Appalti pubblici, Contratti pubblici

La mancanza di una singola sottoscrizione di una sola pagina da parte del rappresentante di una sola ditta, su centinaia di pagine regolarmente sottoscritte da tutti i soggetti obbligati, non può comportare l’esclusione di un intero raggruppamento.

(Tar Puglia, Bari, sez. I, 12 gennaio 2017, n. 17)

«Con il motivo di gravame sub 5) la ricorrente rileva – in asserita violazione del punto 12, lett. g – pag. 25 del disciplinare (“la dichiarazione di offerta economica e la lista (o/e i relativi elaborati), a pena di esclusione dell’offerta, devono essere sottoscritti dal legale rappresentante … e la lista non può presentare correzioni che non siano da lui stesso confermate e sottoscritte”) – nell’offerta economica dell’ATI [aggiudicataria]: 1) una correzione non confermata, “ma soltanto sottoscritta” a pag. 19; 2) la mancata sottoscrizione della [ditta mandante] alla pag. 5.
Ciò induce l’ATI ricorrente
[…] ad avanzare “dubbi … sull’integrità del plico contenente l’offerta”.
A tal proposito, va rilevato che la giurisprudenza ha costantemente statuito che, nelle pubbliche gare, le clausole della lex specialis, ancorché contenenti comminatorie di esclusione, non possono essere applicate meccanicisticamente, ma secondo il principio di ragionevolezza, e devono essere valutate alla stregua dell’interesse che la norma violata è destinata a presidiare, per cui, ove non sia rilevabile la lesione di un interesse pubblico effettivo e rilevante, deve essere accordata la preferenza al favor partecipationis (cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 19.10.2012, n. 5389; in termini, cfr. Cons. Stato, Sez. III, 12.5.2011, n. 2851; Cons. Stato, Sez. VI, 8.3.2010, n. 1305).
Nella fattispecie in esame il disciplinare di gara (cfr. punto 12, n. 3 – pag. 24) prevedeva, a pena di esclusione, la produzione delle liste delle lavorazioni e forniture “in formato cartaceo e su supporto informatico”.
Ne discende, come attestato da Cons. Stato, Sez. V, 22 gennaio 2015, n. 245, che:
«… Se, …, entrambi gli elaborati – cartaceo e informatico – assolvevano alle medesime finalità, il riscontrato “oscuramento” di alcune pagine della relazione idraulica non può essere di per sé ricondotto ad un’ipotesi di incompletezza dell’offerta, poiché le pagine mancanti risultano integre e leggibili nel supporto informatico dello stesso elaborato.
Ben altre conseguenze, ossia quelle proprie dell’“incertezza assoluta sul contenuto dell’offerta” – cfr. l’art. 46, comma 1-bis, del D.L.vo 163 del 2006 come inserito dall’art. 4, comma 2, lett. d), del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni in L. 12 luglio 2011, n. 106 – si sarebbero in effetti dovuto trarre nel caso – per l’appunto, non verificatosi – in cui si fossero riscontrate difformità di contenuto tra il supporto cartaceo e quello informatico: nella presente fattispecie l’“incertezza assoluta” è radicalmente esclusa proprio in dipendenza della già acquisita disponibilità da parte della commissione del supporto informatico, …».
In ordine alla correzione a pag. 19 dell’offerta economica, viene in rilievo un mero errore materiale, riguardante una annotazione alfanumerica (“112,80”), ancora leggibile sotto il tratto di penna, riportata al di sopra in termini identici.
Nessun dubbio può legittimamente ingenerare la correzione: di fianco, infatti, la quantità è riportata in lettere, per esteso, e corrisponde a quella espressa in cifre.
Inoltre, la correzione risulta confermata dalle apposite sottoscrizioni, a margine, dei legali rappresentanti delle imprese raggruppate.
Quanto al secondo aspetto in contestazione, va evidenziato che in calce all’offerta economica dell’ATI controinteressata, al contrario di quanto asserito da parte ricorrente, si rinvengono le sottoscrizioni di tutti i soggetti, ivi compresa quella del legale rappresentante della ditta mandante
[…].
In ogni caso, il tenore letterale dell’art. 46, comma 1 bis dlgs n. 163/2006 e la giurisprudenza amministrativa formatasi sul punto (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 27 marzo 2015, n. 1601) confermano che possono essere escluse solo le offerte per le quali sussista l’incertezza assoluta sul loro contenuto e sulla loro provenienza.
Pertanto, alla luce del suddetto principio e di quello di generale sanabilità delle irregolarità ex artt. 38, comma 2 bis e 46, comma 1 ter dlgs n. 163/2006, la mancanza di una singola sottoscrizione (i.e. in relazione ad una sola pagina) del rappresentante di una sola ditta, su centinaia di pagine regolarmente sottoscritte da tutti i soggetti obbligati, non può comportare l’esclusione di un intero raggruppamento.
Quanto ai dubbi manifestati da parte ricorrente in ordine alla integrità del plico contenente l’offerta dell’ATI controinteressata, va rimarcato che per principio costantemente affermato dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato (cfr. Consiglio di Stato, Sez. III, 23/07/2015, n. 3649) è necessario fornire una prova puntuale relativamente alla manipolazione della documentazione di gara, prova che nel caso di specie è mancata
».

Daniele Majori – Avvocato e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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