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titoli edilizi

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La lottizzazione abusiva non può essere sanata attraverso la presentazione di un’istanza di sanatoria edilizia ex art. 36 D.P.R. n. 380/2001, né la presunta condizione di ‘lotto intercluso’ dell’area di insediamento potrebbe giustificare il tipo di abuso determinato dall’edificazione in assenza di preventiva approvazione del piano di lottizzazione prescritto dal P.R.G.

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 17 novembre 2014, n. 616) «Il provvedimento con cui è stata negata la concessione in sanatoria, in particolare, è stato così motivato: a) perché la società ha realizzato le opere in questione su un terreno ricadente in zona ‘T’ del P.R.G. vigente, senza che fosse stato precedentemente … Continua a leggere

Ai fini del risarcimento del danno, l’esclusione della possibilità di utilizzazione economica di un immobile – avvenuta nelle more tra la formazione del silenzio assenso sulla istanza di condono di cui trattasi e la molto successiva adozione del provvedimento espresso di rilascio della concessione in sanatoria – è ascrivibile al comportamento dell’Amministrazione (e non alla mera volontà della parte privata, che non ha proseguito i già realizzati lavori e non ha locato o venduto gli immobili realizzati, in applicazione di principi di comune e normale prudenza e diligenza, sussistendo il rischio di negativa conclusione del procedimento, anche mediante revoca del provvedimento tacito formatosi).

(Consiglio di Stato, sez. V, 13 gennaio 2014, n. 63) «Osserva la Sezione che la impugnata sentenza è basata sul sostanziale assunto che, poiché con la citata sentenza n. 763/1999 era stato affermato che la decorrenza del termine per la formazione del silenzio assenso sulla istanza di sanatoria di cui trattasi era cominciata dalla data … Continua a leggere

I proprietari di immobili in zone confinanti o limitrofe con quelle interessate da una costruzione sono sempre legittimati ad impugnare i titoli edilizi che possono pregiudicare la loro posizione (per l’incisione delle condizioni dell’area e, più in generale, per le modifiche all’assetto edilizio, urbanistico ed ambientale della zona), senza che sia necessaria la prova di un danno specifico.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 8 maggio 2013, n. 2488) «[G]li appellanti lamentano l’erroneità della reiezione dell’eccezione di rito, con la quale era stata dedotta la carenza di legittimazione attiva dell’appellato […]. Per il Tar, il ricorrente avrebbe invece adempiuto all’onere di provare la sua legittimazione, depositando il titolo in base al quale sarebbe stato … Continua a leggere

Per il C.G.A., il termine per impugnare i titoli abilitativi ottenuti dai vicini decorre – salvo peculiari e specifiche situazioni contingenti – solo dal momento in cui lo stato di avanzamento dei lavori riveli in modo certo e univoco le essenziali caratteristiche dell’opera realizzanda: ossia, di norma, dal termine dei lavori (finiture escluse).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 20 febbraio 2013, n. 247) «[S]i è sostenuto che il termine impugnatorio decorra – in caso di impugnazione di provvedimenti edilizi rilasciati a soggetti terzi – non già dalla data di ultimazione dell’opera, bensì da quella dell’inizio dei lavori, perché esso sarebbe sufficiente a radicare la piena … Continua a leggere

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