Appalti pubblici, Contratti pubblici

Requisito dell’iscrizione nel Registro delle Imprese per tutte le attività oggetto di affidamento: l’oggetto sociale e l’attività effettivamente esercitata non possono essere considerati come concetti coincidenti, atteso che un’attività può ben essere prevista nell’oggetto sociale – risultante dall’iscrizione sotto la voce “dati identificativi dell’impresa” – senza essere attivata poi in concreto; è ovvio, quindi, come nessun rilievo possa attribuirsi all’oggetto sociale dell’impresa, il quale abilita quest’ultima a svolgere una determinata attività, ma nulla dice in ordine all’effettivo svolgimento della stessa.

(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 24 febbraio 2017, n. 355)

«Con il primo motivo di ricorso, la ricorrente contesta le operazioni di sorteggio effettuate tra gli operatori che avevano manifestato il proprio interesse alla partecipazione, rilevando che alle stesse non potevano essere ammessi tutti gli operatori richiedenti […], in quanto la maggior parte degli stessi non possedeva il requisito richiesto, ovvero l’iscrizione nel Registro delle Imprese per la categoria di tutte le attività oggetto della procedura di affidamento (requisito invece posseduto dalla ricorrente e da un altro operatore).
L’avviso esplorativo chiariva quali potessero essere i soggetti ammessi alla manifestazione di interesse prescrivendo che:
“Sono ammessi a presentare manifestazione di interesse i soggetti di cui all’art.34 del d.lgs.163/2006 in possesso dei requisiti di ordine generale, di capacità economica e finanziaria e di capacità tecnica e finanziaria sotto specificati:
…3. Iscrizione nel Registro delle imprese presso la C.C.I.A. o nel caso di Cooperative l’iscrizione all’Albo nazionale delle cooperative tenuto presso la C.C.I.A. per la categoria delle attività inerenti la concessione in oggetto e precisamente per attività di gestione di servizi di balneazione, ricreativi e di bar ristorazione”.
Secondo la tesi sostenuta dalla controinteressata, il requisito dell’iscrizione nel Registro delle Imprese per tutte le attività di affidamento era da intendersi riferito ai soli partecipanti aventi natura giuridica di cooperativa, risultando sufficiente, per gli altri operatori economici, la sola iscrizione nella C.C.I.A. compatibile con l’esercizio dell’attività da dare in concessione, rendendo possibile l’iscrizione specifica ad aggiudicazione avvenuta, in quanto il valore disgiuntivo dell’avverbio “o” renderebbe applicabile tale requisito alle sole cooperative.
Il Collegio non condivide la tesi della controinteressata.
Invero, né il dato letterale, né quello ermeneutico della disposizione in esame consentono di ritenere che l’iscrizione per la categoria delle attività inerenti la concessione in oggetto e precisamente l’attività di gestione dei servizi per la balneazione, ricreativi e di bar-ristorante, possa essere richiesta solo per le Cooperative, atteso che, ove si accedesse a tale tesi, ne deriverebbe non solo una evidente contraddittorietà tra quanto risultante dal testo e quanto disposto in sua applicazione, ma anche un’inevitabile, ingiusta e irrazionale differenziazione tra le due categorie di operatori.
Semplicemente, la prescrizione in parola ha richiesto per le imprese iscritte presso la C.C.I.A. l’iscrizione per le attività oggetto di concessione e, conformemente, per le Cooperative l’iscrizione all’Albo nazionale delle cooperative tenuto presso la C.C.I.A per la medesima attività.
Peraltro, ciò è comprovato anche dal fac simile di dichiarazione sostituiva allegato all’avviso esplorativo, nel quale l’impresa doveva dichiarare di essere “iscritta nel registro delle Imprese della Camera di Commercio di…;che l’attività riportata nella Camera di Commercio comprende anche l’attività riferita alla concessione di che trattasi”.
A ciò aggiungasi che il requisito citato veniva richiesto dalla lex specialis sin dal momento della manifestazione dell’interesse alla procedura esplorativa, con la conseguente irrilevanza della eventuale iscrizione intervenuta successivamente a tale momento e successivamente all’aggiudicazione, in quanto lo stesso si poneva espressamente come requisito di ammissione e partecipazione alla relativa procedura.
Infine, l’oggetto sociale e l’attività effettivamente esercitata non potrebbero neppure essere considerati come concetti coincidenti, atteso che un’attività può ben essere prevista nell’oggetto sociale – risultante dall’iscrizione sotto la voce “dati identificativi dell’impresa” – senza essere attivata poi in concreto (Cons. di Stato, sez. V, 19 febbraio 2003, n. 925). È ovvio, quindi, come nessun rilievo possa attribuirsi all’oggetto sociale dell’impresa, il quale abilita quest’ultima a svolgere una determinata attività, ma nulla dice in ordine all’effettivo svolgimento della stessa (Cons. di Stato, sez. VI, sent. 20 aprile 2009, n. 2380).
Aver ammesso al sorteggio in questione anche imprese non iscritte presso la C.C.I.A. per le attività oggetto della prevista concessione, nonostante la chiara previsione della lex specialis cui la stessa P.A. si era autovincolata, inficia, da tale momento, la legittimità della relativa procedura con conseguente illegittimità anche degli atti successivi, ivi compresa l’aggiudicazione nelle more intervenuta
».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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