posto a base di gara, delle caratteristiche proprie del servizio e delle professionalità addette, delle strutture considerate e dell’entità di copertura del servizio.
Invero, è insita nella stessa ratio del modello organizzativo maggiormente flessibile del contract out (ossia dell’affidamento esterno in appalto), rispetto al modello tendenzialmente rigido del contract in (ossia dell’assunzione interna di dipendenti), l’intrinseca variabilità della consistenza dell’appalto di volta in volta riaffidato con distinte gare che si succedono nel tempo.
Ragion per cui va preliminarmente rigettata la tesi, pur sostenuta dalla cooperativa ricorrente, secondo cui vi sarebbe una necessaria continuità nel caso di successivi affidamenti del servizio. Al contrario, ad ogni affidamento segue un diverso contratto tra le parti, che può aver punti di continuità o di cesura rispetto al precedente affidamento, a seconda delle esigenze dell’amministrazione che indice la gara ad evidenza pubblica.
V’è sempre un nuovo affidamento sia nel caso di aggiudicazione ad operatore economico diverso da quello c.d. uscente, sia nell’ipotesi di affidamento all’operatore economico uscente, perché diverso è il contratto di appalto che, all’esito del procedimento di evidenza pubblica, sarà stipulato dalle parti. E difatti, una volta portato a scadenza un precedente affidamento, l’operatore economico c.d. uscente si ritrova, ai fini della partecipazione alla gara, nella stessa identica situazione degli altri potenziali operatori economici concorrenti (c.d. par condicio) e deve potersi meglio determinare nel modo più conveniente per riuscire ad aggiudicarsi il nuovo contratto».

Daniele Majori – Avvocato cassazionista e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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