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art. 80 comma 12 d.lgs n. 50/2016

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I presupposti del potere sanzionatorio dell’Anac, ai sensi dell’art. 213 comma 13 del d.lgs. n. 50 del 2016, sono solo due, falsità e omessa risposta a richieste istruttorie dell’Anac o a richieste della stazione appaltante di comprovare i requisiti, mentre l’art. 80 comma 12 del d.lgs. n. 50 del 2016 richiede la falsità al fine di giustificare l’adozione dei provvedimenti ivi indicati; né si può ritenere che i poteri afflittivi intestati alla Anac dagli artt. 80 comma 12 e 213 comma 13 del d.lgs. n. 50 del 2016 si sovrappongano e mutuino il relativo perimetro dalle cause escludenti di cui all’art. 80 del d.lgs. n. 50 del 2016 (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha rilevato che alcuni dei fatti richiamati nella delibera impugnata non rientrano nell’ambito delle fattispecie previste dalla legge; inoltre, da un lato, la contraddittorietà e l’incertezza del contenuto del provvedimento, quanto al fatto accertato, risultano di per sé lesive del principio di legalità in quanto non consentono di verificare la rispondenza degli elementi del caso alla previsione di legge, e, dall’altro lato, la mancanza di un’esatta indicazione della violazione oggetto dell’accertamento dell’Anac ha pregiudicato anche il contraddittorio procedimentale).

(Consiglio di Stato, sez. V, 21 novembre 2023, n. 9964) «L’art. 213 comma 13 del d. lgs. n. 50 del 2016 richiama i principi di cui alla legge n. 689 del 1981 (“Nel rispetto dei principi di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, l’Autorità ha il potere di irrogare sanzioni amministrative pecuniarie”).Il procedimento … Continua a leggere

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