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offerta conveniente o idonea in relazione all’oggetto del contratto

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La clausola della lex specialis che prevede che “si procederà all’aggiudicazione dell’appalto solo nel caso in cui siano pervenute o siano rimaste in gara almeno due offerte” si distacca dalla generale previsione di cui all’art. 55, co. 4, d.lgs. n. 163/2006, richiedendo non soltanto che siano pervenute almeno due offerte valide (perché formulate da concorrenti risultati in possesso dei requisiti di partecipazione), ma postulando altresì un quid pluris – ritenuto ex ante indispensabile al fine di garantire che l’aggiudicazione cada su un’offerta veramente “conveniente o idonea in relazione all’oggetto del contratto” (cfr. art. 81, co. 3, d.lgs. n. 163/2006, richiamato dal citato art. 55, co. 4) – evidentemente al fine di assicurare la selezione del miglior contraente nell’ambito di un effettivo confronto concorrenziale tra proposte ammissibili e anche positivamente valutabili sul piano tecnico (nel caso di specie, il C.G.A. ha confermato la legittimità dell’aggiudicazione, in quanto – dopo l’ultimo sbarramento effettivamente selettivo previsto dal bando – erano rimaste in gara quattro delle cinque offerte valide presentate, essendo invece irrilevante il fatto che, in un momento successivo all’attribuzione dei punteggi tecnici, tre di tali offerte fossero state lecitamente revocate per autonomo calcolo imprenditoriale).

(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 29 gennaio 2015, n. 84) «Con il primo motivo di impugnazione l’appellante […] affronta il merito della controversia e deduce che ai sensi del disciplinare l’Amministrazione non poteva aggiudicare l’appalto, in quanto nella fase finale della selezione era rimasto in gara soltanto [l’RTI aggiudicatario]. Come precisamente rileva … Continua a leggere

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