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art. 32 c.p.a.

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Le stringenti condizioni di ammissibilità del ricorso cumulativo nel processo amministrativo non sono imposte dalla lettera dell’art. 32 c.p.a. ma discendono dalla natura impugnatoria del giudizio amministrativo di legittimità, sicché esse non si applicano quando la controversia abbia ad oggetto diritti soggettivi, come nell’ambito della giurisdizione esclusiva o nel caso dell’azione di ottemperanza per l’attuazione di sentenze passate in giudicato e di altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, potendo quest’ultima azione essere proposta in un unico giudizio, ai sensi dell’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., quando attinente a pretese creditorie azionate da un unico soggetto creditore nei confronti della medesima amministrazione debitrice, anche se fondate su diversi titoli giudiziali.

(Consiglio di Stato, sez. V, 7 novembre 2023, n. 9584) «L’art. 32 c.p.a. consente, in linea di principio ed in generale, il cumulo delle domande proposte in via principale o incidentale, purché le domande siano “connesse”.4.1. La disposizione viene comunemente interpretata in linea con la giurisprudenza formatasi prima dell’entrata in vigore del codice del processo … Continua a leggere

Per il Tar Calabria, lungi dal poter applicare l’art. 32 c.p.a., il giudice deve dichiarare inammissibile il ricorso con il quale vengano proposte più domande prive di qualsivoglia profilo di connessione, avendo oggetti completamente diversi ed autonomi.

(Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 25 gennaio 2013, n. 87) «Parte ricorrente ha proposto, con il ricorso introduttivo, una pluralità di domande diverse. L’actio ad exhibendum ex art. 116 c.p.a., l’azione risarcitoria ad essa connessa per conseguire la compensazione pecuniaria dei danni subiti a causa dell’illegittimo rifiuto di ostensione, nonché la domanda, del tutto autonoma … Continua a leggere

Sulle differenze tra l’azione di accertamento e la c.d. azione di condanna atipica e sulle condizioni di ammissibilità di quest’ultima.

(Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 4 settembre 2012, n. 2220) «Il Collegio deve preliminarmente svolgere talune considerazioni in ordine alla corretta qualificazione dell’azione proposta, in applicazione di quanto disposto dall’art. 32 c.p.a., che conferisce al giudice il potere di qualificare la domanda, al di là del nomen iuris utilizzato dalle parti, attribuendo rilievo al contenuto … Continua a leggere

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