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art. 43 c.p.a.

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In tema di decorrenza del termine di impugnazione dell’aggiudicazione di un appalto, la Corte di Giustizia dichiara (con specifico riferimento ai settori dell’acqua, energia, trasporti e telecomunicazioni di cui alla direttiva 92/13/CEE) che – qualora sia intervenuta una nuova decisione dell’amministrazione aggiudicatrice, adottata dopo la decisione di aggiudicazione di un appalto ma prima della firma del contratto e che possa incidere sulla legittimità di detta decisione di attribuzione – il termine per la proposizione di un ricorso di annullamento deve iniziare nuovamente a decorrere dalla comunicazione agli offerenti della decisione successiva o, in assenza di detta comunicazione, dal momento in cui questi ultimi ne hanno avuto conoscenza; invece – nel caso in cui un offerente abbia conoscenza, dopo la scadenza del termine di ricorso previsto dalla normativa nazionale, di un’irregolarità asseritamente commessa prima della decisione di aggiudicazione di un appalto – il diritto di ricorso contro tale decisione gli è garantito soltanto entro tale termine, salvo espressa disposizione del diritto nazionale a garanzia di tale diritto, conformemente al diritto dell’Unione.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. V, causa C-161/13, 8 maggio 2014, Idrodinamica Spurgo Velox srl ed altri contro Acquedotto Pugliese SpA) «33 Con tali questioni, che occorre esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio chiede in sostanza se il termine per la proposizione di un ricorso di annullamento contro la decisione di aggiudicazione di un … Continua a leggere

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Anche la pubblicazione di una sentenza in un differente giudizio, e benché resa inter alios, può costituire occasione per acquisire cognizione di elementi utili per l’introduzione di motivi aggiunti, atteso che il presupposto necessario per formulare motivi aggiunti nel processo amministrativo, ai fini della deduzione di ulteriori vizi di legittimità dell’atto impugnato, consiste nell’ignoranza dei vizi stessi (non imputabile al deducente) al momento della proposizione del ricorso introduttivo.

(Consiglio di Stato, sez. V, 27 aprile 2012, n. 2459) «Anche prima dell’avvento dell’art. 104, comma 3, CPA, infatti, l’interpretazione giurisprudenziale della disciplina processuale amministrativa ammetteva già la possibilità di formulare motivi aggiunti anche direttamente in grado di appello, allorché si trattasse di far valere dei vizi degli stessi provvedimenti impugnati non noti all’epoca del … Continua a leggere

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