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principio generale

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L’affidamento in concessione o in locazione di beni immobili demaniali e patrimoniali dello Stato mediante trattativa privata, in deroga al principio generale che impone lo svolgimento di una procedura ad evidenza pubblica, può avvenire – ai sensi dell’art. 2, co. 3, lett. c, D.P.R. 13 settembre 2005, n. 296 (altre ipotesi derogatorie sono previste dal citato art. 2, co. 3) – solo a condizione: a) che la richiesta venga presentata da un soggetto “concessionario o locatario di un bene immobile di proprietà dello Stato”; b) che il bene da affidare in concessione o in locazione costituisca una “pertinenza” del bene già locato o dato in concessione o sia con esso “confinante”; c) che la superficie del bene immobile da concedere o da locare non sia superiore al venti per cento della superficie totale originariamente concessa o locata.

(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 20 marzo 2015, n. 125) Il «D.P.R. 13 settembre 2005, n. 296, nel disciplinare i criteri e le modalità di concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato, dispone testualmente al primo comma dell’art. 2 come principio generale che “le concessioni e le locazioni dei beni … Continua a leggere

L’inapplicabilità alla materia edilizia delle disposizioni che obbligano l’Amministrazione a comunicare agli interessati l’avvio del procedimento, non esclude la necessità del contraddittorio.

(Tar Lazio, Roma, sez. II Bis, 20 marzo 2012, n. 2679) «[O]ramai è consolidato l’indirizzo giurisprudenziale che esclude per le pratiche edilizie l’applicabilità della normativa generale sul procedimento amministrativo dettata dalla legge n. 241/1990, in virtù delle discipline speciali vigenti nel settore e del principio di non necessità della comunicazione di avvio dei procedimenti aperti … Continua a leggere

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