Appalti pubblici, Concorrenza, Contratti pubblici

Siccome i requisiti collegati all’esperienza potrebbero rappresentare un ostacolo all’ingresso sul mercato di nuovi operatori, è la richiesta di servizi analoghi o di un fatturato specifico che deve essere giustificata, perché – seppure è apprezzabile la finalità di rassicurare oggettivamente la stazione appaltante circa l’affidabilità del contraente – non è comunque possibile perseguire questo obiettivo attraverso strumenti anticoncorrenziali (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto immune da irragionevolezza la decisione della stazione appaltante di non richiedere – come pre-requisito – il possesso di un’esperienza pluriennale nel settore o il preventivo espletamento del servizio per un importo minimo, tenendo presente anche l’obbligo di assorbimento del personale alle dipendenze del gestore uscente, che assicura anche una certa continuità nell’espletamento di mansioni delicate ma considerate prive di un elevato spessore tecnico-specialistico).

(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 5 febbraio 2015, n. 195)

«Con il primo motivo parte ricorrente si duole della totale assenza, in capo al Consorzio aggiudicatario e alle due Cooperative esecutrici, di esperienza specifica nel settore, malgrado si riveli indispensabile per garantire una corretta esecuzione del servizio. L’Azienda Ospedaliera avrebbe indebitamente omesso di compiere sul punto i dovuti approfondimenti (anche ai sensi degli artt. 41 e 42 del Codice dei contratti), che sarebbero dovuti sfociare nell’esclusione dalla competizione.
1.1 La censura è priva di pregio, e sul punto il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni racchiuse nell’ordinanza cautelare di reiezione, sulla quale si è formato incidentalmente il giudicato. La statuizione di non accoglimento risulta la più coerente con il carattere di maggior prevedibilità possibile (e auspicabile) che dovrebbe connotare le decisioni giurisdizionali, in quanto essa costituisce il naturale sviluppo delle anticipazioni dispiegate in diritto dal giudice della cautela.
1.2 Si ribadisce anzitutto che la scelta della stazione appaltante di non imporre requisiti minimi di partecipazione non è in contrasto con gli art. 41 e 42 del D. Lgs. 12/4/2006 n. 163, in quanto tali norme devono essere coordinate con il principio di proporzionalità e con quello di massima partecipazione. Siccome i requisiti collegati all’esperienza potrebbero rappresentare un ostacolo all’ingresso sul mercato di nuovi operatori, è la richiesta di servizi analoghi o di un fatturato specifico che deve essere giustificata, perché, seppure è apprezzabile la finalità di rassicurare oggettivamente la stazione appaltante circa l’affidabilità del contraente, non è comunque possibile perseguire questo obiettivo attraverso strumenti anticoncorrenziali. In buona sostanza, all’opposto di quanto afferma parte ricorrente, un attento giudizio di congruità dovrebbe connotare l’opzione di requisiti di partecipazione i quali favoriscano le imprese già presenti sul mercato e che gestiscono rilevanti commesse, mentre va privilegiata la scelta di massima estensione del confronto comparativo, allargato a nuovi soggetti capaci di adattare il loro apparato organizzativo per competere in nuovi settori di mercato.
1.3 Nello specifico, le prestazioni analiticamente descritte alle pagine 6 e 7 del capitolato tecnico (accettazione pazienti, caricamento dati a sistema informativo, archiviazione, rendicontazione, consegna referti, riscossione ticket, supporto alla compilazione del foglio movimento pazienti, refertazione vocale, caricamento dati contabili, caricamento prestazioni specialistiche, gestione CUP telefonico, fotocopiatura cartelle cliniche) esigono certamente un minimo di addestramento e/o formazione professionale dei dipendenti, ma appare immune da irragionevolezza la decisione di non richiedere – come pre-requisito – il possesso di un’esperienza pluriennale nel settore o il preventivo espletamento del servizio per un importo minimo. A questo proposito, peraltro, è da tenere presente la regola che impone all’aggiudicatario l’assorbimento del personale alle dipendenze del gestore uscente, la quale assicura anche una certa continuità nell’espletamento di mansioni delicate ma prive di un elevato spessore tecnico-specialistico.
1.4 Per scongiurare il rischio di selezionare un’impresa inaffidabile, peraltro, la lex specialis prevedeva specifici requisiti di capacità economica e finanziaria (dichiarazioni bancarie attestanti la solidità economica delle partecipanti), regolarmente verificati dalla Commissione di gara
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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