Appalti pubblici, Contratti pubblici

Quando il d.u.r.c. viene acquisito per la verifica delle dichiarazioni rese ai sensi dell’art. 38 d.lgs. n. 163/2006, non è applicabile – per il principio di specialità – l’invito alla regolarizzazione di cui all’art. 31, co. 8, d.l. n. 69 del 2013, che si applica, quindi, a tutte le ipotesi di d.u.r.c. rilasciato dagli enti competenti ad eccezione di quello acquisito per la verifica della veridicità dell’autodichiarazione presentata per la partecipazione alla gara, per il quale vale la disciplina prevista dall’art. 38 d.lgs. n. 163/2006.

(Tar Puglia, Bari, sez. unica, 22 ottobre 2014, n. 1221)

«Le ricorrenti, infine, sostengono che la violazione alle norme in materia di contribuiti previdenziali e assistenziali, avrebbe potuto acquisire il carattere della definitività, solo in data 7.5.2014 [data in cui la società (Alfa) avrebbe peraltro regolarizzato la propria posizione contributiva, nel termine dei quindici giorni previsto dall’art. 31, comma 8 del D.L. n. 69 del 2013] e che la stazione appaltante avrebbe omesso di effettuare un puntuale accertamento circa tale carattere della violazione contributiva.
Anche tale censura è infondata.
Sul punto, il Collegio si limita a richiamare la recente sentenza del T.A.R. Lazio, Sez. III ter, 18 luglio 2014, n. 7732, nonché quelle del T.A.R. Campania, sez. IV, del 2 luglio 2014, n. 3619 e del 12 giugno 2014, n. 3334 che hanno ritenuto non applicabile l’art. 31, comma 8 del D.L. n. 69 del 2013 (secondo il quale “Ai fini della verifica per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), in caso di mancanza dei requisiti per il rilascio di tale documento gli Enti preposti al rilascio, prima dell’emissione del DURC o dell’annullamento del documento già rilasciato, invitano l’interessato (…) a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a quindici giorni, indicando analiticamente le cause della irregolarità”) alle ipotesi in cui il d.u.r.c. viene acquisito per la verifica delle dichiarazioni rese, ai sensi dell’art. 38 d. lgs. n. 163/2006, per la partecipazione alla gara.
Ciò in quanto la verifica delle suddette autocertificazioni non può che essere effettuata con riferimento alla data e alla situazione esistente al momento in cui le dichiarazioni sono state rese.
La verifica disposta dalla stazione appaltante con l’acquisizione del d.u.r.c., infatti, mira a fotografare la corrispondenza o meno tra quanto dichiarato in sede di partecipazione e quanto risulta dagli archivi degli Istituti deputati al relativo rilascio, con riferimento ad un preciso momento storico (quello della dichiarazione sulla regolarità contributiva) e ciò al fine precipuo di accertare la sussistenza del requisito richiesto in capo ai concorrenti (T.A.R. Puglia, Bari, sez. I, 15 maggio 2014, n. 608).
L’eventuale regolarizzazione postuma di violazioni contributive esistenti al momento della presentazione della domanda di partecipazione alla gara può valere ad eliminare il contenzioso tra l’impresa e l’ente previdenziale, ma non può in ogni caso cancellare il fatto storico dell’accertato inadempimento alla data della dichiarazione e comportare quindi ex post il venir meno della causa di esclusione (Cons. Stato, Ad. Plen., 4 maggio 2012, n. 8; Cons. St., sez. VI, 12 gennaio 2011, n. 104; Tar Lazio, Roma, sez. III quater, 31.3.2014, n. 3545; Tar Puglia – Lecce, sez. II, 13.3.2014, n. 761 e sez. III, 22.04.2014, n. 1077; Parere dell’A.V.C.P. n. 14 del 14.02.2013).
Come correttamente sottolineato dal T.A.R. Lazio, la ratio dell’art. 38 “…costituente espressione dei principi generali di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento (art. 2 del codice), sarebbe vanificata ove si ritenga che la regolarità contributiva, dichiarata in sede di partecipazione, sia un requisito verificabile con riferimento ad un momento temporale (scadenza del termine di quindici giorni decorrente dalla richiesta di regolarizzazione rivolta dopo l’aggiudicazione della gara) successivo a quello della partecipazione, quest’ultimo espressamente previsto dall’art. 38 citato che avrebbe dovuto, pertanto, essere oggetto di abrogazione espressa…”. Ne consegue che “…l’antinomia tra le due norme (art. 38 d. lgs. n. 163/2006 e 31 d. l. n. 69/2013), di pari rango nell’ambito della gerarchia delle fonti, deve, pertanto, essere risolta sulla base del preferibile (in quanto la perdurante vigenza dell’art. 38 si giustifica con l’essere la norma espressione dei citati principi generali di concorrenza, trasparenza e massima partecipazione) principio di specialità (…) per cui l’art. 31 comma 8° d. lgs. n. 69/2013 si applica a tutte le ipotesi di d.u.r.c. rilasciato dagli enti competenti ad eccezione di quello acquisito per la verifica della veridicità dell’autodichiarazione presentata per la partecipazione alla gara per il quale vale la disciplina prevista dall’art. 38 d. lgs. n. 163/2006” (T.A.R. Lazio, Sez. III ter, 18 luglio 2014, n. 7732).
Nel caso di specie, poiché le irregolarità contributive a carico della società
[Alfa] sussistenti al momento della presentazione della domanda di partecipazione (8.4.2014), risultano sanate solo in data successiva (7.5.2014), non può censurarsi l’operato della stazione appaltante che ne ha conseguentemente disposto l’esclusione attenendosi all’accertamento contenuto nel d.u.r.c. prot. n. 30037345 emesso in data 29 maggio 2014, non residuando in capo alla stessa alcun margine di valutazione o apprezzamento.
Alla luce delle considerazioni svolte, l’esclusione dalla gara dell’A.T.I.
[costituita dalle società Alfa e Beta] è legittima».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

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