Accesso ai documenti

Il richiedente accesso può legittimamente rinunciare – prima del ritiro dei documenti – ad una modalità ostensiva originariamente indicata, per ottenere l’estrazione di atti con modalità diversa (nella fattispecie, il ricorrente aveva rinunciato al ritiro degli atti in copia conforme ed aveva poi chiesto i medesimi atti in copia semplice).

(Tar Lazio, Roma, sez. III, 6 giugno 2013, n. 5738)

«Con ricorso notificato in data 15 marzo 2013 e depositato il successivo 25 marzo, il [ricorrente] ha chiesto l’annullamento della nota prot. n. 10614/13 del 23.01.2013 con cui l’Ufficio Extra Dipartimentale Polizia Provinciale di Roma […] ha sostanzialmente negato l’accesso agli atti richiesto dall’interessato il 6.11.2012 con modalità ostensiva diversa da quella originariamente richiesta.
In sintesi, il fatto può essere riassunto nei seguenti termini. Il ricorrente, con nota pervenuta del 9 maggio 2012, presentava richiesta di accesso alla documentazione amministrativa
[…] documenti richiesti, però, tutti in copia conforme all’originale. Il Direttore dell’Unità Extradipartimentale Polizia Provinciale accoglieva la richiesta e, preparata la documentazione, in data 12 giugno 2012, comunicava che la medesima era a disposizione per il ritiro. Si comunicava altresì che – ai sensi dell’art. 9 comma 5 del Regolamento per il diritto all’accesso ai documenti amministrativi ed alle informazioni della Provincia di Roma, come meglio specificato anche nelle Istruzioni per l’accesso, parti integranti del regolamento – sarebbero stati a carico del richiedente i costi relativi alla ricerca, visura, riproduzione nonché quelli per il bollo di dichiarazione di conformità, nonchè la documentazione poteva essere ritirata dal 18 giugno al 22 giugno.
Il
[ricorrente] non si recava a ritirare la documentazione, in quanto, accortosi dell’inutilità e del costo delle copie conformi richieste, modificava l’istanza di accesso chiedendo una modalità ostensiva diversa, ossia l’estrazione di copie in carta semplice (istanze del 19 luglio 2012, del 7 novembre 2012, diffida ad adempiere del 13 settembre 2012). Su ricorso dell’interessato, il Difensore Civico, con nota in data 18 gennaio 2013, chiedeva al Direttore di riesaminare la richiesta di accesso agli atti del 7 novembre ritenendola fondata nel merito. Con l’atto impugnato il Direttore del Servizio, nell’ambito dei poteri di riesame, negava l’accesso con diversa modalità ostensiva, ossia in carta semplice in luogo di copia conforme, ritenendo che l’Amministrazione avesse perfezionato e concluso il procedimento sulla base della richiesta del 10 maggio già in data 12 giugno 2012.
Nell’udienza camerale odierna il ricorso è trattenuto in decisione.
DIRITTO
Con un unico motivo di ricorso che si sviluppa con singoli argomenti di censura, il ricorrente lamenta la violazione degli artt. 25 e 22 comma 1 lettera a) L. 241/1990, nonché dell’art. 1 L. n. 15/2005.
Il ricorso è fondato. Infatti, deve ritenersi ammissibile che l’interessato, titolare di una posizione giuridicamente rilevante la cui tutela si esplica attraverso il diritto di accesso ad essa strumentale, possa rinunciare ad una modalità ostensiva originariamente richiesta, per ottenere l’estrazione di atti con modalità diversa. In altre parole, il ricorrente poteva senz’altro rinunciare al ritiro degli atti in copia conforme e chiedere i medesimi atti in copia semplice.
Infatti, non si fa questione di obbligazione tributaria, posto che gli atti oggetto di accesso dovranno essere consegnati in copia semplice. Diverso sarebbe stato il caso di atti rilasciati in copia conforme senza la corresponsione del tributo sotto forma di marca da bollo.
In altre parole, l’atto è soggetto all’imposta sin dall’origine (Allegato A – Tariffa – Parte Ia del D.P.R. n.642/1972 artt. 1 – 21) solo se il rilascio avviene in “copia conforme” intesa quale “riproduzione, parziale o totale, di atti, documenti e registri dichiarata conforme all’originale da colui che l’ha rilasciata (art. 5, comma 1, lett. b), D.P.R. n. 642/1972)”. Ma, in caso in cui l’atto sia rilasciato in copia semplice non sussiste il presupposto per l’applicazione del tributo. La scelta tra il rilascio di atto in forma semplice o in copia conforme è rimessa all’istante in relazione all’uso che intende fare del documento e, quindi, il medesimo ben poteva, prima del ritiro cambiare idea.
Conseguentemente, annullato l’atto di diniego impugnato, si ordina all’amministrazione di rilasciare copia in forma semplice degli atti richiesti dal ricorrente nel termine di 30 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista – Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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