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Condono edilizio

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Condono “separato”: ai fini del rispetto dei limiti volumetrici fissati dall’art. 39 comma 1 l. n. 724/94, non è ostativa la circostanza che i beni appartengano fisicamente ad un unico compendio immobiliare, poiché, anche in tale evenienza, se gli abusi costituiscono entità scindibili e tra loro autonome è possibile per essi presentare distinte richieste di condono (ciascuna delle quali soggiacerà a detto limite volumetrico), mentre in tutti gli altri casi resta fermo che dovranno essere le plurime istanze, sommate assieme, a non eccedere la volumetria di 750 mc.

(Consiglio di Stato, sez. VI, 20 novembre 2023, n. 9946) «A detta dell’appellante vi sarebbero, invece, due diversi abusi, riversati in due diverse istanze, ciascuna pienamente rispettosa dei limiti volumetrici fissati dall’art. 39, comma 1, L. 724/94;– erroneità della sentenza nella parte in cui il primo giudice ha ritenuto inconferente la mancanza della comunicazione di … Continua a leggere

Condono edilizio: il Comune non può adottare un diniego totale di sanatoria, anche per l’immobile principale ultimato entro il termine, se ad essere stata realizzata tardivamente è solo una piccola struttura in legno adiacente.

(Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 3 febbraio 2023, n. 344) «Dall’esame degli atti si desume che l’Amministrazione resistente ha fondato il diniego di condono sulla circostanza che la piccola struttura in legno, adiacente all’immobile principale, è stata realizzata successivamente al termine del 31 marzo 2003, di cui al comma 25, dell’articolo 32, del Dl 269/03. … Continua a leggere

Sull’applicabilità dell’art. 10-bis della legge n. 241 del 1990 anche ai procedimenti di sanatoria o di condono edilizio.

(Tar Campania, Salerno, sez. II, 2 febbraio 2023, n. 258) «[L’]art. 10 bis così recita: “Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l’autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda; entro il termine di dieci giorni dal ricevimento … Continua a leggere

Nell’ipotesi in cui, in presenza di una domanda di condono edilizio, l’Amministrazione formuli una richiesta di integrazione documentale, avendo riscontrato l’insufficienza della documentazione prodotta ai fini della definizione della richiesta stessa, la mancata (anche solo parziale) produzione documentale determina la chiusura della pratica e costituisce legittimo motivo di diniego della concessione edilizia in sanatoria.

(Tar Veneto, sez. II, 28 novembre 2013, n. 1328) «[S]ebbene nel provvedimento impugnato sia stata richiamata la più recente normativa in materia di condono, legge 724/94, che espressamente ha previsto la declaratoria di improcedibilità della domanda in caso di mancata presentazione dei documenti richiesti a comprova della sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi per il … Continua a leggere

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