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Sull’illegittimità degli atti della procedura espropriativa per omessa comunicazione di avvio del procedimento.

(Consiglio di Stato, sez. III, 4 giugno 2013, n. 3048) «Gli appellanti lamentano che il giudice di prime cure avrebbe erroneamente negato l’applicazione dell’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento, in quanto la comunicazione di cui all’art. 7 della l. 241/90 dovrebbe considerarsi indefettibile nell’ipotesi, qui ricorrente, di una nuova procedura ablatoria. 13. Le ragioni espresse … Continua a leggere

Sull’interpretazione del generale obbligo di comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 l. n. 241/1990 e sulle ipotesi in cui, invece, tale avviso dovrebbe diventare superfluo.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 17 settembre 2012, n. 4925) «[L]a necessità della comunicazione dell’avvio del procedimento ai destinatari dell’atto finale è stata prevista in generale dal menzionato art. 7 non soltanto per i procedimenti complessi che si articolano in più fasi (preparatoria, costitutiva ed integrativa dell’efficacia), ma anche per i procedimenti semplici che si … Continua a leggere

La class action nei confronti della Pubblica Amministrazione non sfugge ai comuni principi in materia di domanda giudiziale, e, dunque, alla regola che questa debba essere sufficientemente determinata nel suo petitum, in relazione al contenuto dell’azione ed alla sua finalità.

(Tar Lazio, Roma, sez. I, 3 settembre 2012, n. 7483) «[I]l d. lgs. 20 dicembre 2009, n. 198, introducendo una fattispecie processuale identificata come class action, all’art. 1 prevede, per quanto qui di rilievo, che, “al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio”, i titolari di interessi … Continua a leggere

Non sussiste violazione del divieto di integrazione postuma della motivazione in giudizio tutte le volte in cui l’omissione di motivazione successivamente esternata non abbia leso il diritto di difesa dell’interessato e, comunque, in fase infraprocedimentale fossero state percepibili le ragioni sottese all’emissione del provvedimento gravato.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 7 giugno 2012, n. 3376) «[I]l principio postulante la inammissibilità della integrazione postuma della motivazione in giudizio, ha sofferto di qualche temperamento nella giurisprudenza più recente di questo Consiglio di Stato, anche in relazione al sopravvenuto disposto del comma 2 dell’art. 21 octies legge 15/2005 (ex multis: “sebbene il divieto … Continua a leggere

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