Procedimento amministrativo

Nei procedimenti amministrativi, e segnatamente in quelli ad avvio di ufficio (quale il procedimento volto alla approvazione di un progetto di opera pubblica), la partecipazione dell’interessato non può che intervenire nell’ambito (ed in relazione all’oggetto) del procedimento già avviato: ciò comporta che non può ritenersi sussistente, in capo all’amministrazione, un dovere (o un onere) di interloquire con il privato, allorché questo, anziché proporre osservazioni nell’ambito e con riferimento all’oggetto del procedimento cui partecipa, proponga soluzioni alternative, tali da comportare non già la più efficace conclusione provvedimentale del procedimento, bensì la chiusura del procedimento medesimo.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 17 settembre 2013, n. 4616)

«Il Collegio rileva la infondatezza dei motivi in precedenza definiti come afferenti ad aspetti procedimentali.
Su tali aspetti, la sentenza ha osservato:
– per un verso, che vi è stata notificazione dell’avvio del procedimento espropriativo, mediante comunicazione inviata alla madre dell’appellante, proprietaria dei suoli, in data 6 agosto 2009, data successiva di un giorno al decesso della stessa;
– per altro verso, che non vi era alcun dovere dell’amministrazione di esaminare una proposta progettuale alternativa, inoltrata dalla madre dell’appellante, per di più in data 29 luglio 2005, e dunque ad oltre un anno dalla comunicazione di disponibilità da parte dell’ente all’acquisto o alla locazione dell’area (avvenuta in data 5 marzo 2004);
– per altro verso ancora, che il privato non ha titolo a partecipare alla conferenza di servizi convocata per valutare la compatibilità del progetto elaborato dall’amministrazione con l’assetto architettonico del luogo in cui l’opera deve realizzarsi.
Orbene, come è noto l’art. 3, co. 2 DPR n. 327/2001 prevede che “tutti gli atti della procedura espropriativa, ivi incluse le comunicazioni ed i decreti di esproprio, sono disposti nei confronti del soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali, salvo che l’autorità espropriante non abbia tempestiva notizia dell’eventuale, diverso proprietario effettivo”.
Da quanto esposto consegue che devono ritenersi conformi alle previsioni normative le comunicazioni effettuate dall’amministrazione alla madre dell’appellante, in considerazione del fatto che quest’ultima risultava proprietaria secondo i registri catastali e tenuto conto – come evidenziato dalla sentenza impugnata – dell’esiguo lasso di tempo intercorso tra decesso e intervenuta comunicazione.
Quanto alla lamentata violazione dei principi di partecipazione procedimentale, per non avere l’amministrazione riscontrato la proposta progettuale alternativa, presentata dalla madre dell’appellante, questo Collegio osserva, in linea generale, che nei procedimenti amministrativi, e segnatamente in quelli ad avvio di ufficio (quale il procedimento volto alla approvazione di un progetto di opera pubblica), la partecipazione dell’interessato non può che intervenire nell’ambito (ed in relazione all’oggetto) del procedimento già avviato.
Ciò comporta che non può ritenersi sussistente, in capo all’amministrazione, un dovere (o un onere) di interloquire con il privato, allorché questo, anziché proporre osservazioni nell’ambito e con riferimento all’oggetto del procedimento cui partecipa, proponga soluzioni alternative, tali da comportare non già la più efficace conclusione provvedimentale del procedimento, bensì la chiusura del procedimento medesimo.
Diversamente opinando, si lederebbero i principi di economicità ed effettività dell’amministrazione amministrativa, poiché l’esistenza di un siffatto dovere comporterebbe aggravamento temporale del procedimento ed oneri finanziari connessi all’esame dell’ipotesi progettuale alternativa.
Nel caso di specie, peraltro, come evidenziato dal I giudice, la proposta “alternativa” è pervenuta a notevole distanza di tempo dalla prima comunicazione (e “manifestazione di interesse”) inviata dal’amministrazione, escludendosi dunque alcun affidamento in capo al soggetto privato.
Infine, occorre ricordare che, ai sensi degli artt. 14 ss. l. n. 241/1990, non è previsto l’obbligo di partecipazione obbligatoria del privato alla conferenza di servizi volta ad adottare atti e provvedimenti finalizzati alla realizzazione di un’opera pubblica
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista – Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.