Concessioni, Demanio

Il momento della valutazione comparativa delle varie domande di concessione demaniale marittima è imprescindibile e si pone quale requisito di legittimità della scelta finale tra i candidati.

(Tar Calabria, Reggio Calabria, 24 settembre 2014, n. 505)

«Nel merito, il ricorso è fondato e merita di essere accolto nei termini che appresso si specificano.
Il Collegio reputa decisive le seguenti circostanze, come emergenti dall’istruttoria e dagli atti di causa:
L’autorità procedente non ha svolto la valutazione comparativa tra le varie istanze presentate dagli aspiranti concessionari, come imposto dalla normativa invocata da parte ricorrente (artt 36 e 37 Cod. Nav.), nonostante le domande di concessione fossero sostanzialmente coeve. Invero l’interpretazione giurisprudenziale e dottrinale ormai consolidata reputa che il rilascio di una concessione di natura demaniale non può mai dare luogo ad una procedura lesiva dei principi di imparzialità, trasparenza, non discriminazione e par condicio, atteso che con la concessione di area demaniale marittima si fornisce un’occasione di guadagno a soggetti operanti sul mercato tale da imporre una procedura competitiva (fra le tante TAR Lazio Sez. Latina sent. n. 610 dell’8 settembre 2006). L’esegesi delle norme invocate è stata corroborata ed influenzata dai dettami comunitari, espressi in via generale dalla cd. direttiva Bolkenstein 2006/123/CE, la quale ha previsto che “nel caso in cui il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche, è opportuno prevedere una procedura di selezione tra i diversi candidati potenziali”.
L’autorità portuale solo con la nota depositata in adempimento dell’ordinanza istruttoria del 2.4.2014 n. 104/2014 ha chiarito in modo certo quali siano le criticità che il progetto allegato all’istanza presentata dalla
[ricorrente] comporta. Mentre, dagli atti precedenti assunti dall’amministrazione, le dette criticità non emergevano in maniera comprensibile, rinvenendosi solo generiche considerazioni di segno ostativo (pretesa incompatibilità con l’emanando P.R.P. e interferenza con la linea doganale).
L’autorità procedente ha parallelamente definito il procedimento avviato sulla domanda di concessione proposta dalla
[controinteressata], avendo consentito alla [stessa] le opportune modifiche al fine rendere compatibile il progetto con gli interessi pubblici coinvolti.
Premesse tali risultanze, invero incontestabili, è dato al Collegio inferire le seguenti considerazioni.
Il momento della valutazione comparativa delle varie domande di concessione è imprescindibile e si pone quale requisito di legittimità della scelta finale tra i candidati. La mancata effettuazione dell’esame concorrenziale delle domande inficia dunque il provvedimento finale assunto nei riguardi della
[controinteressata], che deve essere annullato; mentre la comparazione in rilievo dovrà essere recuperata, a questo punto, successivamente in sede di riedizione del potere in esito agli effetti conformativi che la presente decisione spiegherà sulla condotta futura dell’amministrazione;
Riprovvedendo sulla istanza della odierna ricorrente, l’amministrazione intimata potrà e dovrà consentire quelle modifiche al progetto allegato alla domanda originaria, laddove possibili, modifiche solo ora puntualmente conoscibili, giusti i chiari riscontri di cui alla nota dell’autorità portuale prot. n. 6206I/14 del 25.5.2014, depositata in data 30.5.2014 dall’Avvocatura su ordine del Giudicante.
Laddove anche la domanda di concessione presentata dalla
[ricorrente] sia regolare e possa acquisire tutti i necessari nulla-osta e/o pareri positivi da parte delle amministrazioni coinvolte, l’autorità portuale, dovrà, come detto, provvedere alla valutazione comparativa di cui sopra tra la posizione complessiva intestata alla [controinteressata] e quella di cui è portatrice la deducente.
Reputa il Collegio che solo in tal modo la vicenda concessoria in esame potrà essere ricondotta a coerenza con i dettami normativi e comunitari nonché alla dovuta regolarità procedimentale.
Peraltro, osserva il Collegio che, una volta aperto un procedimento amministrativo su istanza di parte, gravano sull’amministrazione alcuni imprescindibili obblighi di imparzialità e di buona fede nel trattare la domanda proposta e nel salvaguardare la posizione dell’interessato, anche consentendo quelle modifiche e quegli aggiustamenti della domanda pretensiva proposta, che siano compatibili con l’interesse pubblico. Ricorda pure il Tribunale, in linea con le acute osservazioni di attenta e moderna dottrina, che questi obblighi di imparzialità e di buona fede non sono altro che, mutatis mutandis, quegli analoghi doveri di protezione e di correttezza che sono imposti alle parti pure nei contatti sociali interprivatistici e primieramente nello svolgimento della trattativa precontrattuale, fenomeno al quale l’apertura del procedimento amministrativo viene spesso accostato.
Ma se così è, pare abbastanza evidente la difformità di condotte che l’autorità procedente ha posto in essere nei confronti delle imprese istanti, da una parte consentendo l’emendabilità del progetto presentato dalla
[controinteressata], dall’altra impedendo di fatto alla [ricorrente] di poter modificare il proprio progetto, non specificando (sino alla recente produzione documentale) quali fossero le concrete situazioni ostative.
Alla luce delle superiori considerazioni, gli atti impugnati con il ricorso introduttivo e con i motivi aggiunti devono essere annullati stante la ricorrenza dei vizi denunciati nel ricorso introduttivo, restando la caducazione della concessione-contratto, eventualmente intervenuta tra l’amministrazione e la
[controinteressata] nelle more del giudizio, rimessa agli effetti conformativi della presente sentenza.
Resta ovviamente ferma ed impregiudicata ogni eventuale e futura determinazione e/o valutazione che l’autorità portuale procedente potrà assumere, una volta ridefinito il procedimento nei termini sopra precisati, sotto altri e differenti profili non toccati dalla presente decisione. Invero, nella riedizione del potere, l’amministrazione intimata potrà, con ampia discrezionalità soggetta a solo sindacato giurisdizionale estrinseco, valutare le offerte degli aspiranti concessionari (laddove regolari sotto ogni altro profilo attinente alla salvaguardia degli altri interessi pubblici coinvolti) ed individuare, per così dire “in positivo”, quale sia quel “più proficuo utilizzo del bene” che l’art. 37 del Cod. Nav. postula ai fini della scelta finale del concessionario.
Riassumendo ed in sintesi.
Gli atti impugnati devono essere annullati in quanto illegittimi, attese la sussistenza delle illegittimità denunciate in ricorso e nei motivi aggiunti; – l’autorità dovrà provvedere a definire il procedimento instaurato su istanza della
[ricorrente] consentendo una volta per tutte l’eventuale modifica del progetto, in modo da non incorrere nelle preclusioni imposte dalle amministrazioni coinvolte; – all’esito l’amministrazione procedente rimarrà libera di rideterminarsi sulle due istanze, laddove immuni da condizioni ostative o da pareri negativi, scegliendo il titolare della concessione mediante la valutazione comparativa imposta dalla normativa più volte citata».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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