archives

art. 64 c.p.a.

Questo tag è associato a 3 articoli.

La pretesa risarcitoria – ove non si sia verificato un mero disagio o fastidio – esige un’allegazione di elementi concreti e specifici da cui desumere, secondo un criterio di valutazione oggettiva, l’esistenza e l’entità del pregiudizio subito, che non può essere ritenuto sussistente in re ipsa, né è consentito l’automatico ricorso alla liquidazione equitativa.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 29 gennaio 2014, n. 1161) «Come è noto, in materia di risarcimento del danno, trova piena applicazione l’art. 2697 c.c., ora recepito anche dall’art. 64 c.p.a., in base al quale “chi vuol far valere un diritto in giudizio, deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”. In tema … Continua a leggere

Sull’art. 64, comma 2 c.p.a. ed il principio di non contestazione nel processo amministrativo.

(Tar Campania, Napoli, sez. VII, 22 marzo 2012, n. 1444) «[L’]art. 64 comma 2 c.p.a. (che al riguardo richiama l’art. 115 c.p.c, quale risultante dalla modifica introdotta dalla legge n. 69 del 2009) […], al pari dell’omologo disposto del codice di procedura civile, codifica un principio già emerso in via pretoria, circa la non necessità … Continua a leggere

Il Consiglio di Stato perimetra l’ampiezza del potere istruttorio del giudice, anche alla luce dell’art. 104 c.p.a., che fissa l’ultimo confine di ammissibilità delle prove nel giudizio amministrativo ed è norma di chiusura del sistema.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 15 marzo 2012, n. 1453) «Ritiene la Sezione che l’orientamento espresso in sentenza non possa essere condiviso, scontrandosi contro il cogente dovere del giudice amministrativo di adottare la propria decisione sulla base di una completa istruttoria. Tale affermazione si fonda su un’osservazione complessiva dei modi dell’accesso documentale al giudizio amministrativo. … Continua a leggere

Categorie

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.