Concorsi pubblici, Processo amministrativo

La mancata impugnazione della mera rettifica della graduatoria finale del concorso non comporta la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del giudizio.

(Consiglio di Stato, sez. VII, 5 gennaio 2023, n. 205)

«Quanto alla pronuncia di improcedibilità del ricorso principale, per mancata impugnazione delle graduatorie in rettifica, vanno espressamente richiamati gli argomenti della sentenza della Sezione n. 1324/2022, qui condivisi, nella parte in cui si soffermano sul nesso di presupposizione sussistente tra la prima graduatoria e le successive riapprovazioni con rideterminazione della graduatoria di merito, ove si evidenzia che “……se, da un lato, deve essere ribadito il principio più volte affermato anche da questo Consiglio per cui “nei giudizi in materia di concorsi pubblici, l’omessa impugnazione della graduatoria finale del concorso comporta la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del giudizio, poiché l’eventuale accoglimento della domanda di annullamento dell’esclusione dalla prova orale non può incidere sulla citata graduatoria, una volta che questa sia divenuta inoppugnabile”, e secondo il quale ciò è dovuto al fatto che l’approvazione della graduatoria finale, pur appartenendo alla stessa sequenza procedimentale in cui si colloca l’atto che determina la lesione del ricorrente, non ne costituisce conseguenza inevitabile, atteso che la sua adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni di interessi, anche di una pluralità di soggetti terzi rispetto al rapporto in origine controverso, (cfr., ex plurimis, Cons. St., Sez. II, 14 maggio 2021; Sez. VI, 12 novembre 2020, n. 6959; V, 11 agosto 2010, n. 5618, e 10 maggio 2010, n. 2766), dall’altro, occorre sottolineare come, nel caso di specie, sussistano alcune peculiarità che escludono tale effetto preclusivo, costituite dal carattere di mera rettifica della successiva graduatoria non specificamente impugnata e, soprattutto, dall’omessa allegazione dell’avvenuta approvazione di tale nuovo atto nel corso del giudizio di primo grado, nel quale la nuova graduatoria dell’11.11.2020 non risulta essere stata neppure citata dalle parti, né, tantomeno, essere stata addotta a fondamento di un’eccezione di improcedibilità o di un rilievo da parte del Tribunale”».

Daniele Majori – Avvocato cassazionista e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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