Edilizia e urbanistica, Paesaggio

Diniego di autorizzazione paesaggistica: il giudizio deve essere necessariamente contestualizzato in modo tale che dalla motivazione risulti evidente quali siano i connotati specifici del paesaggio che si intendono preservare e le ragioni per cui l’opera sarebbe idonea a comprometterli (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto illegittimo il diniego, essendosi la Soprintendenza limitata ad affermare che il prospetto del balcone ed i pilastri si porrebbero in contrasto con i caratteri peculiari, compositivi, percettivi e simbolici del contesto paesaggistico senza, tuttavia, specificare in cosa questi caratteri consisterebbero).

(Tar Toscana, sez. III, 8 novembre 2023, n. 1022)

«La giurisprudenza amministrativa ha in più occasioni ribadito che i provvedimenti di diniego di autorizzazione paesaggistica non possono basarsi su asserzioni apodittiche che si limitino a dedurre un generico impatto negativo dell’opera sull’ambiente circostante, dovendo l’amministrazione dar conto nella motivazione delle ragioni concrete per cui il manufatto risulti incompatibile con i valori tutelati dal vincolo paesaggistico (fra le tante Consiglio di Stato, Sez. VI, 8 aprile 2021, n. 2858).
Il giudizio di compatibilità paesaggistica, per il fatto di costituire applicazione di principi elastici astrattamente idonei a ricomprendere una vasta congerie di fattispecie, deve, infatti, essere necessariamente contestualizzato in modo tale che dalla motivazione risulti evidente quali siano i connotati specifici del paesaggio che si intendono preservare e le ragioni per cui l’opera sarebbe idonea a comprometterli.
Nel caso di specie la Soprintendenza si è limitata ad affermare che il prospetto del balcone ed i pilastri si porrebbe in contrasto con i caratteri peculiari, compositivi, percettivi e simbolici del contesto paesaggistico senza, tuttavia, specificare in cosa questi caratteri consisterebbero.
Il gap motivazionale, nel caso di specie, non può peraltro essere colmato attraverso l’ausilio della rappresentazione fotografica dei luoghi dalla quale emerge che il fabbricato di cui si discute si inserisce in un contesto fortemente urbanizzato nel quale mancano elementi di uniformità edilizia volti a connotare uno specifico carattere tipologico o tradizionale del luogo e che, inoltre, vede la presenza di prospetti costruiti in modo analogo a quello che la ricorrente vorrebbe realizzare».

Daniele Majori – Avvocato cassazionista e consulente aziendale

Fonte:www.giustizia-amministrativa.it

Contattaci per sapere come possiamo aiutarti

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Categorie

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.