Enti pubblici, Giustizia amministrativa

Sulla irrilevanza delle eventuali notifiche del ricorso ai singoli organi dell’ente o alle persone fisiche titolari degli organi medesimi ai fini dell’assunzione della qualità di parte processuale di altri soggetti oltre alla pubblica amministrazione, intesa come persona giuridica unitariamente considerata.

(Consiglio di Stato, sez. IV, 3 agosto 2011, n. 4641)

Gli appellanti impugnavano la sentenza con la quale il Tar Marche aveva in parte dichiarato inammissibile ed in parte rigettato il loro ricorso proposto avverso una pluralità di atti, ed in particolare avverso la concessione edilizia rilasciata dall’Amministrazione comunale ai controinteressati.
Nel giudizio di appello si costituivano sia il Comune sia uno dei controinteressati. Quest’ultimo soggetto, in particolare, eccepiva in via preliminare la necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti del Dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune, ritenuto parte del giudizio.
Il Consiglio di Stato, tuttavia, decideva di non disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti di detto Dirigente dell’Ufficio, osservando quanto segue: «Nel processo amministrativo il rapporto processuale si instaura nei confronti della Pubblica Amministrazione alla quale (in caso di giudizio impugnatorio) deve riferirsi, in virtù del principio di immedesimazione organica, l’atto emanato ed oggetto di impugnazione. E’ solo tale pubblica amministrazione (la persona giuridica unitariamente considerata) che può assumere ed assume la qualità di parte del giudizio.
Ne consegue che eventuali notifiche del ricorso anche a singoli organi dell’ente (o addirittura alle persone fisiche titolari degli organi medesimi), costituiscono una mera irregolarità che non può determinare un ampliamento del rapporto processuale, né, tantomeno, far assumere la qualità di parte, così pur impropriamente determinando la legittimazione passiva nel giudizio instaurato, ovvero, eventualmente, la legittimazione attiva ad impugnare la sentenza emessa.
Quanto ora espresso non muta per effetto di eventuali espressioni, anche utilizzate in sentenza, in ordine alla constatazione della mancata costituzione in giudizio dell’organo destinatario di notifica (come nel caso di specie), laddove risulta costituita (in via esclusiva ed assorbente) l’amministrazione, né per effetto della presenza (o del difetto) di estromissione dal giudizio, ovvero di declaratoria di (parziale) inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione passiva, essendo superfluo, in virtù di quanto esposto, che il giudice consideri la posizione processuale del singolo organo, pur irritualmente destinatario di notifica
».

Daniele Majori – Avvocato Amministrativista in Roma

Fonte: http://www.giustizia-amministrativa.it

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