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commissario ad acta

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I vincoli imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione europea in tema di limitazioni della spesa (patto di stabilità, spending review, fabbisogni standard) non possono porsi quali condizioni di procedibilità del ricorso per l’ottemperanza, ma costituiscono la cornice normativa di riferimento entro cui il giudice amministrativo – e, per esso, il commissario ad acta – traccia il percorso per il reperimento delle risorse necessarie e sufficienti per consentire l’adempimento delle obbligazioni delle pubbliche amministrazioni.

(Tar Campania, Salerno, sez. I, 25 marzo 2014, n. 622) «Non possono avere rilievo le condizioni di indisponibilità di fondi, addotte dall’amministrazione comunale nella dichiarazione, resa ai sensi dell’art. 547 cod. proc. civ., ne corso dell’azione esecutiva intrapresa dagli odierni ricorrenti. La funzione tipica del giudizio di ottemperanza, caso tra i più significativi di giurisdizione … Continua a leggere

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L’istituto del reclamo da attività commissariale, espressamente previsto dal c.p.a. solo in relazione al giudizio di ottemperanza, è applicabile anche per le attività surrogatorie dell’ausiliario del giudice volte a superare il silenzio-rifiuto dell’amministrazione, ma tenendo a mente che, nel caso di inerzia della P.A., il comando giudiziale intende solo supplire ad un “non liquet” dell’amministrazione, senza che il giudice – direttamente o mediante suo commissario – possa sostituire la sua volontà provvedimentale in luogo dell’attività amministrativa omessa, a meno che non si verta nella fattispecie ex art. 31, comma 3 c.p.a. (qui non in rilievo).

(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 26 settembre 2013, n. 794) «Il reclamo è inammissibile, nei sensi che il Collegio si appresta a puntualizzare. Occorre in proposito premettere alcune considerazioni generali in ordine all’istituto del reclamo da attività commissariale, espressamente previsto dal CPA solo in relazione al giudizio di ottemperanza, ma applicabile -nei limiti di seguito … Continua a leggere

Sulla cumulabilità, in astratto, delle domande di nomina di un commissario ad acta e di applicazione dell’astreinte, ferma restando l’inammissibilità di quest’ultima forma di tutela qualora l’esecuzione del giudicato consista nel pagamento di una somma di denaro.

(Tar Campania, Napoli, sez. IV, 29 maggio 2012, n. 2512) «[L]a parte ricorrente ha chiesto, oltre alla nomina del commissario ad acta, anche la fissazione della “somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato”, statuizione che costituisce titolo esecutivo, ai sensi dell’art. 114 co. … Continua a leggere

Il Tar Campania esamina la funzione e il regime processuale dell’istituto c.d. delle astreintes (o “penalità di mora”), ora previsto anche dall’art. 114, comma 4, lett. e) c.p.a., ritenendo altresì che non vi sia incompatibilità tra l’irrogazione di astreintes e la richiesta di nomina di commissario ad acta.

(Tar Campania, Napoli, sez. VIII, 23 febbraio 2012, n. 959) «Quanto alla richiesta di nomina del commissario ad acta e di applicazione della sanzione prevista dall’art. 114, comma 4, lettera e), del cod. proc. amm., il Collegio osserva quanto segue. La disposizione dianzi richiamata ha introdotto anche nel processo amministrativo l’istituto c.d. delle astreintes (o … Continua a leggere

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